Economia & Finanza

La Libra di Facebook sarà molto diversa da come annunciato

Che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli: di Libra parlano assolutamente tutti, dal central banker all’operaio in cassa integrazione. Al bar si sente parlare della differenza tra la stabilità di un paniere di euro, dollari e sterline che garantirebbero Libra, contro la volatilità speculativa del Bitcoin.

Questa distrazione di massa dai noti problemi di privacy e fake news è un successo mediatico pianificato per Facebook. Ora il dibattito si è spostato su altri temi, irrilevanti per il core business di Facebook: se Libra sia una crypto currency o no, se ci sarà una sostituzione del dollaro con Libra a livello mondiale. Facebook improvvisamente sembra un innovatore, per alcuni addirittura un liberatore dall’oppressione di banche e governi malvagi, una narrativa che Facebook veicola e quindi conosce bene.

In realtà, Libra difficilmente sarà lanciato come annunciato e con validità globale: diversi regolatori ed esperti hanno notato la quasi certa infrazione di svariate norme, leggi, obblighi di licenza in dozzine di giurisdizioni. Alcune come la Russia hanno già sentenziato che Libra sarà illegale sul loro territorio, altri paesi hanno ordinato di fermare tutto in attesa della loro severa opinione.

Facebook sapeva dall’inizio che Libra non avrà mai l’autorizzazione ad operare esattamente come annunciato, ma ha abilmente incastrato altri 26 “fondatori”, inclusi Visa, MasterCard e Paypal. Questi grandi marchi finanziari hanno dato credibilità all’annuncio iniziale, ma soprattutto, diluiranno la figuraccia di Facebook, condividendola, quando Libra sarà forzata a modificarsi drasticamente per ottenere le autorizzazioni ad operare.

Il NY Times ha scoperto che nessuno dei 27 fondatori ha firmato un impegno vincolante al lancio e che nessuno ha ancora pagato un cent dei 10 milioni richiesti per partecipare. I più attenti avranno notato che non sono state rilasciate press releases da Visa, Mastercard, Paypal riguardo la loro partecipazione a Libra, ma solo da Facecbook. Al contrario, molti “partner fondatori” hanno detto (in condizione di anonimità) che possono uscire da Libra in qualsiasi momento, lasciando intendere che qualcuno si è già pentito ed è probabile che uscirà.

Al posto di uno o più degli annunciati che si ritireranno, non mancheranno sostituti: il crypto exchange Binance (basato a Malta e bandito negli Stati Uniti) ha già espresso il suo interesse a pagare i 10 milioni per farne parte. L’annuncio coi 27 partner è quasi vero, ma ingannevole se Facebook sapeva dall’inizio che la lista vera finale sarà totalmente diversa.

Alla fine, un qualche metodo per trasferire soldi tra utenti Whatsapp e Facebook in modo legale sarà certo trovato. Questa funzione è già la normalità in Cina da molti anni in WeChat di Tencent, e non serve alcun blockchain o moneta inventata. Libra e il portafoglio Calibra potrebbero anche essere costretti dai regolatori ed essere semplici dollari (come Paypal), qualora dollari mescolati ad euro non siano ritenuti legali, come probabile.

A Facebook serve solo di trasferire dollari o euro tra le chat dei suoi social: l’annunciare di farlo con la fantomatica Libra assieme ai colossi delle carte di credito e dell’ecommerce serve solo a far fantasticare tutti quanti per qualche mese. Quando la funzione sarà rilasciata, probabilmente come semplici dollari o euro ad un prezzo di transazione neanche concorrenziale, gran parte delle persone si ricorderà solo di quanto Facebook è stato innovativo con blockchain insieme a Visa e Mastercard. L’aggiornamento è sempre meno virale dell’annuncio iniziale, pochi si renderanno conto che nel frattempo “Facebook Coin” è diventato un normale clone di Paypal allegato a messaggi chat, cosa per niente innovativa, se non dal punto di vista del marketing.

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