Speaker's Corner

La puzza di carogna politica che inebria gli sciacalli M5S

Un commento telegrafico sull’accidentato percorso di sola andata dagli Altari alla polvere del Fuoricorso di Pomigliano.  Gli sciacalli eletti in Parlamento grazie alla meticolosa opera di selezione operata sulle liste da Di Maio in persona, offrono uno spettacolo ributtante persino per gli stomaci abituati alle nequizie della politica italiana. Fino alla settimana scorsa tanti di questi miracolati si mettevano in fila a quattro zampe e sgomitavano per inondare di saliva il Capo Politico. Tutti in preda all’irrefrenabile frenesia di raccontare ai giornalisti prostrati o, preferibilmente sdraiati, quant’era bravo Di Maio, com’era bello Di Maio, com’era saggio Di Maio, com’era attivo Di Maio, qual ministro “veramente eccezziunale” fosse Di Maio.

Trapelava solo qualche occasionale critica velata dei Fico e dei Dibba boys, ovviamente concordata con Casaleggio per imbonire l’ala definita movimentista (distinta da quelle divanista e poltronista), ancora convinta che presto sarebbe approdato a Ladispoli l’incrocio tra Cincinnato e Che Guevara. E, abbandonate le tastiere col logo Napalm51, le masse di aspiranti baby pensionati avrebbero marciato sul Quirinale per instaurare l’inebriante stagione della Stampante Magica dopo l’Abolizione della Povertà (ma non dell’Ignoranza).

A tal proposito ci piacerebbe conteggiare quanti degli sciacalli odierni inneggiavano trepidanti sotto il balcone di Palazzo Chigi alla suddetta Abolizione, fondata sull’esplosione del deficit pubblico e quindi sulla truffa ai giovani e alle generazioni future.

Ora gli sciacalli miracolati si contendono, famelici, i brandelli del cadavere politico del benefattore a cui devono il seggio, terrorizzati di perderlo tra pochi mesi, non appena Salvini valuterà che sia arrivato il momento propizio per liberarsi dei lacchè ormai inutili. 

Il voto farsa sulla piattaforma Clouseau con il solito risultato (che non voglio definire bulgaro perché rispetto i Bulgari) attenuerà per poco ma non sazierà gli appetiti. Quando tra meno di un mese si abbatteranno sul branco i nuovi sondaggi con percentuali veleggianti verso la cifra singola, l’istinto dello sciacallo riprenderà il sopravvento e la puzza di carogna politica titillerà nuovamente le narici pentastellate.

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