Corsivi corsari

Salvini e la restituzione dei 49 milioni

Oggi voglio festeggiare il 2 giugno stupendo i lettori immoderati con un sintetico corsivo ove esprimo tutto il mio appoggio ad un aspetto cruciale delle ricette economiche legaiole.

All’indomani della vittoria di Pirro elettorale (ribattezzata vittoria dei Pirla nei paludati circoli diplomatici europei) Salvini aveva esternato concetti di altissima caratura intellettuale: “di tagli ed eccesso di prudenza l’Italia ha rischiato di spegnersi”. Mentre quando era al governo la Lega con Berlusca l’Italia non ha rischiato niente. È ignominiosamente andata in bancarotta ed è stata salvata da Draghi, oggetto della propaganda violenta che si scaglia contro l’odiata (dai legaioli) categoria degli eurocrati.

Poi l’ex adepto del centro sociale Leoncavallo ha aggiunto che secondo lui il risultato delle elezioni costituiva “un invito a fare il contrario di quello che ci è stato imposto fino all’anno scorso per il bene dell’Europa e dei mercati”.

Infine Er Felpa aveva concluso – senza dubbio sulla base di una sofisticata analisi econometrica condotta alla prestigiosa Università di Pescaracas – che “Se noi fossimo costretti a rispettare numeri e vincoli vecchi, il debito crescerebbe. Noi vogliamo ridurlo e avere il credito delle istituzioni europee (peraltro inesistente perché il credito lo erogano i risparmiatori) per fare il contrario di quello che hanno fatto i Monti i Gentiloni: ossia restituire soldi”.

Ecco finalmente una posizione chiara! Pertanto il capo della Lega Nord dovrebbe dare il buon esempio. Cominci Er Felpa (insieme ai suoi sodali) a restituire i soldi: in particolare i 49 milioni di denaro pubblico. Altrimenti un ingenuo elettore potrebbe pensare che cotale statista (invidiatoci da tutto il mondo, secondo la Bestia), pretenda il fantastico credito delle istituzioni europee per continuare a comprare il consenso, ma soprattutto per imbottircisi le tasche. E lasciare i sovranissimi debiti da pagare agli Italiani.

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