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La coppia noeuro che spinge verso la bancarotta

Nei miei colloqui privati dell’estate scorsa il tema principale è stato quello della rilevanza della coppia noeuro Borghi e Bagnai rispetto al ministro dell’Economia Giovanni Tria. In seguito al 34% ottenuto da Salvini, l’influenza malefica di Borghi e Bagnai su Salvini è un fattore ancora più cruciale.

A pensarci bene, è un meccanismo a scatole cinesi: chi detta la linea nel consiglio di amministrazione di una società che controlla una quota di un’altra?

Ora – a livello elettorale – Salvini vale il doppio di Di Maio, ovvero le proporzioni si sono ribaltate.

Facciamo i calcoli precisi. Alle politiche del 2018 la Lega alla Camera ha raggiunto il 17,37%, mentre i grillini hanno ottenutoil 32,66%: dunque la proporzione dei voti alla Lega dentro la maggioranza di governo vale il 34,7%.

Alle europee di domenica scorsa la Lega ha preso il 34,3%, mentre i grillini hanno preso il 17,1%: dunque la proporzione dei voti alla Lega dentro la coalizione vale il 66,7%, ovvero 1,92 volte la proporzione precedente.

Vado a bomba: nella misura in cui la Lega è un partito monocratico comandato da Salvini, il tema di chi lo consiglia e gli detta la linea su temi economici e di finanza pubblica ha un peso quasi doppio rispetto all’estate 2018.

Le irresponsabili dichiarazioni di Salvini dopo le elezioni europee inducono a pensare che l’influenza malefica di Borghi e Bagnai sia aumentata, rispetto a quella di Giorgetti e Garavaglia. E stiamo parlando dell’influenza su un Salvini che ora vale doppio.

Se non si pone rapidamente un freno a questo meccanismo di influenza, le tentazioni a favore di eurexit e di una miracolosa spesa in deficit potrebbero fare molto male ai nostri conti pubblici, perché investitori e risparmiatori temono il rischio di insolvenza e di ridenominazione.

Per rischio di ridenominazione si intende il rischio di farsi ripagare la somma prestata allo stato in una valuta diversa (la nuova lira?) che vale meno dell’euro. Daniel Gros ha dimostrato in un articolo su Vox come nell’estate scorsa il rischio di ridenominazione valeva circa la metà dell’incremento dello spread rispetto ai titoli di stato tedeschi.

Se Salvini non metterà presto in chiaro che la sua linea di politica economica NON è quella di Borghi e Bagnai (glielo dici tu Morisi?) gli investitori terranno ben presente che ora Salvini vale il doppio di prima nella maggioranza di governo. Non solo: anche le condizioni macroeconomiche sono peggiorate rispetto al 2018. E vorrei vedere in faccia un economista convinto che Quota100 e reddito di cittadinanza abbiano effetti di stimolo sul tasso di crescita del Pil (non sul livello, cretini!)

Che cosa dobbiamo monitorare (prima che sia troppo tardi)?

1) Le disponibilità di cassa del Tesoro (scendono se il governo emette pochi titoli per non affrontare scossoni sul mercato)

2) Lo spread sui titoli di stato italiani, e in particolare sulle scadenze brevi (3 e 2 anni)

Purtroppo le crisi finanziarie arrivano in maniera non lineare, ovvero con impennate nei rendimenti che non ci aspettavamo estrapolando dagli andamenti precedenti.

Salvini ha poco tempo per ritornare su posizioni più sensate. Ma le sue responsabilità sono sempre più pesanti. Quando il latte della credibilità viene versato da una crisi di sfiducia sui titoli di stato, è molto difficile rimetterlo nella bottiglia dei nostri conti pubblici.

4 comments

Franco Puglia 29/05/2019 at 16:46

Caro Riccardo, si, condivido appieno quanto dici.
Bagnai e Borghi sono il mio fumo negli occhi da sempre, cioè da quando esistono sulla scena. Borghi è un idiota ; Bagnai no. Bagnai è subdolo : ti può far credere che sta dicendo una cosa giustissima, se non hai gli strumenti idonei a capire quello che sta dicendo veramente.
I NON economisti, anche gente non stupida, ci possono cascare dentro.
Come reagire ?
Cercare di sputtanare i due non serve a nulla. La sola reazione possibile è una porta in faccia.
Occorre “aiutare” Salvini a non fare cazzate, cosa che mi ripugna (aiutarlo) ma l’alternativa è quella di assistere mentre viene segato il ramo su cui stiamo seduti.
Io ho una soluzione in tasca, ma servirebbe parlare a tu per tu almeno con Giorgetti. Puoi arrivare a Giorgetti ? Se si, chiamami e ti spiego il progetto.

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DL 29/05/2019 at 21:12

“Ecco alcuni che non altramente che transito di cibo, e aumentatori di sterco e riempitori di destri chiamarsi debono, perché per loro non altro nel mondo apare, alcuna virtù in opera si mette, perché di loro altro che pieni destri non resta”
(Leonardo Da Vinci)

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Super 29/05/2019 at 21:58

Ottimo ora che ho letto questa ottusa visione delle cose che non tiene conto di BCE, output gap, Nairu nawru, e visto che dei soldi degli investitori non mi fotte nulla, perché arrivo puntualmente ad aver finito i soldi dello stipendio alla fine del mese dal 2011 in poi, anno dal quale vengono applicate le ricette esposte dallo scrivente, voterò per sempre Borghi e Bagnai, anche se uscire dall’euro non me ne fotte nulla

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Miriam Levi 30/05/2019 at 09:19

Col culo degli altri, son tutti sovranisti.

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