Rassegna stampa: tentato colpo di stato in Turchia, attentato a Nizza, scontro fra treni in Puglia

In una settimana molto intensa, l’evento più significativo è il tentativo di colpo di stato ad opera di una parte dell’esercito turco. Per capire le ragioni che hanno portato a ciò, occorre innanzitutto tenere a mente il ruolo che l’esercito ha storicamente svolto nella Turchia repubblicana. L’esercito turco, ritenendosi garante dei valori repubblicani e democratici, è più volte sceso in campo per difendere il cosiddetto kemalismo, un’ideologia identificabile con Atatürk che si basa, tra le altre cose, sulla laicità dello stato. Nella notte tra venerdì e sabato, i militari ribelli hanno dunque giustificato le proprie azioni come un tentativo di difendere democrazia e laicità, messe in pericolo da Erdogan. Eppure, il colpo di stato è fallito nel giro di poche ore, anche per i numerosi errori commessi dai militari ribelli. Secondo Antonio Ferrari, è possibile che si sia trattato di una messa in scena per consentire a Erdogan di rafforzare il suo potere e ottenere con maggior facilità i voti necessari per cambiare la Costituzione e rafforzare i poteri del Presidente. L’ipotesi alternativa è che si tratti di un colpo di stato orchestrato da Gülen, nemico giurato di Erdogan, al momento residente negli Stati Uniti. La situazione è comunque in continuo sviluppo ed è difficile azzardare ipotesi sui retroscena dell’evento e su cosa accadrà. È interessante, però, osservare le misure prese nella giornata di sabato: Erdogan ha allontanato dalla magistratura e dall’esercito centinaia di persone, evidentemente a lui ostili e ha ordinato numerosi arresti; il suo potere interno si è dunque rafforzato, siccome giudici e militari sono ora per lui un ostacolo di gran lunga minore, mentre resta da valutare se e come cambieranno i rapporti in politica estera.

Circa i fatti di Nizza, segnaliamo due articoli molto intelligenti. Il primo, scritto da Alberto Negri su Il Sole 24 Ore, evidenzia il rapporto difficile che la Francia ha avuto con le terze generazioni delle comunità islamiche, residenti nei quartieri periferici. Nell’articolo si pone l’accento sulle politiche contraddittorie che la Francia e il mondo occidentale hanno intrapreso nella zona mediterranea e mediorientale, insomma nihil novo sub sole. Altrettanto interessante è l’articolo scritto da Gabriele Carrer su l’intraprendente, dove viene rinnovato l’invito a seguire l’esempio israeliano per contenere il terrorismo islamico che si manifesta nel paese dal 1948 con episodi quasi quotidiani. Inoltre, aggiunge Fiamma Nirenstein, nonostante gli innumerevoli morti, Israele ha ora raggiunto uno stato di “tranquillità” grazie alla sua capacità di sventare quasi tutti gli attacchi.

Numerosi sono anche gli eventi rilevanti della settimana che sono passati in secondo piano. In Italia ha fatto molto discutere l’incidente tra due treni in Puglia, in cui hanno perso la vita più di 20 persone. Pare che possano esserci vari responsabili e la magistratura è già all’opera per cercare di far chiarezza su quanto accaduto. Oltremanica, Theresa May ha sostituito David Cameron alla guida del Regno Unito e ha già nominato i ministri; fa discutere la nomina di Boris Johnson come ministro degli esteri, mentre saranno da seguire Hammond all’economia, al posto di Osborne, e Davis incaricato di gestire l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Questo e altro nella rassegna stampa settimanale. That’s the press, baby!

“Sotto il profilo militare il terrorismo era privo di utilità”.
Renzo De Felice

Tentato colpo di stato in Turchia

Turkey’s coup, explained in under 500 words di Zack Beauchamp – Vox
La lunga notte turca di Mario Sechi – Il Foglio
Anatomia di un fallimento: quattro ragioni della sconfitta del golpe contro Erdogan di Rolla Scolari – La Stampa
Erdogan resta in sella ma la Turchia è ferita di Alberto Negri – Il Sole 24 Ore
The Counter-Coup Begins: Erdogan Purges 2,745 Judges, Prosecutors; Arrests Hundreds di Tyler Durden – Ron Paul Institute for Peace and Prosperity – Zero Hedge
Vi racconto forza e debolezze di Erdogan dopo il colpo di Stato stroncato in Turchia di Stefano Cingolani – formiche
Chi c’è dietro il «golpe fasullo» in Turchia, e che cosa succede ora di Antonio Ferrari – Corriere della Sera
Turchia: Erdogan non ha mai pensato di lasciare il Paese. Lo dimostra il presunto itinerario dell’aereo presidenziale di Alessandro Sansoni – Geopolitica.info

Attentati a Nizza 

La paura non deve sopraffare l’intelligenza di Alberto Negri – Il Sole 24 Ore
Il terrorismo islamico segna la fine della modernità di Corrado Ocone – formiche
Serve il modello Israele di Gabriele Carrer – l’intraprendente
Mobilitazione e intelligence: così Israele si difende da quasi 70 anni di Ugo Tramballi – Il Sole 24 Ore
Ma il terrorismo si sconfigge, non è un destino ineluttabile di Fiamma Nirenstein – Il Giornale

Scontro tra treni in Puglia 

Una tragedia che si poteva evitare, ma non per i motivi che vi hanno detto di Andrea Giuricin – Il Foglio
Incidenti e retorica: ma voi, su quel treno, ci siete mai saliti? di Davide Piancone – Strade

Nuovo governo nel Regno Unito

Britain’s new prime minister will regret appointing Boris Johnson di Bagehot – The Economist
Chi è (e cosa pensa davvero) David Davis, il Mr. Brexit di Theresa May di Sveva Biocca – formiche
Pochi guizzi, meno austerità. L’esordio del cancelliere Hammond di Paola Peduzzi – Il Foglio 

Affari italiani 

La strada del fondo salva-Stati di Alberto Mingardi – Istituto Bruno Leoni – La Stampa
Rcs: vince Cairo, vero rottamatore della Redazione – Il Foglio

Filippo Massari

Studente di Economia presso l'Università di Jönköping, nel sud della Svezia, e collaboratore, in qualità di traduttore, di Mises Italia. Da settembre 2015, blogger presso Austrian Economics Center. Appassionato di libri e musica di vario genere, cinema d'autore, sport e altro ancora.

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