PLI, come toccare il fondo e continuare a scavare

Penso, da molto tempo, che i microsoggetti liberali siano il peggio che ci possa capitare, utili quanto le briciole di un cracker frantumato. Con tutto il rispetto, ovviamente. Penso anche che debbano chiudere quanto prima, al massimo salvando la buona volontà (e talvolta le buone idee) di chi vi partecipa andando ad “inquinare” positivamente altre forze politiche più organizzate e con più possibilità. In attesa, chissà, di un piccolo ambizioso partito panliberale con qualche credibilità o dell’ascesa di una nuova forza liberale/popolare nel centrodestra. Per chi ci crede ancora. Fatto sta che alle prossime amministrative le possibilità, in tanti comuni, non mancavano di certo, fra partiti e soprattutto liste civiche. Solo a Milano ho conosciuto decine di persone in gamba, anche molto giovani che hanno trovato spazi molto interessanti.

Eppure le resistenze a sciogliersi per utilizzare meglio le proprie forze sono state sempre giustificate in modo impeccabile: il PLI (così come il PRI o l’Associazione Marsupiali del Pleistocene) deve continuare ad esistere per preservare il prestigio di quella che fu la vera casa dei liberali italiani. Mica pizza e fichi. Pure in mezzo a mille liti di bocciofila, pardon di partito, e giochini di potere per ruoli di nessun potere.

E allora vediamo come ne hanno difeso bene il prestigio, a Roma come a Milano, questi eredi di Cavour e Malagodi. A Roma hanno ben pensato di sostenere la liberalissima missina Giorgia Meloni, in quanto è “la più amata dai romani“, manco fosse una cucina Scavolini. Così gradita che diversi sondaggi la danno quarta su quattro, ma se lo dicono loro…

Diciamo che con Giachetti, i Radicali, ma pure con Marchini, forse si poteva trovare qualcosa di meglio. Ma la vera comica è arrivata a Milano, sublimata dall’epilogo di ieri. Presentandosi in appoggio a Parisi (scelta accettabilissima, come lo sarebbe stata per Sala o Cappato) hanno ben pensato, nel segno della migliore tradizione einaudiana, di candidare la (meravigliosa) prostituta transessuale Efe Bal. No, voglio dire: Efe Bal, se non la conoscete fatevi un giro sul web. Uno dei personaggi più trash ed esibizionisti del panorama mediatico italiano, che ha conquistato un po’ di popolarità grazie alle partecipazioni alla Zanzara (in cui una volta si spogliò integralmente) e nei salotti televisivi più trash. Verso di lei abbiamo solo simpatia (e anzi condividiamo i suoi appelli per legalizzare la prostituzione) ma basta ascoltare qualsiasi suo intervento per capire che si tratta di una persona spaventosamente inadatta a qualsiasi politica minimamente credibile. Era abbastanza immaginabile che Parisi (che tiene molto alla sua immagine di “sobrietà” e che è sostenuto anche da componente cattolica) avrebbe volentieri fatto a meno del contributo intellettuale di Efe per non rischiare figuracce e scossoni di coalizione.

A fronte del rifiuto oscurantista del candidato sindaco, il PLI ha rilasciato, un po’ stizzito questo surreale comunicato. Che era probabilmente anche un simpatico alibi per coprire le difficoltà a raccogliere firme che sicuramente avranno riscontrato. Mentre Efe Bal, inviperita con Parisi, rilasciava un’altra intervista alla Zanzara in cui annunciava sconti sul prezzo delle sue prestazioni ai clienti che avrebbero votato Sala.

Da parte del PLI si è trattata ovviamente di una provocazione disperata per ottenere un po’ di attenzione; forse l’unica via che gli restava. Peccato solo che in questo modo abbiano una volta di più ricoperto di ridicolo “il prestigio dell’antico simbolo” che citano sempre come ragione per continuare ad esistere politicamente invece che sparire per sempre, con dignità.

Spesso per ridicolizzare le politiche economiche di stampo keynesiano (o presunte tali) si usa fare questo esempio ironico: pagare 100 lavoratori per scavare buche e pagarne altri 100 per riempirle, stimolando così l’economia e creando 200 posti di lavoro.

Ecco, l’odierno PLI, da sempre avverso alle ricette di Keynes, ha scelto una strada diversa: prendere 100 (abbondiamo) volontari per scavare buche e usare gli stessi volontari per continuare a scavare, sempre più in fondo. Ovviamente gratis.

Stefano Leanza

Nato a Milano un ventennio fa, studio Giurisprudenza a Roma. Penso liberale e scrivo di giustizia e garantismo. Blogger per hobby, sono appassionato di giornalismo politico e sportivo.

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