Economia & Finanza

Il giorno dell’Italexit

È una mattina qualsiasi della vostra vita. Vi accingete a entrare in un bar per il secondo caffè della giornata, ma vi accorgete di non avere contanti. Per fortuna lì accanto c’è un bancomat. Distrattamente infilate la tessera e … che seccatura, non funziona. Pazienza, pagherete con carta di credito. Orrore: non funziona neanche quella.

“Ma che non lo sa?”
“Cosa?”
“Le carte oggi non funzionano”
“Ah, e perché?”
“L’Italia è uscita dall’euro”
“Ma che dice? Quando? Ieri sera eravamo nell’euro! Lo spread era a 800, lo so, ma coso … quello lì, com’è che si chiama … in conferenza stampa ha detto che era tutto a posto… E poi che c’entra la mia carta scusi?”
“Vabbe’ ‘sto caffè lo offro io va” “No aspetti, non c’è bisogno. Ecco, ho qui con me un minibot da 1 €, me l’ha regalato mio figlio che l’ha vinto a Monopoli, c’è la faccia di Tardelli sopra”.
“Vabbe’, se insiste… però me ne deve da’ 10”. “Ma come 10? 10 € per un caffè?”.
“No, è che se vuole paga’ in minibot fanno 10 minibot da 1 €”.
“Ma non è la stessa cosa scusi? Borghi ha detto…”.
“Dai nun se preoccupi, offro io, dotto’ ”.
Il fatto è che l’Italia è uscita dall’euro nella notte.

La fase 1: attaccheremo all’alba.
Il piano, scritto in linguaggio volutamente militare, era stato già svelato dal leghista Alberto Bagnai nel suo libretto divulgativo contro l’euro: “Se si annunciasse l’uscita del paese dall’eurozona, si verificherebbero immediate fughe di capitali, perché gli operatori residenti (famiglie, imprese, istituzioni finanziarie) cercherebbero di depositare i propri euro all’estero temendo le conseguenze della svalutazione”.

Come ha spiegato Bagnai, i conti correnti dovranno essere bloccati, così non potrete far nulla per salvare i vostri risparmi; bisognerà chiudere anche i bancomat per evitare i prelievi. Nel frattempo, mentre la Zecca si prepara a mettere in circolazione le nuove lire, potrete usare i minibot con la faccia di Tardelli. Se e nella misura in cui qualcuno li accetterà. Come? 10 minibot da 1 € per un caffè vi sembrano un furto? Tra un mese lo rimpiangerete, quel cambio.

Altrimenti pazienza: il panettiere segnerà a credito, come dice Borghi.

Il piano di Bagnai prevede altre misure per impedire di portare i capitali, inclusi depositi e banconote, all’estero: bisogna “vietare l’accensione di crediti e debiti con controparte estera” e “vietare il rimpatrio dei profitti percepiti da aziende straniere sul territorio nazionale”. Provvedimenti degni della Corea del Nord.

“E allora, cosa avete contro la Corea del Nord?”, dirà il Capitano. Lì hanno una moneta sovrana, un leader con gli attributi, niente immigrati e gli striscioni sono tutti rigorosamente ignifughi.

Nel frattempo il debito pubblico sarà stato ridenominato in lire e andrà verso il default. L’Italia non potrà più finanziare la sua spesa ricorrendo ai mercati: nessuno sarà più così fesso da comprare i nostri titoli di Stato. Le risorse per pagare stipendi e pensioni statali si esauriranno in fretta.

Siete dipendenti pubblici? Mi dispiace, allora sarete, siete già, nei guai. Oltre al danno, la beffa: qualche buontempone al governo vi prenderà pure in giro proponendo di pagare i vostri stipendi e le pensioni in minibot.

I vari Borghi, Bagnai e compagnia cantante vi diranno allora che non c’è problema, i titoli di Stato li comprerà forzosamente la Banca d’Italia emettendo oceani di nuove lire per finanziare la spesa pubblica. Cominceremo a “creare ricchezza dal nulla”, finalmente liberi dalla “falsa idea della scarsità delle risorse” inventata dagli economisti accademici che non conoscono il “paese reale”.

Purtroppo la stampa di oceani di lire alimenterà l’inflazione, riducendo il potere d’acquisto di salari e pensioni. Inoltre, la lira debole renderà più costosi i beni e i servizi esteri. I prezzi dei beni di consumo importati e dei beni prodotti con materie prime e mezzi di produzione importati saliranno di colpo, alimentando ulteriormente l’inflazione e diminuendo ancora i salari reali.

Siete dipendenti privati, o imprenditori, o avete una partita Iva? Mi dispiace, siete nei guai lo stesso.

Dopo l’Italexit le banche si troveranno nel portafoglio ammassi di titoli spazzatura e avranno grande difficoltà a finanziarsi. Il razionamento del credito sarà inevitabile e con esso l’ulteriore aumento dei tassi. Molte banche falliranno, trascinando con sé le imprese poco competitive (che in Italia sono tante).

Una quota considerevole di voi passerà dall’avere un salario con ridotto potere d’acquisto a nessun salario.

Per fortuna Bagnai ha in mente una soluzione per evitare il disastro: “Le principali aziende di credito dovranno essere commissariate”, e per le grandi imprese “la proposta è quella di valutare caso per caso la necessità di un sostegno pubblico”. E se proprio non vi basta, Borghi studierà l’introduzione di nuovi minibot con le facce di Paolo Rossi, Lino Banfi e Rita Pavone. Per finire, tutte le persone deluse da Italexit saranno aiutate col reddito di cittadinanza (basterà presentare un apposito certificato di delusione).

Con quali soldi, visto che il settore pubblico sarà in bancarotta? Ah già, con le nuove lire, che saranno stampate a profusione provocando nuove impennate dell’inflazione.

Quelli che conserveranno uno stipendio saranno fortunati solo a metà, perché il loro reddito, in lire, sarà pesantemente diminuito da svalutazione e inflazione.

E quando, finalmente, anche l’ultimo tifoso grilloleghista si sarà incazzato, Salvini, Borghi e Bagnai punteranno il dito da un’altra parte e gli diranno:

“Ehi, guardate là! Un barcone di immigrati!”

Post scriptum: se non siete preoccupati è perché non avete prestato abbastanza attenzione.

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