Rassegna stampa: magistratura, caso Maniaci, elezioni a Londra e TTIP

Per presentare i commenti su quanto accaduto in settimana, abbiamo deciso di cominciare con un articolo di Carmelo Palma, pubblicato su Strade, che descrive il dibattito pre-referendum costituzionale. Palma evidenzia come, pur essendo ancora lontani da ottobre, mese in cui si vota, l’attesa del referendum stesso (forse più che il medesimo) si faccia sentire tra i fautori del No della prima ora, le cui schiere paiono sensibilmente lievitate, e tra quelli del Sì. In questo contesto, un dettaglio rilevante è il grado vertiginoso di partigianeria che porta i due fronti a incontrarsi e a scontrarsi. Partigianeria che lo stesso Palma non può fare a meno di definire populismo: se i partigiani del No fanno sì che la nostra Costituzione assurga a un monumento intoccabile e inviolabile pena il crollo catastrofico delle istituzioni democratiche, delle quali la nostra carta è norma suprema, i partigiani del Sì vendono questa ennesima riforma come la soluzione più salvifica per la governabilità del paese.

Queste sono solamente le argomentazioni più dignitose tra quelle mosse dai due fronti, se vogliamo scavare un pochino di più troveremo le sempre verdi argomentazioni del: “vota Sì per i senatori gratis” e del “vota No per impedire ai consiglieri regionali di godere dell’ immunità parlamentare”. A questo punto, sembra un’impresa ardua persino ricercare la verità nel mezzo.

Un altro tema importante è quello relativo ai rapporti tra magistratura e politica. Tratta di questo l’editoriale di Michele Ainis sul Corriere della Sera, che (partendo dall’arresto del sindaco di Lodi) ci fa capire come la dialettica tra parlamento e procure nel nostro paese sia oramai diventata proteiforme, generando ambiguità e continui scambi di ruolo: un giorno il Csm sale in cattedra e distribuisce patenti di accettabilità all’approvazione delle varie leggi e il giorno dopo Rosy Bindi diviene presidente dell’ Antimafia. Farebbe comodo rispolverare i libri di filosofia politica, ma possiamo essere abbastanza sicuri del fatto che Montesquieu avesse parlato di “tripartizione dei poteri e non di interscambiabilità dei medesimi.

Su altri argomenti, segnaliamo le riflessioni di Piercamillo Falasca e di Benedetto Della Vedova riguardo all’importanza del TTIP e alla scarsa lungimiranza di coloro che lo contestano a priori; consigliamo inoltre la lunga e completa analisi di Marco Valerio Lo Prete sulle questioni di politica monetaria che la Banca centrale europea si trova a dover affrontare; e poi il caso Maniaci e la libertà di stampa, la vittoria di Kahn alle elezioni comunali di Londra, i problemi italiani di spesa e di occupazione; questo e molto altro nella nostra rassegna stampa settimanale. That’s the press, baby! 

“And you can’t have a prosperous economy
when the government is way overspending,
raising tax rates, printing too much money,
over-regulating and restricting free trade.
It just can’t be done”.

Arthur Laffer

Politica ed economia in Italia

Referendum costituzionale, populismi a confronto di Carmelo Palma – Strade
Magistrati e politica, dannosi scambi di ruolo di Michele Ainis – Corriere della Sera
La sai l’ultima della procura di Trani? Non c’è solo l’inchiesta su Deutsche Bank di Luciano Capone – Il Foglio
Spending review e project review: soluzioni senza convinzioni di Gemma Mantovani – Leoni Blog
Terzultimi nell’Ue per occupazione di Carlo Lottieri – Il Giornale – Istituto Bruno Leoni

Temi economici europei 

Helicopter Draghi di Marco Valerio Lo Prete – Il Foglio
Sinistra vs. occidente: quello che dimenticano Greenpeace e simpatizzanti di Piercamillo Falasca – Il Foglio
Cospirazionisti di tutti i paesi, unitevi (contro il TTIP) di Piercamillo Falasca – Strade
Indice della Libertà Fiscale 2016 – Centro Studi impresa lavoro
Il fallimento del TTIP sarebbe un autogol per l’Europa di Benedetto Della Vedova – Strade

Politica estera: Germania, USA e Londra 

Liberali o nazionalisti? Anche il partito tedesco Afd al test identitario di Andrea Affaticati – Il Foglio
Alla ricerca del male minore. Gli americani verso la scelta del nuovo presidente di Marco Cacciotto – Strade
Le vittorie e le sfide del nuovo sindaco di Londra di Stefano Basilico – Strade
Voto Gran Bretagna, Khan conquista Londra: ‘Sembrava impossibile’ della Redazione – Ansa

Stampa in Italia: riflessioni sul caso Maniaci

Caso Maniaci: le ombre e i paradossi di un’antimafia che si autodistrugge di Giovanni Bianconi – Corriere della Sera
La storia di Pino Maniaci, dove nessuno è onesto, nemmeno l’eroe di Massimo Bordin – Il Foglio
Bufale senza frontiere di Luciano Capone e Davide Maria De Luca – Il Foglio

Altro: test Invalsi, keynesianesimo, patriottismo e successo del Leicester

Nessuno ci può giudicare della Redazione – Il Foglio
Keynesianism is Not a “Big Government” Theory di Scott Sumner – Foundation for Economic Education – Econlog
Tre ragioni per cui l’Italia ha sacrificato il patriottismo di Daniele Scalea – Il Foglio
Il Leicester spiegato da Grillo della Redazione – Il Foglio

Graziano Davoli

Nato a Genova il 22 Dicembre 1994, vive e studia a Firenze, alla facoltà di Scienze Politiche, curriculum in Studi in Comunicazioni, Cesare Alfieri. Collabora, oltre che con gli Immoderati, anche con Toc Toc Firenze. Appassionato di arte, letteratura, poesia, cinema, sport, teatro e soprattutto di storia, spera, un domani, di conseguire un dottorato in Storia Contemporanea, facendo della storia elettorale della prima repubblica, il suo campo di studi. Interessato alla politica sia interna che estera, egli è profondamente ed intimamente un conservatore. Viscerale anticomunista e fervente antislamico, convinto atlantista e filo israeliano, difensore del libero mercato e antistatalista, egli tuttavia crede che, come disse Jefferson, lo Stato sia necessario, esso deve garantire che la libertà di un individuo non danneggi quella di un altro e tramite governi forti, ai quali deve essere concesso di governare da maggioranze stabili, debbano fare quello che una destra serie farebbe, essere il freno della democrazia (come disse Montanelli), per evitare che essa degeneri in demagogia e anarcume.

A proposito dell'autore

Nato a Genova il 22 Dicembre 1994, vive e studia a Firenze, alla facoltà di Scienze Politiche, curriculum in Studi in Comunicazioni, Cesare Alfieri. Collabora, oltre che con gli Immoderati, anche con Toc Toc Firenze. Appassionato di arte, letteratura, poesia, cinema, sport, teatro e soprattutto di storia, spera, un domani, di conseguire un dottorato in Storia Contemporanea, facendo della storia elettorale della prima repubblica, il suo campo di studi. Interessato alla politica sia interna che estera, egli è profondamente ed intimamente un conservatore. Viscerale anticomunista e fervente antislamico, convinto atlantista e filo israeliano, difensore del libero mercato e antistatalista, egli tuttavia crede che, come disse Jefferson, lo Stato sia necessario, esso deve garantire che la libertà di un individuo non danneggi quella di un altro e tramite governi forti, ai quali deve essere concesso di governare da maggioranze stabili, debbano fare quello che una destra serie farebbe, essere il freno della democrazia (come disse Montanelli), per evitare che essa degeneri in demagogia e anarcume.

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