Economia & Finanza

La porcata dei minibot

Nel silenzio generale dei media, impegnati a commentare la fondamentale questione nazionale della riconferma di Di Maio alla guida del M5S, alla Camera è stata votata all’unanimità (476 favorevoli su 476 presenti) un mozione che impegna il governo all’emissione di titoli di Stato di piccolo taglio con i quali pagare i debiti della Pubblica Amministrazione. 

L’ignoranza e la cialtroneria di questi molto poco onorevoli 476 rappresentanti del popolo raggiunge nuove vette mai viste. 

I casi di emissione di moneta fiscale si contano sulle dita di una mano; uno fu nel 1933 ad opera della Repubblica di Weimar. Basterebbe questo, eppure i nostri emulatori di disastri non se ne curano. 

L’emissione di minibot equivale senza alcun dubbio ad emissione di nuova moneta, ipotesi in aperto contrasto con col Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea. Lo dice anche Banca d’Italia, costretta a chiarire nel 2017 come funziona il mercato monetario e quali rischi rappresenterebbe questa boiata. 

Gli effetti sono facilmente intuibili. 

a) Ammesso che lo strumento venga accettato dal creditore, il quale sa che l’unico strumento di pagamento riconosciuto è quello a corso legale (quindi monete metalliche e banconote), l’emissione di minibot è una passività per lo Stato; quindi debito pubblico aggiuntivo. Per un bilancio che necessita quest’anno di 390 miliardi di nuove emissioni (al netto di eventuale fabbisogno aggiuntivo) equivale a scavare la propria fossa con le mani. 

b) I titoli di stato, mini o max che siano, entrano nell’aggregato monetario M3, quindi producono inflazione. Il modo migliore, più rapido e più doloroso per erodere il potere d’acquisto dei redditi 

c) Sono titoli di debito e quindi pagano gli interessi. Con lo spread a 300 e livelli da Grecia indubbiamente una bella mossa 

d) Una volta incamerati per saldare i conti con la PA non possono essere spesi se non, nell’ipotesi Borghiana-Zibordiana, per pagare le tasse. Quindi l’amministrazione pubblica emette carta, paga interessi su carta e poi reincassa carta 

e) Il segnale che si dà ai mercati è di incapacità di onorare gli impegni e inaffidabilità. Quale pazzo sottoscriverebbe un prestito ad un debitore che si inventa mezzi illeciti per rimborsare? 

f) Una volta emesso il titolo lo stato può sempre annullarlo, lasciando il creditore con in mano un pezzo di carta buono neanche per il camino (a quelli che arriveranno sentenziando che i titoli sono dematerializzati relax, è solo una metafora) 

g) Violazione certa e gravissima dei trattati sull’emissione di strumenti monetari. Richiamo, sanzione, isolamento in Europa e sacrosanto appellativo di bugiardi mangiaspaghetti dai nostri sconsolati partner europei che non ne potranno più di avere a che fare con cialtroni. 

Di questa orrenda pagina di ignoranza crassa sono responsabili tutti, dai sovranisti incazzati (lega+FdI) ai sovranisti confusi (M5S), ai sovranisti “illuminati” (FI), ai sovranisti comunisti (Fassina), ai diversamente euopeisti (PD), agli euopeisti convinti (+Europa). 

A tutti questi signori una sola parola: VERGOGNA!

1 comment

Franco Puglia 03/06/2019 at 22:24

Se si parlasse di questo, si, hai ragione, nessun dubbio.
Solo che forse NON è questo, visto che dovrebbero servire essenzialmente a pagare i debiti della P.A. verso tanti creditori.
E che cosa vogliano proporre veramente forse non lo sanno neppure loro.
Se invece fossero CCF (certificati di credito fiscale) allora si potrebbe tranquillamente fare.
Ma cosa dovrebbero essere ?
Prima di tutto si dovrebbero chiamare CCF (Certificati di Credito Fiscale), perché dovrebbero essere soltanto uno strumento per pagare, in qualche modo, rapidamente, alcuni debiti della P.A. verso le imprese, quelli che, alcune imprese, le hanno fatte fallire, con suicidio dei titolari.
Cosa significa ? Io, P.A. ti devo 100k€ ma non li ho.
Allora ti do dei certificati in cui attesto il mio debito verso di te (in pratica una cambiale) e tu li puoi usare per ridurre il tuo debito fiscale o, se ti manca la capienza, li puoi cedere ad altre aziende che abbiano capienza.
A che prezzo ? Di mercato : ognuno deve avere la sua convenienza.
Tu, azienda, non li vuoi ? Va bene, ma allora aspetta, perché io, P.A. adesso la liquidità non ce l’ho.
A cosa porta un tale sistema ?
Ad un minore introito fiscale futuro, perché incasserò meno tasse. Però avrò davanti a me del tempo per trovare delle spese da ridurre nel mio bilancio pubblico, pari a quei 100 k€.
Peggiorano i conti pubblici ? No, perché il debito statale esiste, e a meno di fallimento dello Stato prima o poi va pagato.
Come ? Con entrate fiscali.
La sola cosa che cambia è il fattore TEMPO, che può salvare delle imprese dal fallimento o comunque da ristrettezze economiche che impediscono sviluppo ed occupazione.
E lo Stato “guadagna tempo” per trovare le risorse economiche necessarie a coprire le minore entrate fiscali.

Cosa c’entra una seconda valuta o una Italexit ?
Allora se firmo una cambiale sto battendo valuta ?
Una soluzione per accelerare alcuni pagamenti, che non è una rivoluzione valutaria, non è una nuova politica fiscale, è solo una misura sensata per risolvere un problema contingente che, però, è diventato strutturale, il tutto senza fare nuove emissioni di BOT, che questi si vanno nel conteggio del debito pubblico visibile, mentre i debiti da fatture non pagate verso le imprese sempre debito sono, ma invisibile.
Il NIET di Tria è stato quello del burocrate, ciò che è, ostile a qualsiasi cosa che esca in qualche modo dal suo seminato.

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