Internet super veloce: s’accentua il ritardo italiano

Gli operatori stanno realizzando meno reti in banda ultralarga di quanto avevano promesso negli anni scorsi al governo. E restano inutilizzati i tre miliardi di euro stanziati durante l’esecutivo Renzi per completare il piano con cui assicurare la rete con internet super veloce a tutti gli italiani. 

Il non esaltante panorama affiora dalla consultazione Infratel, la società che si occupa del piano banda ultra larga per conto del ministero dello Sviluppo economico.

Negli anni scorsi gli operatori hanno indicato al governo alcune zone dove intendevano collocare la banda ultralarga attraverso propri investimenti; per i territori rimanenti si sono fatti bandi pubblici complementari. 

Il nodo, che rischia di far accumulare ulteriori ritardi al nostro Paese nelle infrastrutture digitali, è che la copertura risulta attualmente al 78 per cento di quanto dichiarato dagli operatori in precedenza. Mancano all’appello tre milioni e 200 mila numeri civici, la metà da coprire attraverso tecnologia Fwa (Fixed wireless access). 

Infratel ha effettuato il monitoraggio tra il 18 gennaio e il 15 maggio 2019 attraverso la consultazione di 37 operatori. Questi hanno fornito i dati disponibili per gli oltre 19,8 milioni di indirizzi civici appartenenti ai 4.250 comuni ricadenti nelle aree cosiddette grigie e nere, cioè quelle in cui gli operatori sono intervenuti con programmi infrastrutturali o hanno interesse ad intervenire entro i prossimi tre anni. Sono coinvolte 25,8 milioni di unità immobiliari. 

Nel dettaglio, sono emerse informazioni sulla copertura a banda ultralarga o sulla previsione per il prossimo triennio, fino al 2021, nonché sul tipo di tecnologia (Fibra, Vdsl, Fwa) e di architettura (Fttb, Ftth, Fttn). 

Attraverso un comunicato stampa ufficiale, Infratel ha fatto sapere che l’attività di mappatura è stata svolta anche per stabilire eventuali ulteriori interventi pubblici in vista della Strategia italiana per la banda ultralarga. 

Manca all’appello la “fase due” del piano banda ultra larga, rimasta ferma con questo governo, nonostante i tre miliardi di euro disponibili, che includono anche voucher a incentivo dell’acquisto di abbonamenti. 

Gli operatori comunque puntano alla copertura del 98,6-100 per cento dei civici entro il 2021. Le regioni in cui si mira a coprire il 100 per cento delle aree grigie e nere sono la Liguria, le Marche, l’Umbria e la Sardegna. I valori più bassi in Calabria, Valle d’Aosta, Bolzano e Molise.

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Giampiero Castellotti

Romano, sono giornalista professionista iscritto all'Ordine dal 1983. Ho lavorato per quotidiani e riviste, occupandomi in particolare di temi economici e sociali. Sono stato consulente di parlamentari, enti locali, Anci Servizi, Anev, Cna, Confindustria, Formez, Legambiente, Retecamere, ecc. Sono stato caposervizio della casa editrice dello Snals ed attualmente responsabile dell'Ufficio comunicazione dell'Unsic, sindacato datoriale con 2.100 Caf in tutta Italia.

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