Codardi senza gloria

Ricordatevele le facce di questi paraculi gialloverdi. Ricordatevele, quando andremo a elezioni, prima o poi. Ricordatevele, quando ci sarà un altro governo a dover fare manovre lacrime e sangue per evitare il default.

Perché lacrime e sangue, se ci saranno, saranno la conseguenza di quello che hanno fatto loro al governo. Perché sì, certo, i problemi italiani sono strutturali, decennali e portano il nome di quelli che c’erano prima. Ma sono loro, quelli del “cambiamento”, che gli hanno dato qualche altra bella picconata, con le loro quote cento e i loro redditi di cittadinanza, utilissimi a comprare voti e ad affossare l’economia. E poi il prestito infinito ad Alitalia, il rischio di trovarci monete parallele (pardon, “mini-bot”) nei portafogli…

Se adesso scappano, con il teatrino imbastito da quel povero fesso del capo del governo, è perché la manovra a settembre fa paura, fa perdere voti. L’unica cosa “flat” che lasceranno, sarà la terra dopo il loro passaggio. Per cui, se fuggiranno, come pare, ricordateveli. Ricordateveli bene tutti, questi codardi senza gloria.

Ma non ce li ricorderemo. Perché se stiamo al punto in cui siamo è perché a noi, alla fine della fiera, della responsabilità non ce n’è mai fregato un cazzo.

Giuseppe Carteny

Laureato in “Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica” alla LUISS Guido Carli di Roma, è dottorando in “Political Studies” all’Università degli Studi di Milano, dove si occupa principalmente di analisi quantitativa dell’opinione pubblica e del comportamento politico. Awardee della “Taiwan Fellowship 2017”, si interessa di sistemi politici, processi democratizzazione e geopolitica dell’Estremo Oriente. Tra i suoi maggiori interessi figurano anche lo studio dei processi elettorali, dei sistemi partitici e la teoria delle relazioni internazionali.

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