Qualche riflessione su queste elezioni europee e il futuro dei liberali

Ecco, a bocce ferme il caso italiano è esemplare per comprendere come le forze politiche che si dicono europeiste e progressiste – financo liberali – non dovrebbero comportarsi, e di quanto risultino lontane anni luce dal resto d’Europa.

Se il blocco sovranista non sfonda, il blocco europeista non stravince, anzi si frammenta, ma sopravvive grazie ai partiti liberali europei (non certo quelli italiani, come +Europa, un fiasco annunciato) e in parte (sciagura) ai Verdi (anche se per fortuna non si tratta di quelli italiani).
Ci sono almeno 4 punti, anzi 5 per cui chi si definisce liberale non potrebbe affidare al PD e a quel che resta di +Europa il proprio mandato, e tali (S)punti, assieme a una lettura non moralistica della vittoria del Carroccio, dovrebbero servire alle miriadi di fazioni liberali per non incappare nell’errata tentazione di proporre l’ennesimo circolo elitario:
1 – dal punto di vista numerico, che la dirigenza DEM arrivi a sostenere che l’attuale maggioranza di governo in Italia esca ridimensionata da questa tornata elettorale, è infondato. Seppur a ruoli invertiti, i due partiti del governo gialloverde si confermano tuttora maggioranza nel Paese.
2 – di conseguenza, se il PD non vorrà continuare a perdere voti, come ha fatto anche in questa tornata (perché, a dispetto dell’incremento percentuale la minor affluenza equivale a una perdita secca di voti), farebbe bene a non invocare le dimissioni del governo gialloverde, trattandosi di elezioni europee e non nazionali…un vecchio refrain.
3 – in caso di elezioni anticipate ad oggi, il PD perderebbe ancora più sonoramente rispetto alle politiche 2018, e fortunatamente, sarebbe persino meno fattibile un’alleanza coi grillini. Nonostante sulla carta sia un’opzione incoerente con gli ideali liberali ed europeisti sbandierati, una certa fetta DEM vi ha sempre ammiccato, ed è emblematico che il capolista nella moderna Milano fosse ancora una volta l’ondivago Pisapia.
4 – se si rivotasse oggi, un centrodestra unito a trazione leghista/sovranista conquisterebbe la maggioranza parlamentare forse senza nemmeno bisogno dell’appoggio esterno di Forza Italia. Da notare come alle amministrative stravince ovunque da più di un anno.
A questo punto ci si aspetterebbe uno scatto di reni, una consapevolezza riformista, liberale, un nuovo vento, invece c’è ancora chi si innamora della nuova “gamba” del Calenda (ricordo che se si tratta di terza gamba, potrebbe far male!)
Dopo l’exploit dei liberali targati Tabacci & Co, ci si augura la si smetta per decenza di inseguire il lamento d’oltreoceano. Gli pseudo liberisti cresciuti nei centri sociali hanno già contribuito a creare “+” aborti innocui senza appeal che papers accademici. Di certo le tanto odiate “classi subalterne” come ama definirle Gad Lerner, non prenderanno mai in considerazione di votarvi; se va bene votano i “Popolari per l’Italia” di una porno-prof e di un ex ministro della Difesa/ex Vicepresidente del Parlamento UE.
La fetta di elettorato “volubile” (rozza per qualcuno, non competente o malleabile per altri) è la medesima che democraticamente ha garantito nel tempo il 30% a DC e PCI, Forza Italia e PDL, il 40% a Renzi, il 35% a 5Stelle e ora alla Lega.

Questa maggioranza silenziosa va intercettata, compresa, accudita, educata, convinta: that’s politics baby!

Brexit & Trump insegnano…

È qquello il potenziale spazio elettorale cui i liberali dovrebbero invece guardare.

Questo centrodestra ormai sempre più populista non rappresenta di certo i liberali, ma forse ha senso cominciare a sporcarsi le mani con questo bacino elettorale statisticamente e storicamente meno socialista dell’altra sponda.
Il successo della Lega non deriva meramente da regalie di stampo statalista come il reddito di cittadinanza dei 5 stelle, ma sull’aver intercettato e amplificato le paure spesso giustificate in tema di sicurezza e immigrazione, argomento che non è né di destra né di sinistra, né un tema prettamente economico, ma del quale i liberali dovrebbero cominciare a riempirsi la bocca, non certo nelle modalità con cui la sempre perdente e ciononostante onnipresente Emma Bonino ha fatto per anni scadendo quasi nell’elogio del caporalato.

Ps. per la cronaca i “fascisti” han raccolto meno degli Animalisti e del Popolo della Famiglia, possiamo dormire sonni tranquilli.

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