Brava Raggi per il no alle olimpiadi

La decisione è definitiva: le olimpiadi del 2024 non si terranno a Roma. Con grande scorno di Renzi e del partito della spesa pubblica (il pd), del Presiente del Coni Malagò e di Montezemolo (ancora stiamo pagando per la sua gestione scriteriata di Italia 90), degli affaristi che già si fregavano le mani pensando alle commesse su cui lucrare, degli stessi giornali e giornalisti che giubilarono quando a prendere la medesima decisione 5 anni fa fu Mario Monti.

Quella di Virginia Raggi (o di chi per lei: Beppe Grillo) è una scelta saggia e doverosa. E le polemiche che si sono scatenate sono del tutto pretestuose. L’opposizione della candidata grillina all’evento era nota; e anche per questo alle elezioni amministrative è stata votata in modo quasi plebiscitario, contro un candidato, Giachetti, che invece ne faceva uno dei punti principali del suo programma elettorale. Certo, c’è il dettaglio, trascurabile, che Raggi promise un referendum consultivo: ma questa la possiamo archiviare tranquillamente come una sparata elettorale.

Le ragioni per non volere le olimpiadi sono pacifiche. Roma, da diverso tempo, è una città allo sbando: come si può pensare seriamente che una città incapace di gestire l’ordinaria amministrazione (pulizia delle strade, funzionamento dei servizi pubblici ecc) possa gestire un evento straordinario di questo tipo?

Ci siamo già dimenticato Expo, col suo carico di ruberie e malversazioni (poi a un certo punto si sono arrestate causa la moratoria voluta da una magistratura politicizzata), una gestione a dir poco opaca e scellerata, con i biglietti svenduti su Groupon o dati in omaggio alle scolaresche, gli appalti “regalati” a Farinetti, perdite per decine di milioni di euro (circa 90 tra il 2015 e il 2016)? In quella Milano che, con sprezzo del ridicolo, è stata ribattezzata la capitale morale d’Italia (Cantone dixit).

Le olimpiadi sono eventi finanziati quasi sempre in deficit. Barcellona ha avuto perdite per 6 miliardi, Pechino per 40, Atene 10 (e da lì è iniziato il tracollo). Per trovare un’olimpiade che abbia fatto guadagnare la città ospitante bisogna risalire fino a Los Angeles 1984.

Un Paese che ha il secondo debito pubblico più elevato al mondo questo non se lo può permettere. Per questo non si può che essere  grati nei confronti della decisione del sindaco di Roma.

Elia Dall'Aglio

Liberale eterodosso, laureando in scienze politiche. Mi interesso di politica, giornalismo, tennis.

1 risposta

  1. Gianni Lanzi

    Davvero un brutto pezzo giornalistico. Che nulla aggiunge alle tante chiacchiere di questi giorni e che ignora la sequela di bugie e inesattezze del discorso della sindaca Raggi degno di comparire nella “Fattoria degli animali” di Orwell.
    P.s.: Delle olimpiadi a Roma non mi importa un fico secco e sono contento che non si sia candidata.

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