Rassegna stampa: attentati a Bruxelles, fusione BPM-Banco Popolare, referendum del 17 Aprile

Mentre scriviamo è stata battuta dalle agenzie la notizia dell’arresto a Bellizzi, in provincia di Salerno, di Djamal Eddine Ouali, un algerino per il quale era stato emesso un mandato di arresto europeo da parte del Belgio. Secondo gli investigatori l’Ouali faceva parte dell’organizzazione che avrebbe procurato falsi documenti ai terroristi colpevoli degli attentati a Parigi e a Bruxelles. Mentre è di ieri la notizia dell’identificazione del terzo uomo, ripreso dalle telecamere dell’aeroporto di Zaventem insieme ai due terroristi che si sono fatti saltare in aria. Si tratta di Faysal Cheffou, anche lui proveniente dal quartiere di Molenbeek e conosciuto alla polizia belga a causa di alcune condanne per ricettazione e associazione a delinquere. Il quadro che sta emergendo confermano alcune analisi formulate dopo gli attentati di Novembre a Parigi: i terroristi hanno avuto modo di sfruttare le inefficienze degli organi di sicurezza belgi, che anche alcune settimane prima del 22 Marzo avevano ricevuto informazioni circostanziate da servizi di intellingence esteri sulle minacce imminenti (qui l’articolo di Amos Harel, pubblicato da Haaretz). Si può parlare solo di un fallimento dei servizi di informazione e sicurezza? Per Alberto Negri la risposta è negativa e la sua analisi su Il Sole 24 Ore si sofferma sulle ambiguità delle politiche dei paesi occidentali nel teatro mediorientale dal 2001 in poi. Si può affrontare il terrorismo islamico con i mezzi utilizzati dall’Italia negli anni di piombo? È questo l’oggetto dell’articolo di Flavia Perina su Linkiesta. Per capire la realtà del quartiere di Molenbeek, trasformatosi in vera e propria base logistica per i terroristi, da non perdere il pezzo di Marco Valerio Lo Prete su Il Foglio.

Come è normale che sia in questi casi, le altre notizie sono passate un po’ in sordina. In Italia il tema più rilevante riguarda la fusione tra Banco popolare e Banca popolare di Milano. Da inizio anno il settore bancario italiano ha fatto molto parlare di sé visto che i numerosi crediti in sofferenza detenuti dai vari istituti e le nuove norme europee sul bail in hanno determinato un importante crollo in borsa. Questa fusione, che va a creare uno dei gruppi bancari più grandi d’Italia, permette al Banco popolare di salvare la pelle richiedendo però un aumento di capitale. Lorenzo Dilena ripercorre le tappe che hanno portato alla fusione descrivendo l’apporto dei personaggi chiave nell’operazione. Ugo Bertone, invece, riflette sul futuro, indicando le sfide che il gruppo dovrà affrontare e interrogandosi su cosa manca per convincere i mercati.

A meno di un mese dal referendum sulle piattaforme di perforazione, Luciano Capone si dedica a smentire le analisi subdole e superficiali di alcuni influenti sostenitori del “sì”. Emiliano e De Magistris paiono ossessionati dalle cozze, le quali prosperano attorno alle trivelle, mentre vengono danneggiate dal mare inquinato di Napoli, dove le trivelle sono assenti. In aggiunta, è evidente l’incoerenza di chi, come l’autorevole Rodotà, considera antidemocratica l’astensione ma invitava ad astenersi in qualche referendum precedente. Non si capisce dunque cosa sia democratico o meno, una confusione che porta Capone a concludere che “democrazia è quando Rodotà fischia”.

Infine, tra i vari argomenti ci sentiamo di consigliare due articoli in particolare. Il primo è una riflessione di Francesco Petrelli che identifica una tendenza popolare a interessarsi maggiormente alla negazione dei diritti degli altri che all’affermazione dei propri; a questo proposito, viene in mente un aforisma di Carlo Cipolla, secondo cui “Una persona stupida è chi causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita”. Il secondo articolo è un ritratto e intervista a Deirdre McCloskey, definita da Michele Masneri l’economista anti-Piketty. McCloskey è abile come pochi nel raccontare l’importanza storica del libero mercato e il ruolo fondamentale che ha giocato nel miglioramento delle condizioni di vita a livello mondiale. Invitiamo i nostri lettori non solo a leggere l’articolo di Masneri, ma anche a diffonderlo perché nonostante la lucidità delle sue analisi, questa economista e storica rimane relativamente sconosciuta in Italia rispetto al suo collega francese. Questo e altro nella nostra rassegna stampa settimanale. That’s the press, baby!

“Certo, se c’è una cosa che abbiamo in odio, è il giornale a tesi, il giornale che guarda ogni materia dal lato dell’opposizione al Ministero o dell’appoggio da dare al Ministero; il giornale che gira ogni mattina nello stesso circolo d’idee, come il cavallo nella cavallerizza; il giornale organetto, che ha due sole suonate, una in maggiore per esaltare i meriti de’ suoi amici, una in minore per gemere su’ demeriti degli avversari.”

Dall’articolo Al pubblico, pubblicato sul numero 1 del Corriere della Sera, domenica-lunedì 5-6 Marzo 1876

Attentati a Bruxelles

Days after the arrest of Europe’s most-wanted terrorist, Islamic State has struck back – The Economist
Belgium Ignored Turkish Warning About Brussels Attacker, Erdogan Says di Ece Toksabay ed Ercan Gurses – Haaretz
Diario di un’infiltrata islamica accusata di aver detto la verità su Molenbeek di Marco Valerio Lo Prete – Il Foglio
Quando il Belgio si vantava di aver integrato l’islam meglio della Francia di Matteo Matzuzzi – Il Foglio
Il terrorismo nasce in Europa e si batte come negli Anni di Piombo di Flavia Perina – Linkiesta
Idee per attrezzarsi contro il terrorismo che ci accompagnerà a lungo di Mario Mori – Il Foglio
We must stop blaming ourselves for Islamist terrorism di Douglas Murray – The Telegraph
Distruggiamo la credibilità del Califfato di Bill Emmott – La Stampa
Strage di Bruxelles, il fallimento della politica di Alberto Negri – Il Sole 24 Ore

Crisi libica

Libia, l’operazione per portare il governo di unità a Tripoli di Marco Galluzzo – Corriere della Sera
Fallimento in Libia? di Daniele Raineri – Il Sole 24 Ore

Fusione BPM – Banco Popolare

La fusione Bpm-Banco è fatta. Per convincere i mercati, però, serve ancora altro di Ugo Bertone – Il Foglio
La fusione che salva la pelle del Banco e le poltrone dei banchieri di Lorenzo Dilena – Gli Stati Generali

Referendum del 17 Aprile

Sotto le piattaforme nascono le cozze (pelose), caro Emiliano di Luciano Capone – Il Foglio
L’anti-astensionismo intermittente degli intellò referendari di Luciano Capone – Il Foglio

Mercati finanziari

I famosi bond subordinati rendevano poco? Dai Cds una ragione che non ti aspetti di Leonardo Baggiani – Il Sole 24 Ore
Come «disboscare» la giungla finanziaria di Massimo Condinanzi e Jacopo Alberti – Il Sole 24 Ore

Revisione della spesa

La spending review nel paese della Bestia insaziabile di Mario Seminerio – Phastidio.net

Legge sulla concorenza

Ignorare per deliberare di Mario Seminerio – Phastidio.net

Welfare e tasse

In it together? – The Economist

Circo mediatico-giudiziario-politico: oggi e 37 anni fa

Quel 24 marzo di 37 anni fa. L’attacco politico-affaristico-giudiziario alla Banca d’Italia di Beniamino Piccone – Il Sole 24 Ore
Perché in Italia la repressione penale è più cool del diritto penale di Francesco Petrelli – Il Foglio

Un ritratto di Deirdre McCloskey

Lo strano caso di Deirdre McCloskey di Michele Masneri – Il Sole 24 Ore

Filippo Massari

Studente di Economia presso l’Università di Jönköping, nel sud della Svezia, e collaboratore, in qualità di traduttore, di Mises Italia. Da settembre 2015, blogger presso Austrian Economics Center. Appassionato di libri e musica di vario genere, cinema d’autore, sport e altro ancora.

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