Rassegna stampa: Brexit e condominio Europa, legge sulle unioni civili, l’Italia delle scie chimiche

Apriamo questa rassegna stampa, con un interessante sondaggio del Financial Times, che ha interpellato più di 100 economisti circa possibili previsioni su una potenziale uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, in seguito al referendum del 23 Giugno.

Il 92% degli interpellati ha ipotizzato ripercussioni negative nell’economia britannica, ma allo stesso tempo si è riscontrato che le conseguenze di questa scelta potrebbero variare a seconda dei termini tempi con la quale essa avverrà e a seconda della situazione economica che si verrà a creare.

Ciò ha permesso di ipotizzare tre possibili scenari. Il primo vede un’ economia ruggente, libera di decollare priva del guinzaglio burocratico di Bruxelles; il secondo mostra una situazione più problematica, che vedrà il Regno Unito stabilizzarsi solo dopo un periodo di incertezze e turbolenze; il terzo scenario prospetta un quadro molto peggiore anche a lungo termine.

Venerdì scorso si è conclusa la tragicomica guerra a colpi di dichiarazioni e comunicati stampa tra il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker ed il presidente del Consiglio Matteo Renzi. L’Italia ha avanzato in un documento alcune proposte quali l’istituzione di un ministro delle finanze europeo e l’introduzione di un’ assicurazione europea contro la disoccupazione ed una sui depositi. Come ha osservato Francesco Daveri, l’iniziativa italiana ha un problema: il tempismo.

Il referendum sulla cosiddetta Brexit potrebbe infatti causare una reazione a catena all’ interno dell’ UE: il primo ministro  ungherese Viktor Orban ha già espresso l’intenzione di sottoporre a referendum la redistribuzione dei migranti decisa da Bruxelles, inoltre la Grecia ha ritirato il proprio ambasciatore da Vienna, in segno di protesta contro il tetto giornaliero austriaco sul numero dei rifugiati. Le istituzioni europee sembrano ogni giorno più simili a rissose e inconcludenti assemblee di condominio.

Non più adozione del figlio del partner deceduto, né obbligo di fedeltà, ecco quali sono i cambiamenti della nuova legge sulle unioni civili, frutto del compromesso fra Partito Democratico e Nuovo Centodestra. Su La Stampa vengono riportati da Carlo Rimini i punti salienti.

Punto primo: i componenti di unione civile tra persone dello stesso sesso avranno diritto, anch’essi, in caso di morte di uno dei due partner, prestatore di lavoro, ad una pensione di reversibilità in quanto vedovi o vedove.

Punto secondo: anche se l’obbligo di fedeltà è soltanto un ricordo, rimane l’obbligo di assistenza e quindi ciascundo dei due partners dovrà, comunque, contribuire ai “bisogni comuni” con le proprie sostanze e la propria capacità lavorativa.

Punto terzo: con quali modalità si può contrarre, o sciogliere, un’ unione civile?

Nel primo caso si richiede che entambi i partner siano maggiorenni, nessuno dei due deve essere sposato o coinvolto in una precedente unione civile, nessuno dei due partner deve riportare infermità mentali e tra i due non debbono esservi legami di parentela di secondo grado.

Nel secondo caso, quindi per sciogliere l’unione, è richiesto un iter burocratico, al quale vengono aggiunti tre mesi in più rispetto a quello del divorzio.

Sull’Italia che crede alle scie chimiche da non perdere l’intervista di Luciano Capone alla senatrice Elena Cattaneo.

“Viviamo tutti sotto il medesimo cielo, ma non tutti abbiamo lo stesso orizzonte”

Konrad Adenauer

Condominio Europa, Brexit, rapporto con la Russia

L’Europa condominio può far comodo a tutti ma non serve a nessuno di Giordano Masini – Strade

Le proposte fuori tempo dell’Italia all’Europa di Francesco Daveri – lavoce.info

Putting Putin in his place di Guy Verhofstadt – Project Syndicate

Per evitare la Brexit, gli italiani a Londra saranno cittadini di serie B di Stefano Iannacone – Gli Stati Generali

Boom, crisi di transizione e disastro: il day-after della Brexit in tre scenari di Chris Giles – Il Sole 24 Ore

Crisi in Libia

Signs grow of new Western urgency to stop Islamic State in Libya di Aidan Lewis – Reuters

Potere e opacità  all’interno del Movimento 5 Stelle

L’affaire Casaleggio* di Salvatore Merlo – Il Foglio

Falsificazione scientifica ed innovazioni tecnologiche

Contro l’Italia delle scie chimiche di Luciano Capone – Il Foglio

Quelle innovazioni che ci fanno stare meglio e che la statistica non riesce ad afferrare di Marco Valerio Lo Prete – Il Foglio

Riflessioni economiche: petrolio, banche e mercati

La crisi che parte dal petrolio: domande e risposte di Rony Hamaui – lavoce.info

Un taglio allo shale oil di Jacopo Brili – lavoce.info

Novo Banco, vecchi guai di Mario Seminerio – phastidio.net

Organizzazione del lavoro: Barilla e lo smart-working

Smart-working, il cambiamento che bussa alla porta di Augusto Bisegna e Carlo D’Onofrio – First Online

Barilla, per i colletti bianchi smart-working dal 2020 di Francesco Prisco – Il Sole 24 Ore

Unioni civili

La fedeltà non è un obbligo ma c’è l’assegno di divorzio di Carlo Rimini – La Stampa

Unioni civili: le leggi cambiano con noi di Michele Ainis – Corriere della Sera

Statistiche sull’occupazione, Jobs Act e pubblica amministrazione

Jobs act, Ricolfi: “Precariato ai massimi storici e ripresa occupazionale modesta. Renzi non capisce le statistiche” di Stefano De Agostini – Il Fatto Quotidiano

Pubblica amministrazione: il personale in eccesso non è mai in eccesso di Giordano Masini – Strade

Opinioni su modello scandinavo, neoliberismo, classe dirigente, “renzismo”

The Myth of Scandinavian Socialism di Corey Iacono – Foundation for Economic Education

Il neoliberismo è un feticcio agitato dalla politica immobile di Alberto Mingardi – Il Foglio

Adriano Olivetti, Umberto Eco e la classe dirigente che servirebbe di Beniamino Piccone – Il Foglio

L’egemonia ha bisogno di un’idea di Ernesto Galli Della Loggia – Corriere della Sera

* articolo pubblicato il 20/02/2016, accessibile ai non abbonati dalla settimana appena trascorsa

 

 

Graziano Davoli

Nato a Genova il 22 Dicembre 1994, vive e studia a Firenze, alla facoltà di Scienze Politiche, curriculum in Studi in Comunicazioni, Cesare Alfieri. Collabora, oltre che con gli Immoderati, anche con Toc Toc Firenze.
Appassionato di arte, letteratura, poesia, cinema, sport, teatro e soprattutto di storia, spera, un domani, di conseguire un dottorato in Storia Contemporanea, facendo della storia elettorale della prima repubblica, il suo campo di studi.
Interessato alla politica sia interna che estera, egli è profondamente ed intimamente un conservatore.
Viscerale anticomunista e fervente antislamico, convinto atlantista e filo israeliano, difensore del libero mercato e antistatalista, egli tuttavia crede che, come disse Jefferson, lo Stato sia necessario, esso deve garantire che la libertà di un individuo non danneggi quella di un altro e tramite governi forti, ai quali deve essere concesso di governare da maggioranze stabili, debbano fare quello che una destra serie farebbe, essere il freno della democrazia (come disse Montanelli), per evitare che essa degeneri in demagogia e anarcume.

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