Politica estera

Geopolitica Liberale: l’asse sassone che fa impazzire Trump

L’amministrazione Trump nutre da tempo un timore forte: un timore geopolitico spesso inconfessato, che ha portato Washington (la Washington ‘nazionalista-WASP’) in guerra con le élites economiche e imperiali britanniche. È il timore dell’Asse Sassone. 

Molto spesso, giustamente, riguardo alla leadership dell’Europa si parla di asse renano (o ‘neo-renano’), ovvero della relazione franco-tedesca sulla quale è stata costruita la pace, la prosperità, l’unità europea dopo le tragiche esperienze di due guerre mondiali. 

Ma cerchiamo di guardare meglio le cose europee, mentre le famiglie politiche democratiche e i governi nazionali sono travolti dal solito complesso negoziato a più dimensioni per i vertici dell’Unione. Se lo facciamo, scopriamo che, oltre l’indispensabile e fondamentale asse franco-tedesco (che si sviluppa nella naturale dialettica Berlino-Parigi), esistono e co-estistono altri rapporti speciali che legano e collegano tra loro l’Europa di Angela Merkel. Una di queste relazioni specialissime è quella fra Repubblica Federale e Regno Unito: l”Asse Sassone’.

Storicamente l’intera storia politica dell’Europa moderna degli stati nazionali è stata costruita attorno allo scontro/confronto/conflitto fra la Gran Bretagna e la potenza continentale di volta in volta revisionista, prima la Francia e poi nel Novecento la Prussia-Germania. La relazione fra Germania e Gran Bretagna, nonostante il netto e predominante aspetto conflittuale, però è sempre stata quanto mai particolare: la Casa Regnante in Inghilterra, i Windsor, in realtà è la Casata Hannover di origine germanica. Sassoni del continente, e anglosassoni delle isole britanniche hanno molta storia civile comune. La geopolitica ha drammaticamente diviso quello che cultura e civiltà potevano unire. Due guerre mondiali hanno visto duramente contrapposte Germania e Gran Bretagna. Esse rimangono a imperitura dimostrazione dello storico conflitto anglo-tedesco e dei drammatici effetti di questo conflitto.

Andando in tempi più vicini, all’epoca del governo Thatcher a Londra, il clima politico verso la Germania era particolarmente avverso, tanto che gli inglesi non furono mai felicissimi della riunificazione tedesca di Helmut Kohl. I sanguinosi conflitti balcanici ne furono in parte un riflesso nell’Europa sud-orientale.

Con il lungo cancellierato di Angela Merkel, però, le cose sono cambiate (questi mutamenti sono merito della politica della Cancelliera!). Lo stato dei rapporti Germania-Gran Bretagna è mutato di segno: i legami a livello economico fra i due paesi si sono molto approfonditi. Le convergenze in politica estera sono evidenti, dall’accordo sul nucleare iraniano fino alle partnership con la Cina. Berlino, d’altra parte, ha molto usato il rapporto con la Gran Bretagna pro-market anche per bilanciare l’orientamento statal-dirigista degli amici francesi. 

In tal modo, la relazione anglo-tedesca si è sempre di più sviluppata ed accresciuta in un vero ‘Asse Sassone’ delle due grandi democrazie, (quella storica britannica e quella social-liberale tedesca), entrando di diritto nel reticolo di rapporti incrociati della Germania di Angela Merkel con i diversi paesi e regioni d’Europa. 

Ma l’asse sassone presenta caratteri e particolarità importanti a causa della strettissima relazione strategica fra Washington e Londra. La Gran Bretagna fa parte dei ‘Five Eyes’, l’importante alleanza di intelligence fra i cinque paesi anglosassoni, Usa, Gran Bretagna, Canada, Australia, Nuova Zelanda; molte basi americane oltremare di importanza decisamente strategica, un esempio Diego Garcia, sono in territori dell’ex Impero britannico; la City di Londra è l’altro braccio centrale del capitale finanziario dominante anglosassone; le compagnie petrolifere britanniche sono assieme a quelle americane protagoniste del Cartello storico delle Sette sorelle; il capitale minerario con base londinese è al centro del potere capitalistico anglosassone e globale.

L’asse sassone interviene su tutto questo e introduce nell’equazione geopolitica anglo-americana una serie di fattori innovativi importantissimi e particolarmente ostici per il potere globale americano interpretato assertivamente. Brexit, la tempesta politica ed economica attorno alla cosiddetta ‘indipendenza del Regno Unito’, al di là dei fattori sociali di forte disagio della realtà britannica così bene descritta dal grandissimo regista Ken Loach, ruotano attorno a questi ‘timori’ americani. 

Non sono quindi minimamente un caso gli atteggiamenti molto dialoganti verso Londra nell’intero dossier Brexit da parte della Cancelliera tedesca. Berlino infatti continua a puntare sulla relazione con Londra sul piano della politica europea di difesa e per coordinare meglio i dossier internazionali. 

Trump spinge Londra per mandare a quel paese l’Europa, o per meglio dire per distruggere l’asse sassone. Purtroppo per Donald, però, gli interessi economici e strategici britannici, con qualsiasi premier al potere, rimangono profondamente legati a Berlino. Ciò costituisce un motivo di ‘speranza’ per Londra e per l’Europa. Nonostante le campagne di Trump contro l’indipendenza, quella vera, di Londra.

La cosa non riguarda solamente l’Europa. La Gran Bretagna in questi anni è fortemente impegnata e proiettata verso l’Asia. E questo è un altro ‘timore’ per la Washington trumpiana. Asse sassone e asse anglo-asiatico nel nome non più della Compagnia delle Indie orientali, ma delle Nuove Rotte Marittime, sono due grandi preoccupazioni strategiche per un certo tipo di Stati Uniti. 

Basti pensare a Rumeila, il grandissimo campo petrolifero iracheno (l’Iraq, lo ricordiamo, è una invenzione politica inglese legata alla scoperta del petrolio migliore del mondo) è co-gestito dalla British Petroleum Company britannica e dalla China National Petroleum Corporation, una delle Tre Sorelle petrolifere cinesi. Un piccolo esempio…

Asse sassone e asse anglo-asiatico quindi sono due preoccupazioni che nulla hanno a che vedere con la diffusione dei ‘valori democratici’ nel mondo (la democrazia britannica e la democrazia social-liberale tedesca sono due modelli insuperati al riguardo), ma invece hanno tutto a che vedere con gli interessi imperiali americani elaborati in modo miope nell’approccio bilateralista assertivo di Trump. In queste condizioni non è poi così difficile comprendere come Donald Trump e i suoi consiglieri John Bolton e Peter Navarro possano impazzire per la relazione anglo-tedesca e possano aver così tanto timore della Cancelliera tedesca… no? Oltretutto Angela Merkel è una donna istruita e preparata, (temiamo che la faccenda conti e conti moltissimo nei rapporti personali fra una personalità femminile di indubbia capacità come la Cancelliera e un signore particolarmente particolare come Trump). Si narrano aneddoti divertenti su Navarro e le sue credenziali accademiche nonbrillanti.

Cina, Europa, Merkel, USA, Politica estera, Trump

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