Forse perderanno i grillini, di sicuro ha vinto il grillismo

Settimane fermi a parlare del niente, mentre qualcosa accade nel mondo anche fuori dal raccordo anulare. La Muraro, che non ha ancora nemmeno ricevuto un avviso di garanzia, ma è iscritta sul registro degli indagati. Sammarco che è fratello del penalista che difese Previti e che è stato forse da questi “raccomandato”; lo stesso Previti per il quale aveva pure lavorato la Raggi, come è noto. Il pasticcio di un sindaco inadatto, che non conosce persone valide e per questo prova a mettere su una giunta di mezzi tecnici che già avevano collaborato con le precedenti giunte, che non ha un programma vero. La tragedia di una città importante, ferma da anni e ridotta in uno stato pietoso come poche volte nella sua storia recente.

Mi piacerebbe poter dire solo che sono i grillini che ci hanno costretto ad abbassarci al loro livello. Che vengono ripagati con la stessa moneta forcaiola che loro per primi hanno scagliato addosso agli altri, che sono ridicoli nell’incapacità di affrontare piccole crisi, anzi sono ridicoli e basta: dalle palle di Luigi Di Maio al gentismo in sarsa de roma di Paola Taverna. Tutto vero, verissimo, ma non è sufficiente.

Perché se c’è un’attenzione spasmodica a queste idiozie del Campidoglio è anche perché c’è una nutrita parte di stampa piddina o che vuole essere più grillina dei grillini che si sta godendo lo spettacolo. C’è lo stesso PD che aspetta cadaveri sul fiume, illudendosi che basterà che per l’ennesima volta un sindaco romano affondi nelle sabbie mobili per azzoppare la galoppata dei 5 stelle. Usano gli stessi argomenti del M5S, li usavano marciando compatti ai tempi del popolo viola, tirano di nuovo fuori un vecchio giustizialismo di sinistra a tinte ciniche che si contrappone a quello a tinte isteriche dei pentastellati. Il moralismo intransigente è una bestia che si nutre di qualsiasi cosa e infine divora se stessa: chi gioisce del trattamento ricevuto dall’altro si illude, perché la prossima volta che avrà responsabilità toccherà a lui.

Sperano di nutrirsi elettoralmente della disgrazie degli altri; buttano benzina su fuochi che in una realtà normale neanche dovrebbero esistere; sfruttano le indecisioni e il correntismo altrui; soprattutto, non hanno neanche un minimo progetto per il futuro (cosa fare in un eventuale dopo Raggi? Cosa fare durante?) e sono uniti solo dall’antagonismo verso un nemico comune, ben a prescindere dai fatti e dai problemi reali. E potrei riferirmi ai 5 stelle, al PD o ai giornalisti partigiani: c’è davvero qualche differenza di metodo?

Dicono che in questa crisi i grillini siano spariti. Purtroppo negli ultimi giorni si è visto grillismo ovunque.

Stefano Leanza

Nato a Milano un ventennio fa, studio Giurisprudenza a Roma. Penso liberale e scrivo di giustizia e garantismo. Blogger per hobby, sono appassionato di giornalismo politico e sportivo.

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