Il partito (clericale) che non c’è

Sua Eminenza Angelo Cardinale Bagnasco,

Le scrivo dopo l’imponente manifestazione del Circo Massimo, che ha messo in mostra le straordinarie capacità di mobilitazione della Chiesa. Ed è proprio a partire da alcune considerazioni su queste mi sono deciso a scriverLe, Eminenza Reverendissima. Perché in quella manifestazione ho visto il “Partito che non c’è”.

Mi permetta di partire con un aneddoto: Lei deve sapere che nell’area politica cosiddetta “liberale“, una piccola periferia politica da cui Le scrivo, per un periodo si è discusso della necessità di costruire un partito ancora assente sulla scena politica italiana. Non sto qui a tediarLa con i dettagli, perciò salto alla conclusione: quel partito non è mai nato. Forse non nascerà mai. Ma sicuramente non nacque per una serie di ragioni: assenza di capacità, mezzi e risorse politiche, umane e finanziarie. Tutti elementi che sicuramente non mancano all’organizzazione di cui Lei è a capo: la Chiesa Cattolica Italiana.

E a questo punto le chiedo: perché non fondare il “Partito Clericale Italiano”? Comprendo le Sue probabili pregiudiziali sulla sigla, ma non soffermiamoci su questo dettaglio. Al di là del nome che riterrà più opportuno, perché non lasciare la retroguardia e lanciarsi finalmente nell’arena politica? Uscire dal grigio sottogoverno, finirla con criptici messaggi a mezzo stampa, cessare i vari equilibrismi sulla terzietà politica della Chiesa italiana.

Possedete una macchina logistico-organizzativa che qualsiasi altro partito in Italia si sogna. Chiese, parrocchie, scuole, consultori, ospedali, e via via elencando. Avete sedi ovunque e rappresentanti o portavoce in ogni angolo del paese, coordinati in maniera piuttosto efficiente ed efficace. Per non parlare poi di associazioni, fondazioni e organizzazioni di varia natura.

Avete una struttura gerarchica chiara. Avete un leader inamovibile, ma allo stesso tempo non candidabile, perché Capo di Stato di uno Stato estero: quindi “a vita“, come i segretari del Pci (l’originale), e “incandidabile“, come Beppe Grillo. Inoltre l’attuale Santo Padre è popolare, simpatico, genera empatia, ama scendere tra i militani e gli elettori. Potrebbe aprire un blog. E in aggiunta a questo non avreste problemi di legittimazione. Mentre il mondo politico attuale si dilania sulla legittimazione di leader e classi dirigenti, voi avreste una legittimazione chiara e direi piuttosto conosciuta. In una parola: divina.
Per non parlare poi del resto della classe dirigente: fedele, compatta, efficiente.

Inoltre possedete un collante formidabile: l’ideologia. Un sistema dogmatico di valori e credenze di cui è ancora inzuppata la società italiana e che lavora, oramai, come una sorta di richiamo ancestrale. Perché la maggior parte dei credenti saranno pure, mi permetta il gioco di parole, “credenti della domenica” e peccatori di prima categoria, ma sono ancora sensibili ai richiami della vostra organizzazione. Con l’ormai avvenuta “morte delle ideologie” e (soprattutto) degli ideali, la crisi economica e le conseguenti crisi di identità politica e sociale di molti individui, il terreno è pronto. Vada oltre il Circo Massimo, pensi in grande. Un popolo pieno di pecorelle smarrite, circuite regolarmente da un sistema politico-mediatico fatto di una retorica alla quale non crede più nessuno. Sono pronte a credere alle scie chimiche, volete che non credano al Vicario di Cristo e ai suoi sottoposti?

A tutto questo poi si aggiunge un sistema mediatico tutt’altro che ostile. Credo che sia a conoscenza della ormai decennale spalla mediatica fornita da alcune importanti testate televisive, come il Tg1, per citarne solo una. Per non parlare poi di giornali, radio e via discorrendo, escluse ovviamente quelle direttamente controllate dalla Vostra organizzazione o Sue emanazioni più o meno dirette. Ogni giorno buona parte del sistema mediatico si prodiga per garantirVi un profilo più che benevolo e offrire assist a esponenti politici o della società civile a Voi vicini. Avrete sentito, seppur occupato da tutti gli impegni che il Suo Alto Magistero comporta, gli strepiti per l’invito del cantante Elton John al festival di Sanremo, no? C’è altro da aggiungere?

Le mie osservazioni potrebbero continuare, ma credo che il quadro che Le ho esposto sia piuttosto chiaro. Avete in mano la possibilità di chiudere i conti con la secolarizzazione, il pluralismo, l’emancipazione sessuale, la libertà di ricerca e molto altro. In poche parole: la modernità, la Vostra arcinemica. Anche perché, come Lei ben sa, qualcuno ha tentato, soprattutto in passato, di trasformare l’Italia in un paese moderno. Fallendo. Per questo, da laico e agnostico impenitente, Le chiedo di valutare attentamente le mie parole.

Potreste porre fine a questa pantomima. Una volta per tutte.

Con profonda disistima,

Giuseppe Carteny

Giuseppe Carteny

Laureato in Scienze di Governo, chitarrista liberale e aspirante politologo rock. O quantomeno blues. Militante di me stesso, per due anni attivista di Fare per Fermare il Declino. Ex membro della Direzione Regionale del Lazio e della Direzione Nazionale del partito.
Cinico visionario, critico impenitente, anche di me stesso. Immoderato per vocazione.

2 Risposte

  1. Gianuario Cioffi

    Cioè la Chiesa dovrebbe creare qualcosa come una “DC di destra?” sulla falsariga dei Fratelli Musulmani ?
    Una specie di Salvini pro-accoglienza ai migranti, magari con la collaborazione di Sant’Egidio…
    Non so quanto avrebbe successo, cioè : gli elettori non mancherebbero, ma per la maggioranza degli Italiani difesa talebana della purezza etnico-religiosa e accoglienza in stile Francesco mal si conciliano.

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