Speaker's Corner

Il filo rosso che lega Venezuela, MMT e minibot

Il regime chavista di Maduro non rispetta l’ennesimo accordo di finanziamento. Nei giorni scorsi, il Venezuela ha infatti violato un accordo di swap in oro del valore di 750 milioni di dollari con la tedesca Deutsche Bank, con la perdita di 20 tonnellate in oro delle riserve nazionali, che erano state messe dalla Banca Centrale Sovrana di Caracas a garanzia del finanziamento. Ormai le riserve d’oro del sovrano Venezuela sono quasi esaurite a causa dei numerosi default. Siamo già al secondo nel corso del 2019, dopo che a marzo il Venezuela non onorò un altro impegno di quasi 1,1 miliardi di dollari.  

È triste constatare come questa del Venezuela non è l’unica storia da Repubblica delle Banane, dove lo stato sovrano vende al popolo l’illusione che la ricchezza si crei stampando moneta il cui valore è dato dal numeretto che viene messo sulla faccia di questa. 

È la stessa favola della Modern Money Theory (MMT) che ripropone una vecchia follia del 1905 dell’economista tedesco George Friedrich Knapp, ripresa da Warren Mosler, un noto speculatore di Wall Street che trascorre il suo tempo in un paradiso fiscale, e da un pugno di personaggi emarginati dal mondo accademico. È la favola di uno stato che può disporre di tutta la moneta di cui necessita, creandola a comando, e che avrà valore perché lo stato emittente la accetterà per il pagamento delle tasse.  

Una concezione puramente cartalista della moneta – intesa come un “free tax-voucher” emesso dallo Stato, con la funzione di unità di conto e mezzo di pagamento –  altro non è che una riedizione del Campo dei Miracoli con l’albero degli zecchini del racconto di Collodi, dove Pinocchio è la metafora del popolo levantino che cerca la ricchezza senza alcun sacrificio, e che per questo si rileva per quel che è: un popolo somaro. Una moneta che sia solo unità di conto e mezzo di pagamento (senza che sia anche riserva di valore e moneta credito, perché disponibile illecitamente a comando del signorotto di turno) è la stessa dell’antica società feudale con una economia di produzione di puro scambio (M-D-M di Karl Marx) con una “moneta merce con valore intrinseco”.  

Ma il populismo sud-americano piace tanto anche all’Italia dei noeuro, con i miniBot ideati da un ex sales manager di Deutsche Bank Italia a contorno di un dibattito costellato sempre più da cigni neri, piani B da week-end, improbabili veglioni di fine anno e, soprattutto, asini volanti. 

Questi pezzi di carta colorata con stampato un numeretto che indica un valore nella stessa unità di conto dell’euro, e che tanto piacciono a chi ha la struttura mentale di un bambino di 5 anni ed ai populo-sovranisti italiani, verrebbero emessi dallo stato italiano per provvedere al pagamento dei fornitori di prodotti e servizi alla pubblica amministrazione. Una volta in circolazione, i miniBot potranno essere usati come mezzo di pagamento tra privati (ed aziende perché no!), oltre che per il pagamento di tasse e tributi, evento quest’ultimo che porterebbe senza alcun dubbio ad una riduzione del gettito fiscale in euro, in aggiunta a quella derivante da politiche di condono fiscale e di riduzione delle tasse tramite la flat tax. 

È la pietra filosofale dei somaristi, la fonte dell’eterna ricchezza dei popoli levantini, l’ennesima riedizione di ricette della macroeconomia populista sudamericana dove il benessere di una nazione è frutto di programmi economici che fanno affidamento sull’uso di espansioni fiscali e politiche creditizie e di “forme di moneta” sopravvalutate per accelerare la crescita e ridistribuire il reddito. Ma, puntualmente, dopo un breve periodo di crescita economica e ripresa, ci si ritrova nella situazione in cui l’iperinflazione prende il sopravvento con il conseguente crollo dei salari reali e crisi di bilancia dei pagamenti, fino al collasso del sistema economico. 

E questo è quanto accadrà in Italia, se non si mette fine al dar credito a personaggi spuntati dal nulla, che prima trovavi solo nel bar del quartiere a blaterare davanti a un bicchiere di vino e che oggi, grazie ai social, sono nelle fila di quella che Umberto Eco chiamava “legione di imbecilli”; che ormai hanno monopolizzato l’informazione dei media italiani per diffondere il verbo della ‘squola di Pescaracas’ tra i milioni di italiani che hanno conseguito la laurea in tuttologia alla Google University con i corsi on line “er blogghe de mi cuggino” con un PhD dalla prestigiosa Università della Strada.  Mario Draghi, Presidente della BCE, ha espressamente dichiarato: “I miniBOT sono un’altra moneta e sono illegali.”

Venezuela, Borghi, minibot, Bagnai, no euro, Draghi

6 comments

Salvatore 20/06/2019 at 20:59

Sono un oppositore dell’MMT dopo averla sostenuta, quindi un penitente redento, ma c’è una parte dell’articolo che mi appare sintatticamente incomprensibile e semanticamente delirante.

“Una moneta che sia solo unità di conto e mezzo di pagamento (senza che sia anche riserva di valore e moneta credito, perché disponibile illecitamente a comando del signorotto di turno) è la stessa dell’antica società feudale con una economia di produzione di puro scambio (M-D-M di Karl Marx) con una “moneta merce con valore intrinseco”.”

1 il gold standard medievale è l’antitesi esatta della MMT.
2 MDM (o meglio MDM’) è il modello capitalistico universale (la suddivisione marxiana in ere economiche è ridicola per chiunque conosca la storia), DMD’ non esiste, perché il capitalista accumula capitale sottoforma di più mezzi di produzione (che sono merce M), non più liquidità (D). (si guardi il bilancio di una qualsiasi spa emblema del capitale)

Paradossalmente scrivendo come fa lei la sciocchezza secondo cui la moneta deve essere garantita come riserva di valore nel lungo periodo si difende la MMT, perché l’allucinazione degli MMTari è esattamente l’inesistente DMD’.

Secondo loro ogni biglietto stampato in più è assorbito avidamente dal capitalista nel D’, ecco perché non esistono limiti alla stampa.

Non è così, nessuno accumula liquidità infinita se non i pazzi, la moneta funziona ancora oggi come nel sistema feudale, ecco perché lei, come la MMT, avete torto.

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Antonio Ripa 20/06/2019 at 22:32

Salve,
grazie per il commento. Difficile rispondere con pochi caratteri In sintesi nelle società feudali il sistema monetario non si basava sul gold standard. ma come citato nell’articolo, la forma della moneta era quella della “moneta merce con valore intrinseco”, con il diritto si signoreggio esercitato dai signorotto locali.
Il gold exchange standard,, ovvero moneta merce convertibile e’ di epoca successiva, dove alle funzioni della moneta Unita’ di Conto + Mezzo di Pagamento, si aggiunse quelli di Riserva di Valore. Per quanto riguarda la tipologia di Sistema Economico, il riferimento e’ corretto M-D-M ovvero Economia di Produzione di Puro Scambio. Quanto cita lei, D-M-D’ e’ riferito ad un sistema di Economia Monetaria di Produzione
Per un apprendimento posso consigliare i lavori di Fumagalli oppure Graziani, dove troverà le nozioni da me esposte.
Cordialita’

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Luca Celati 20/06/2019 at 22:13

Sono a mia volta feroce nemico della MMT e dei relativi chiaccheroni. Circa la riduzione del debito, non sarebbe neanche tanto male se esistesse (magari !) un meccanismo costituzionale per bloccare la spesa. Fermare i miniBOT rappresenta solo una soluzione epidermica al problema, come pure la consueta “soluzione” di una mega-bordata di tasse che auspicherebbe la UE, quanto fatto da Monti insegna. Forse è vero, ahimè, che uno stato d’assedio rappresenterebbe l’unico modo per un provvedimento costituzionale che vieti il deficit, cosa che nessun politicante – in Italia come in Europa – vuol neppure iniziare a sentire.

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Igor 22/06/2019 at 07:58

David Greaber in “Debito, i primi 5000 anni” spiega esattamente il ruolo della moneta nel passato. La stessa è sempre stata prerogativa del sovrano. Questo, attraverso l’imposizione, si procurava beni e servizi dicui aveva bisogno… paragonare MMT con Venezuela è classico di chi vuol solo denigrarla senza averla compresa. La prova di questo è data dal fatto che nell’articolo si parla di vincolo monetario in oro; ricordo che la moneta venezuelana è legata al dollaro… la MMT non sostiene la valuta con agganci peg ma la pensa fluttuante… studiate, studiate…

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Antonio Ripa 22/06/2019 at 09:23

La valuta del governo chavista venezuelano non è da lungo tempo sul mercato FX, libero di fluttuare ed iper-inflattivo. Per il resto consiglio la lettura di “The Macroeconomics of Populism in Latin America” di Dornbusch ed Edwards per comprendere il fenomeno. Buono studio.

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Igor 22/06/2019 at 13:34

Le persone che creano queste valute “garantite” o “ancorate” a qualcosa sono stupide. Questo ostacola l’obiettivo generale. Sostanzialmente pone un limite all’ammontare delle valute e questo limita il commercio e incentiva corruzione di massa e disuguaglianza. Per tutto il diciannovesimo secolo abbiamo avuto questi sistemi e ci sono sempre stati panico bancario e depressioni. Le persone sono state cancellate. Abbiamo avuto la Grande Depressione. Potete benissimo continuare con un sistema gold standard o a tasso di cambio fisso. È ridicolo. E si “battono il cinque” come fossero astuti.

Di Mike Norman
Lei ha scritto tante cose con poco senso nel funzionamento della MMT. Penso che non abbia letto nessun paper. Seglua il dibattito USA (spesso su forbes) tra i massimi esperti e i critici, vedrà che figuracce fanno i secondi… quslcosa potrà impararla se ha troppi impegni per studiarsi paper di R.Wray o di B.Mitchell. le consiglio, di quest’ultimo, il libro scritto insieme a Tomas Fazi, un ottimo giornalista italiano, uno dei pochi.

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