Diritti civili Speaker's Corner

Perché è giusto celebrare il Pride

Una volta pure io ritenevo il pride una baracconata controproducente. La mia idea era che si dovesse puntare a neutralizzare, normalizzare l’omosessualità, non ammantarla del solito folklore frivolo: è chiaro che la classica vecchietta che vede in tv uomini vestiti da donna, riferimenti sessuali espliciti e così via, sarà portata a confermare la propria visione dei gay come dei pervertiti, persone inaffidabili o ridicole. Da qui l’idea che l’orientamento sessuale sia decisivo nel determinare le qualità caratteriali di una persona. Stesso motivo per cui ancora detesto i “gay di professione” da programma televisivo.

Però poi mi sono reso conto che in primo luogo la visione che avevo io stesso del pride era caricaturale perché pure a me erano arrivate le immagini più eccentriche di quelle manifestazioni, mentre la maggior parte delle persone ci vanno vestite come nella vita di tutti i giorni, spesso indistinguibili fra gay ed etero che pure partecipano in tanti. E poi ho realizzato che nei tanti Paesi in cui il pride è vietato sono proprio le esternazioni più volgari ad essere intollerabili. E se solo nei paesi liberi è consentito fare i pagliacci, forse anche fare i pagliacci può essere una cosa seria, un simbolo importante. È comprensibile che ci sia anche immaturità nella rivendicazione dell’omosessualità, che se ne parli tanto, che faccia ancora scandalo, ma perché in fondo la libertà sessuale è una conquista relativamente recente. Un po’ come i bambini che continuano a ripetere una parola nuova che hanno appena imparato finché non diventerà anche per loro normale. Speriamo che nei decenni il pride da noi faccia sempre meno scalpore mentre si affermi con forza e con la sua dose di provocazione dove oggi è vietato.

Il pride, a guardarlo bene, non consiste solo nella difesa di una minoranza ma nell’affermazione della libertà sessuale di tutti gli individui. Ed è per questo che attira più eterosessuali del family day. Come a dire: tira più un pelo di libertà sessuale che un carro di famiglia tradizionale.

Family day, Gay, Gay Pride, Pride, sessualità

Stefano Leanza

Nato a Milano un ventennio fa, studio Giurisprudenza a Roma. Penso liberale e scrivo di giustizia e garantismo. Blogger per hobby, sono appassionato di giornalismo politico e sportivo.

Leave a Comment