Speaker's Corner

Proposta di legge sulla “gestazione per altri solidale”

Dopo un lungo e complesso iter che ha visto impegnati giuristi, medici ed esperti della materia, l’associazione Luca Coscioni, in collaborazione con le associazioni “Certi Diritti” e “Famiglie Arcobaleno” ha messo a punto una proposta di legge in otto articoli per disciplinare il percorso di “gestazione per altri solidale”, nota anche con l’acronimo Gpa. 

Nel testo, in sintesi, viene chiesto al parlamento di normare le modalità di accesso per la realizzazione di una tecnica di fecondazione medicalmente assistita alla base di un percorso che consenta di avere un figlio a chi non può, nonché di intervenire alla luce del progresso scientifico e culturale che oggi riconosce nella “gestazione per altri” una concreta possibilità di avere un figlio. 

L’iniziativa in sostanza, intervenendo in una materia che coinvolge migliaia di persone ogni anno in Italia, per voce dei promotori mira a rafforzare la sicurezza nella fecondazione medicalmente assistita, combattendo lo sfruttamento e superando i limiti imposti dall’attuale legge 40. 

Ricorda l’avvocato Filomena Gallo, segretario dell’associazione Luca Coscioni, a proposito delle tante coppie che non possono avere un figlio per diversi motivi, che “le tecniche di fecondazione medicalmente assistita hanno fornito risposte: la “gestazione per altri”. Il dibattito su questo tema – continua l’avvocato – spesso è violento e di chiusura, ma riteniamo che solo con una norma adeguata si possa agire contro ogni forma di abuso e illegalità, evitare discriminazioni e violazioni dei diritti fondamentali”. 

Il lavoro dei promotori della proposta di legge ha l’intento, in particolare, di soddisfare il diritto alla salute, i benefici della scienza e l’autodeterminazione e la tutela del superiore interesse del minore. “Un testo di legge completamente impostato sul concetto di solidarietà tra un genitore naturalmente fertile e un altro altrimenti impedito da condizioni di fatto che configurano l’impossibilità di una gravidanza – continua la Gallo. “Nello specifico si prevedono una serie di tutele volte ad assicurare che le parti ricevano adeguato monitoraggio medico e siano consapevoli e rispettose della reciproca situazione sociale, economica e giuridica. Affermiamo il diritto umano alla scelta, all’autodeterminazione e alla felicità offerto nel pieno rispetto di tutte le persone e di tutti gli altri diritti umani coinvolti, compreso quello alla scienza, contro qualsiasi forma di sfruttamento e abuso. Centrale nella proposta normativa è la disciplina relativa allo status del minore nato in seguito a Gpa e alla redazione del suo atto di nascita. Riteniamo che solo una normativa adeguata possa evitare abusi, illegalità, situazioni che invece i proibizionismi determinano”. 

Confrontando le pratiche analoghe legali in molti altri paesi del mondo come Canada, Stati Uniti o Grecia, il testo descrive le condizioni di accesso al percorso, ammettendolo ai soli fini solidaristici e prevedendo una serie di tutele volte ad assicurare che le parti ricevano un adeguato monitoraggio medico e siano consapevoli e rispettose della reciproca situazione. 

Ai genitori intenzionali l’obbligo di provvedere alla copertura dei costi di gestazione e parto. I minori nati acquisirebbero, sin dal trasferimento in utero dell’embrione, lo status di figli legittimi dei nuovi genitori, senza alcun riferimento alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento. 

Nel corso della conferenza di presentazione dell’iniziativa, il professor Marcello Pili, titolare di cardiologia della Asl 6 di Cagliari, ha ricordato che in Italia sono oltre 10mila le donne fertili che non possono avere gravidanze a causa di problemi di salute, come aritmie cardiache, patologie renali, tumori, diabete non compensato, malformazioni ossee ed altre ancora. Si tratta di donne che hanno ovaie ben funzionanti e in altri Paesi godono di una soluzione legale che non si chiama “utero in affitto”, ma, appunto, “gestazione per altri solidale”. Chiosa l’avvocato Gallo: “Non si tratta di un mercimonio, ma di una terapia, purtroppo costosa, e riservata a pochissime coppie. Mentre le altre sono costrette a rinunciare a una delle aspirazioni più alte dell’essere umano: dare la vita”.

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