Sul sepolcro di Carlo Azeglio Ciampi

Per noi allievi della Scuola Normale, Carlo Azeglio Ciampi è stato, sin dal primo giorno di studi, il maestro che ha insegnato a sublimare la passione per il sapere e per la conoscenza in lotta per la civiltà e per il progresso e a tributare in politica alla giustizia la medesima devozione che si deve alla verità nelle scienze.

Così, da patriota d’Italia e della Nazione Europa insieme – giacchè per lui essere italiano significava riconoscersi in quegli stessi ideali umanistici che sono l’anima dell’Occidente – Ciampi, prima come timoniere della Lira e poi come padre dell’Euro, si battè per strappare il Paese all’incultura dell’inflazione, del debito pubblico e dell’autarchismo, poichè aveva giustamente ravvisato nell’indisciplina finanziaria il vizio capitale di quella perversa predisposizione all’irresponsabilità e al regressivismo che purtroppo ancora affliggono il nostro popolo. Le ingiurie che ora i figliastri di quest’Italia meschina, malata di mediocrità umana, d’ignoranza politica e di superstizione economica, stanno ignominiosamente riversando sulla sua indifesa salma non potranno ovviamente scalfire il colosso che noi, e chi condivide il nostro sentire, gli abbiamo innalzato nel nostro foro interiore; ma al contrario vivificheranno la consapevolezza della missione che egli ha affidato ai propri figli spirituali.

Infatti ciò che, con luminosi esempi prima che con le parole, ci ha insegnato quest’uomo – militando nella vera resistenza antifascista da giovane e sbarrarando la strada ai colonnelli che cospiravano per rimettere la moneta nelle mani dei partiti da adulto – è innanzittutto che la lealtà alla verità impone talora categoricamente di sfidare lo stridore della maggioranza, per quanto assordante e soverchiante esso possa apparire. E, quando, reduce dalla vittoria di Maastricht, lo vedemmo salire al Quirinale a rappresentare un’apparentemente impossibile unità nazionale durante la stagione del berlusconismo e dell’antiberlusconismo fanatico – che poi sarebbe degenerato in grillismo – apprendemmo dalla sua condotta che il rigore e la rettitudine sono capaci da soli di miracoli politici insperabili; che si trattasse di ricomporre i moti ciechi ed insipienti di una nazione mai nata, così come quando si era trattato di piegare le giuste resistenze di Kohl e di Tietmeyer. Al punto che ci chiediamo in quanta parte l’assenza di una guida come la sua abbia contribuito a determinare lo sfaldamento e il tracollo morale dell’ultimo decennio.

Pertanto ci ripromettiamo solennemente che il turpe spettacolo inscenato da certi inabili e illetterati figuri, i quali, facendo leva sugli istinti più bassi del popolo, stuprano scelleratamente il lutto di uno dei pochi padri che la nazione dovrebbe ricordare con ossequio ed onore, ci sia di ammonimento perenne a non smarrire l’impegno ad opporci ad oltranza alla barbarie antropologica di questi corsari del populismo che, non meno saraceni dei miliziani dell’ISIS, assediano l’Europa allo scopo di spogliarla dell’umanità e della pietà della sua anima.

Non praevalebunt”, questo messaggio depositeremo oggi sul sepolcro di Carlo Azeglio Ciampi.

Dario Bortoluzzi

Laureato alla Normale di Pisa, filosofo per formazione, ma analista fiscale di professione. Vita raminga tra Italia, Germania, Inghilterra e Olanda. Segue con interesse e passione soprattutto la politica europea e i mercati finanziari.

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