Corsivi corsari

Le fissazioni di Mario Monti

Oggi Mario Monti sul Corriere della Sera scrive cose su cui sono in totale disaccordo:

1) Per cambiare le regole di bilancio della Ue bisogna fare battaglia sugli squilibri macroeconomici tedeschi (cioè l’attivo di partite correnti)

2) Bisogna chiedere la golden rule sugli investimenti pubblici 

3) I governi che hanno usato la flessibilità per le spese correnti (Renzi e giallo verdi) non hanno credibilità se chiedono il cambio di regole.

Il punto 1) è risibile: il surplus commerciale tedesco intra-Ue è zero al netto degli scambi con l’UK. Questo a prescindere dal fatto che avanzi o disavanzi bilaterali in un mondo dominato dalle catene globali del valore sono un concetto obsolete e del tutto irrilevante. Ad esempio un cambio della Jaguar fa avanti e indietro tra UK e Germania 6 volte prima di essere installato. Tra le fabbriche del Messico e quelle di Detroit la situazione è del tutto analoga: a volte le componenti attraversano il confine 20 volte.

Il punto 2) è una fissazione ontologicamente impossibile. L’Ue non accetterebbe mai uno scorporo delle spese in conto capitale dal computo del deficit, perché immediatamente tutte le spese clientelari verrebbero spacciate per “investimenti”.

Infine sul punto 3) che credibilità avrebbero proprio quei governi che gli investimenti non li hanno fatti, a chiedere di scorporarli dal deficit? Dovrebbero essere governi virtuosi a farlo. 

Fatemi dire che a volte allibisco. Ma allo stesso tempo mi spiego tante cose.

Mario Monti, Renzi, unione europea

1 comment

Marco Zunino 17/06/2019 at 11:10

E Monti e Renzi sono il meglio, diciamo il meno peggio, che la politica italiana ha offerto negli ultimi decenni (escludendo partiti senza peso elettorale), e potrei scrivere parole molto amare su entrambi. Vorrei una ragione, una sola, per avere ancora un po’ di ottimismo in questo Paese, governato da folli, e con un’opposizione che con un eufemismo potremmo definire inadeguata.

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