Perché sono fermamente contrario alla stepchild adoption (e all’utero in affitto)

Vorrei rispondere, con questo articolo, alle considerazioni ed obiezioni che ho ricevuto rispetto a quello che ho scritto sulla stepchild adoption in un precedente articolo. Cercherò quindi di enucleare qui i motivi della mia contrarietà.

Innanzitutto, i fautori dell’estensione della stepchild adoption alle coppie omosessuali sostengono che non è vero che la legge Cirinnà introduca surrettiziamente la possibilità di usufruire dell’utero in affitto per ottenere figli dacché il testo della legge non ne fa menzione e la pratica continua ad essere considerata illegale dalle leggi italiane. Costoro dovrebbero sapere che un conto è il testo di una legge, il suo contenuto, tutt’altro sono i suoi effetti pratici.

Nei fatti, la legge Cirinnà consentirà di regolarizzare le situazioni genitoriali di chi va all’estero per procurarsi un figlio. Dunque, un’inaccettabile sanatoria, un’autostrada per l’illegalità, come l’ha definita il giurista Mirabelli.

In uno stato di diritto la legge deve essere rispettata e fatta rispettare; chi non lo fa non può veder riconosciuto come legittimo un proprio “capriccio”, o meglio un abuso, nonché, dal punto di vista giuridico, una pretesa infondata dal momento che non esiste alcun diritto ad avere figli (e le tecniche scientifiche sono una possibilità che va adoperata con grande cautela).

Il fatto che la legge Cirinnà sancisca una tendenza già in atto a causa dell’azione sovente irresponsabile di taluni magistrati, che con le loro sentenze hanno permesso ad alcune coppie omossessuali di adottare un figlio generato con utero in affitto o simili, non è una buona ragione per avallarlo ad omibus.

Riporto a questo proposito quanto opportunamente asserito dall’ex Presidente della Corte Costituzionale Ugo De Siervo, in un’intervista rilasciata a La Stampa: “Con la stepchild adoption si concede il diritto a un padre naturale di estendere la genitorialità a chi desidera lui. Non vedo proprio la tutela di un diritto del bambino. Ci potrà poi essere qualche caso limite. Ma non si legifera mai per i casi limite, quanto per i casi ordinari. E qui, di ordinario, vedo piuttosto l’aspirazione di qualcuno a utilizzare la maternità surrogata nascondendosi dietro il presunto interesse del bambino”.

Si dice che sono soprattutto le coppie eterosessuali a ricorrere alla maternità surrogata. Questo è vero, ma comunque nel loro caso l’adozione coparentale risponde a criteri solitamente più stringenti di quelli utilizzati per le coppie omofile; con la stepchild adoption, l’adozione diventerebbe quasi automatica. In ogni caso, che a farne uso sia una coppia eterosessuale o omosessuale rimane a mio avviso una pratica ugualmente turpe.

Mi è stato fatto notare poi che non si può dire, come io ho fatto, che la stragrande maggioranza delle famiglie arcobaleno abbia ottenuto figli attraverso la maternità surrogata perché non esiste alcuna evidenza empirica di questo. Certo, e non esiste proprio perché è un fenomeno clandestino. Ma c’è qualcuno che opina davvero, come vogliono far credere le associazioni lgbt, che i 100.000 figli di queste famiglie, in Italia, siano frutto di precedenti relazioni eterosessuali?

Ne deriva, se così fosse, che quei bambini hanno gia due genitori biologici (eterosessuali), e quindi, a rigor di logica, non ci sarebbe alcun bisogno di concedere la stepchild adoption alle coppie omosessuali.

La proposta più sensata è quella della senatrice Lanzillotta (pd): espungere la norma dal testo di legge e occuparsi in seguito in altra sede di aggiornare l’istituto adottivo.

Se non lo si facesse, non solo si compirebbe una notevole forzatura, ma si rischierebbe di incorrere nella bocciatura (di questa parte o dell’intera legge, che rassomiglia troppo al matrimonio) da parte della Corte Costituzionale, ovvero del popolo italiano, in maggioranza contrario, in un ipotetico referendum.

E veniamo alla questione dell’utero in affitto. Cosa ci sarebbe di immorale nel fatto che due coppie dello stesso sesso vogliano avere un figlio? Non è forse un’aspirazione legittima?

Il problema è che l’utero in affitto è una pratica laida, una forma di reificazione dei figli e di mercificazione delle donne e del loro corpo (di ultra prostituzione, come l’ha definita il ministro della salute Lorenzin).

Luisa Muraro, filosofa e figura di riferimento del femminismo italiano, ha scritto sul Corriere della Sera un bellissimo articolo per rimarcare la sua più convinta opposizione: “La questione resta morale e di civiltà. Non tutto è disponibile all’essere umano. Ci sono dei limiti dovuti alla realtà delle cose. La coppia omosessuale maschile è una coppia sterile per natura. I tentativi passati di impiantare uteri nei loro corpi sono ridicoli e mostruosi. L’invidia dell’uomo, già nota alla psicanalisi, verso la fertilità femminile va analizzata e superata”.

“L’utero in affitto – secondo Muraro – è la forma più odiosa di sfruttamento del corpo delle donne”, “non è mai una scelta libera”, poiché non è “certo una donazione” “ma una compravendita”, che alligna “solo nelle situazioni di povertà”.

Viviamo in un’epoca solipsistica, in cui erroneamente si pensa che la libertà del singolo debba essere assoluta e si inventano diritti per soddisfare ogni pretesa narcisistica. Non so se abbia a che fare, come pensa Muraro, con la cultura neoliberista, più probabilmente ne è un portato; va però detto che all’emersione di questa concezione distorta dell’individuo e dei suoi presunti diritti ha contribuito in maniera decisiva il femminismo italiano, movimento che inneggiava alla libertà di far quel che si vuole del proprio corpo (“il corpo è mio e me lo gestisco io” era il loro slogan).

Personalmente non ho idea di come si possa fare a debellare questa piaga (forse attraverso accordi internazionali con i pochi paesi dove è permessa).

Il 2 febbraio il parlamento francese, grazie soprattutto alla determinazione della più eminente femminista francese Silvyane Agacinski, ha votato una carta per chiedere la messa in fuorilegge dell’utero in affitto a livello internazionale, proibire dovunque “una pratica che lede i diritti fondamentali dell’essere umano”. Segno che si sta prendendo consapevolezza dell’importanza di combattere contro questa barbarie.

L’unico modo che hanno le coppie omosessuali per soddisfare il loro legittimo desiderio di diventare genitori è quello di poter avere un figlio tramite “normale” adozione.

Non sussiste nessuna ragione contraria per impedirlo. Trovo risibili le argomentazioni di chi dice che un figlio necessiti di una figura femminile e maschile come genitori (e quindi i nubili, divorziati, vedovi ecc?) o di chi paventa rischi per la salute psichica del fanciullo (la quasi totalità degli studi in materia lo esclude, anche se servirebbero anni per avere risultati più attendibili). Marco Albertini, sociologo, ha scritto “che non esiste nessuna solida evidenza empirica sugli effetti del divorzio sui figli” (che comunque non ha sfasciato la famiglia come temeva la Chiesa Cattolica), eppure nessuno si sogna di vietarlo”.

Molto debole è anche la tesi di chi pensa che il bambino cresciuto da una coppia omosessuale riscontrerà poi problemi a causa di una società che ancora non è pronta. Come dire che chi vive in famiglia situazioni differenti rispetto alla norma debba necessariamente viverlo come un trauma.

Il contesto sociale in cui il bambino cresce non è un dato di fatto immutabile, ma varia a seconda delle circostanze e dei valori culturali di una società.

Per un bambino, e questa è l’unica cosa che conta, è sempre preferibile crescere con buoni genitori in grado di instaurare con lui una relazione affettiva, qualsiasi sia il loro orientamento sessuale, piuttosto che vivere in un orfanotrofio.

Elia Dall'Aglio

Liberale eterodosso, laureando in scienze politiche. Mi interesso di politica, giornalismo, tennis.

18 Risposte

  1. Gianuario Cioffi

    Caro Elia,
    Rispetto la tua opinione, soprattutto perché hai specificato che sei a favore delle adozioni congiunte.
    Mi pare quindi di capire che tu non sia contrario alla stepchild adoption tout court, ma solo alla sua approvazione in assenza dell’adozione congiunta.
    A questo punto vorrei farti notare un piccolo problema: se per riconoscere il diritto di questi bambini ad essere tutelati dall’altro genitore (perché è di questo che parliamo) avessimo dovuto “aspettare” la riforma complessiva delle adozioni, con NCD che fa ostruzionismo fino al limite della vergogna (vedi ora Giovanardi e il patetico ricorso alla Consulta), probabilmente saremmo finiti alla prossima legislatura , e nel frattempo il genitore biologico sarebbe passato a miglior vita (è già successo, mentre noi siamo qui a discutere) condannando i bambini ad essere allontanati dall’altro genitore e essere dati in affido a parenti che non hanno mai visto (magari pure omofobi).
    È per questo che alcuni giudici hanno applicato (non forzato) la legge già esistente sulle adozioni, sai? Mi sembra strano che tu non lo dica.
    Tu dici “ma quei giudici così facendo hanno avvallato una pratica illegale” : cioè fammi capire, dopo aver letto su questo sito l’editoria le di un giovane che ce l’ha a morte con tutti i musulmani senza se e senza ma, ora mi arrivi tu che applichi la biblica legge “le colpe dei padri ricadano sui figli” ? Ma non eravate dei liberali?
    Cioè , non diamo per scontato di dare in adozione i figli dei carcerati, neanche camorristi, ma valutiamo caso per caso; e poi diamo in adozione i figli di due uomini gay senza valutare se abbiano procreato con una donna consenziente, magari andando in Austria dove per legge non si usa l’ovulo della donna, magari chiedendo aiuto alla sorella di uno dei due?
    “Sì”, mi dirai tu,” le colpe ricadono sui figli, perché non possiamo avvallare una tal barbara pratica!” E giù a nominare le filosofe femministe che, dopo la sbornia del ” il corpo è mio e lo gestisco io!” , hanno deciso che l’utero di ogni donna va iscritto nel demanio pubblico.
    Ma in fondo queste femministe non sono in contraddizione, visto che sono tutte marxiste e quindi abituate all’idea che ci sia un Leviatano più grande che campa schiacciando l’Individuo. Il marxismo non insegna a proteggere l’individuo, si limita a sostituire un leviatano con l’altro, il Capitale con lo Stato. Dopo tutto, non mi pare che l’URSS avesse risolto il problema dell’alienazione, anzi…
    Quindi credo che sarebbe più liberale valutare caso per caso ogni utero, e ogni coppia gay, senza fare di ogni erba UN FASCIO (ogni riferimento…).
    Ma soprattutto credo questo: che la politica, dentro e fuori dai Parlamenti, soffra di distacco dalla realtà : le si rimprovera di parlare di massimi sistemi, senza poi guardare al Paese reale, senza PREoccuparsi dell’esistente. L’ESISTENTE . Come i bambini che necessitano di stepchild adoption, che fossero anche tre in tutta Italia, esistono già , e non bastano 200mila persone al Circo Massimo per far finta di nulla. I bambini che le coppie adotteranno congiuntamente non esistono ancora in Italia, quelli che necessitano di Stepchild Adoption ci sono già , e non mi sembra corretto nascondere la testa sotto la sabbia quando li vediamo attraversare la strada.
    Di al tuo amico giudice che una magistratura che non tutela i caso limite, è una magistratura-boia di uno Stato-leviatano, uno Stato Imperialista. Uno Stato Fascista.
    Cordialmente,
    G.C.

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  2. dmitri

    Di al tuo amico giudice che una magistratura che non tutela i caso limite, è una magistratura-boia di uno Stato-leviatano, uno Stato Imperialista. Uno Stato Fascista.
    Questo sì che è argomentare.

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    • Gianuario Cioff

      Dmitri, te lo dissi già su LIBERNAZIONE , te lo ripeto qui: dirmi che non so argomentare, da parte tua non è un’argomentazione; se hai qualche argomento, lo dici, se no taci.
      Ma temo che tu non abbia argomenti, perché (proprio come su LIBERNAZIONE) ti sei aggrappato ad un’unica frase di tutto il mio scritto. L’ultima, per di più: già ti immagino mentre leggevi che tremavi dalla voglia di trovare una virgola fuori posto da rinfacciarmi. Perché non mi critichi nel merito? So che ne sei capace,ti aspetto.

      Rispondi
    • Gianuario Cioffi

      Dmitri, te lo dissi già su LIBERNAZIONE , te lo ripeto qui: dirmi che non so argomentare, da parte tua non è un’argomentazione; se hai qualche argomento, lo dici, se no taci.
      Ma temo che tu non abbia argomenti, perché (proprio come su LIBERNAZIONE) ti sei aggrappato ad un’unica frase di tutto il mio scritto. L’ultima, per di più: già ti immagino mentre leggevi che tremavi dalla voglia di trovare una virgola fuori posto da rinfacciarmi. Perché non mi critichi nel merito? So che ne sei capace,ti aspetto.

      Rispondi
      • dmitri

        Io non ti ricordo proprio, non dico che non sia accaduto. Troverò il tempo per argomentare.

  3. Pierpaolo Cecchi

    Hai scritto il solito articolo-bufala, la stepchild adoption del DDL Cirinnà è la stessa che c’è DA 33 ANNI per le coppie sposate.
    Allora se la stepchild porta a legittimare l’utero in affitto, fino ad oggi dove sei stato Dell’Aglio? Gli uteri in affitto delle coppie sposate vanno bene?
    Fammi il piacere…

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  4. Lorenzo Colovini

    mi permetto di aggiungere alcune considerazioni. Perché la stepchild adoption trovi applicazione devono essere verificate TUTTE le seguenti condizioni: 1) che il genitore omossessuale abbia un figlio 2) che abbia un’unione stabile (che la Cirinnà regola e secondo me è giusto, giustissimo, lo faccia) 3) che l’altro genitore del figlio sia morto (o sia scomparso). Ora, andando a guardare le varie fonti, le probabilità che si verifichino queste condizioni sono: 1) il 5% degli omossessuali ha un figlio 2) il 1,5% degli omosessuali vive in una coppia stabile 3) la probabilità nel 2014 che una persona muoia prima dei 60 (ho preso con una certa larghezza quest’età immaginando che fino ai 60 sia pensabile di avere un figlio minorenne) è del 25 per mille. Ora, partiamo dal dato di 3 milioni di omossessuali (ho preso la stima più larga possibile) nel nostro Paese. Moltiplichiamo 3000000 x 0,05 x 0,015 x 0,025 = 56 circa. Quindi stiamo parlando di qualche decina di casi (non certo del numero di 100.000 che è assolutamente folle). Ora, Gianuario Cioffi dice che anche che fossero 3 soli… la legge deve tutelare anche i casi limite. Forse è anche vero per carità in linea di principio ma la pratica e la realtà sono un’altra cosa. Non mi pare un numero tale da giustificare questo casino. Altresì è legittimo pensare che la disposizione di legge sulla stepchild adoption non sia per salvaguardare un numero così esiguo di casi (che possono essere salvaguardarti nella fattispecie specifica in mille modi) bensì consentire ad una coppia omossessuale di “farsi” un figlio e, nel caso di coppia maschile, di ricorrere evidentemente all’utero in affitto. Perché questo in realtà è sul piatto. Sarebbe allora più coerente e corretto prevedere anche questa pratica per legge. E su questa proposta verificare i numeri e l’adesione dei parlamentari. Per chiarezza, io sono contrario all’utero in affitto ma non mi scandalizza più di tanto… se ci fosse una maggioranza di parlamentari che la condivide, sarebbe da approvare. Ma appunto, avendo chiaro quello su cui si vota. Così facendo invece siamo nella condizione paradossale che si sta approvando un legge che, nella stragrande maggioranza dei casi in cui verrà applicata, sarà per sanare le conseguenze di una pratica che in Italia è illegale… ma ha senso tutto ciò? Inoltre chiedo lumi a Cioffi sul concetto di adozione congiunta. Mi pare di capire (mi corregga se sbaglio) che per adozione congiunta intende il caso in cui l’omossessuale compagno/a del padre/madre di un bimbo possa adottare il bimbo anche in vita dell’altro genitore naturale (appunto “congiuntamente” a questi). Il che mi sembra francamente fuori dalle realtà. Se oggi un uomo si risposa avendo figli dal primo matrimonio, forse che la sua seconda moglie adotta i suoi figli anche la vera mamma è ancora viva? Non capisco davvero.
    Infine, rispondo a Pierpaolo Checchi: quello che dici non sta in piedi. Certo che la regolamentazione della materia è la stessa già in vigore per le coppie etero. Ma queste non devono mica “necessariamente” ricorrere all’utero in affitto..

    Rispondi
    • Gianuario Cioffi

      Per adozione congiunta (joint adoption) intendo adozione “classica” di minori fino a quel momento esterni alla coppia (cioè biologicamente non sono figli di nessuno dei due componenti).

      Per dire: io e te ci sposiamo ( ❤️ ) e decidiamo di adottare.

      La stepchild adoption si applica solo quando il minore ha un UNICO genitore legalmente riconosciuto, quindi la legge attuale non implica gli scenari thriller stile “La mano sulla culla” che hai descritto .

      Né si può attendere, per effettuare la st. ad., che quel l’unico genitore legale crepi, perché come osserva Rehdon, se io e te siamo sposati e il tu hai la febbre, io ho IL DOVERE di andare a prendere il tuo figlio biologico a scuola, ma questo dovere , per essere tale , deve essere riconosciuto dallo stato come rapporto genitoriale .
      Né sarebbe adeguato un “affido prolungato” perché l’affido, per definizione, non è obbligatorio, per cui io potrei ricattare te con la minaccia di rinunciare all’affido del minore.

      Insomma, come puoi vedere la st.ad. è AL MOMENTO l’unica soluzione per tutelare questi minori.

      Anche se fossero tre.

      Rispondi
      • Lorenzo Colovini

        Caro Gianuario, nella risposta a Rehdon ho già cercato di chiarire il mio pensiero che evidentemente avevo illustrato male. Francamente, non capisco quali sarebbero gli scenari thriller che avrei descritto. Vedo comunque che concordi che la st. ad. si applica sono se c’è un solo genitore in vita (o legalmente riconosciuto) e mi pare ammetti che i casi siano pochi. Per te anche pochissimi sono sufficienti a giustificare la legge. Per me no. Qui sta la nostra diversità di opinioni.

  5. Rehdon Lofgeornost

    In altre parole, seguendo la logica dell’autore dato che una degli effetti pratici della libera circolazione di autoveicoli sulle strade è la morte e il ferimento di migliaia di persone, questa dovrebbe essere immediatamente vietata; ma non fermiamoci qui, vietiamo anche gli alcolici, perché com’è noto migliaia di persone ne abusano e incorrono in gravi patologie; e che dire delle Poste Italiane? è un noto “effetto pratico” che vengano usate per inviare lettere anonime, lettere minatorie, pacchi bomba etc.

    Il principale “effetto pratico” della stepchild adoption sarebbe che, se il figlio del mio partner si ammala, io potrei andare in ospedale e ricevere notizie, fare assistenza etc. come se fossi un parente; viceversa, se si ammala il mio partner, potrei essere io ad accompagnare il figlio a scuola, a parlare con i professori etc. Tutte cose che adesso NON sono possibili e che la legge Cirinnà permetterebbe, mettendo il partner in condizione di svolgere funzioni genitoriali.

    Andare a cercare UNA conseguenza negativa, peraltro legata a fattori indipendenti da quella che può essere la normativa italiana (= stati in cui è permesso l’utero in affitto), per bocciare IN TOTO questa legge mi sembra miope e pretestuoso, e del tutto contrario ai principi di responsabilità individuale che dovrebbero ispirare il pensiero liberale.

    Rispondi
    • Lorenzo Colovini

      Veramente non capisco le obiezioni di Rehdon. Forse sono io che non mi sono spiegato. Per punti:
      1) la prima parte delle obiezioni non mi sembra pertinente. Non ho mai detto che la st. ad. va proibita perché potrebbe avere anche ripercussioni negative (come mi sembra che tu abbia inteso con gli esempi volutamente paradossali che elenchi). Ho detto una cosa completamente diversa ovvero che la previsione della st. ad. è oggettivamente (come spero di aver circostanziato) funzionale ad una pratica che è ritenuta illegale. Ho anche aggiunto che volendo prevedere la st. ad. sarebbe stato più logico, corretto e coerente che la Cirinnà considerasse anche la possibilità dell’utero in affitto. Perché le due cose si tengono insieme. Certo, dirai, ma allora rischiava di non passare perché verosimilmente (ma non è detto) non avrebbe trovato la maggioranza. Bene, ma almeno le cose sarebbe state chiare. Tutto qui.
      2) non affatto detto che TUTTA la Cirinnà sia da buttare nel cesso. Anzi sono profondamente convinto dell’opportunità di consentire le unioni civili tra persone dello stesso sesso. E proprio per come dici tu perché ho un animo liberale
      3) in considerazione del punto 2), cade anche l’argomentazione dell’andare in ospedale, o a parlare con i professori, ecc. Forse che la seconda moglie di un padre separato non può andare a parlare con i professori del figlio di questo?

      Rispondi
      • Rehdon Lofgeornost

        Io invece non capisco la tua risposta, sei tu l’autore dell’articolo? se non lo sei, perché rispondi come se lo fossi?

        Venendo alle contro-obiezioni, anche queste lasciano un po’ a desiderare:

        1) che la stepchild adoption sia funzionale all’utero in affitto è solo una tua/sua/vostra illazione, tutta da dimostrare; l’articolo respinge questo punto citando gli effetti pratici negativi, ma come penso abbiano sufficientemente dimostrato i miei esempi sono tante le cose della vita che hanno conseguenze negative, e alle quali non rinunciamo; per quanto riguarda la produzione di leggi, queste devono riguardare il caso generale e solo in subordine cercare di prevenire gli effetti indesiderati: ogni altro metodo di azione è evidentemente illogico, perché in caso contrario basterebbe addurre qualche possibile effetto negativo per ogni disegno di legge e bloccare ogni iniziativa in un ambito specifico.
        2) L’animo liberale dovrebbe privilegiare i diritti individuali prima di pensare alle *possibili* conseguenze negative, peraltro sanzionate per legge già adesso, e dovrebbe anche essere *coerente*, magari, perché se adesso la stepchild adoption è possibile per le coppie eterosessuali, non si vede perché non dovrebbe esserlo anche per quelle omosessuali: forse che la turpe pratica è del tutto inimmaginabile per le coppie etero? Suvvia!
        3) Intanto bisogna che la legge sia approvata, perché al momento il partner sicuramente *non* può; in secondo luogo, mi sembra chiaro che la stepchild adoption esista proprio come tutela rafforzata del minore, a prescindere dall’esattezza di quello che tu scrivi: di nuovo, se fosse del tutto inutile perché esiste per le coppie etero? di nuovo, perché si vogliono negare alle coppie omosessuali gli stessi diritti delle coppie etero? Sarò eccessivamente malfidato, ma la mia impressione è che l’obiettivo sia proprio quello di negare questi diritti, con un pretesto o con un altro.

      • Lorenzo Colovini

        scusa, errore mio. Credevo che ti riferissi a me e non all’autore dell’articolo (come avevi anche scritto, quindi tutta colpa mia). Chiedo venia.
        Per il resto, vedo che è inutile insistere… ognuno ha le sue idee (peraltro non distantissime).

  6. Gianuario Cioffi

    Avviso ai commentatori :

    Vorrei portare alla vostra attenzione che la stepchild adoption si applicherà anche alle coppie lesbiche che, per ragioni che spero vi siano chiare, non necessitano praticamente mai di “uteri in affitto” .

    Ergo, non vedo perché per “colpire” i maschi gay ( danneggiando i loro figli) , si vada a rompere l’anima alle femmine lesbiche (danneggiando i loro figli) .

    Rispondi
  7. Pierpaolo Cecchi

    Colovini, ma che stai dicendo?
    La gran parte dei figli dei gay non viene dall’utero in affitto (una pratica utilizzata pochissimo, ovunque) ma viene da precedenti relazioni etero.
    La stepchild adoption serve per quei bambini.
    ED E’ LA STESSA STEPCHILD DELLE COPPIE SPOSATE, IDENTICA, che anche loro possono avere figli da precedenti relazioni di uno dei due o tramite utero in affitto.
    Allora perchè sulla stepchild e sugli uteri in affitto delle coppie sposate non avete detto un tubo per 33 anni?? IPOCRITI, IPOCRITI, IPOCRITI.

    Rispondi
    • Lorenzo Colovini

      scusa Pierpaolo, ma mi picco di sapere scrivere in un italiano corretto. O ho perso questa capacità oppure la passione obnubila il cervello… Che i figli degli omossessuali provengano da precedenti relazioni etero E’ ESATTAMENTE QUELLO CHE HO DETTO IO. Ed è appunto alla base del calcolo con cui stimo il numero dei casi in cui la st. ad. si applicherebbe che dico che questi casi sono pochissimi. Forse ti è sfuggito il fatto che una delle condizioni che pongo per il calcolo è proprio la morte dell’altro genitore naturale più chiaro di così… prima di scrivere, leggi. E proprio essendo pochissimi mi viene il dubbio che tutto sto casino sulla st. ad. non sia per tutelare quei pochi casi…
      E, visto che continui a ribadire lo stesso concetto, tento per un’altra volta di rispondere (senza pretesa di avere ragione eh?, solo per rispetto della logica).
      1) Nessuno hai mai detto niente sulla st. ad. delle coppie etero perché non c’è nulla di male sulla st. ad. (neanche per gli omo)
      2) ma poiché la st. ad. per gli omo si applicherebbe (adesso) ad un ristrettissimo numero di casi, viene il dubbio che l’insistenza per questo punto sia funzionale a rendere possibile da qui in avanti farsi il bambino (che non c’è ancora) tramite l’utero in affitto. Chiaro?
      3) poi su questa pratica puoi essere d’accordo o meno (io per esempio, pur non amandola non la trovo, diciamo, una pratica criminale) ma sta di fatto che in Italia è illegale
      4) last but not least: certo che anche le coppie etero possono ricorrere all’utero in affitto e per loro vale lo stesso ragionamento di valore (soggettivo) che vale per gli omo. Ma che c’entra?
      Ragiona! invece di insultare…

      Rispondi
      • Pierpaolo Cecchi

        La stepchild adoption non si applica solo in caso di morte dell’altro genitore, ma anche se questo sparisce dalla circolazione (come non di rado succede).
        Poi è vero, sono pochi casi (anche se io a dire il vero ne ho conosciuto uno) ma sono pochi casi anche per le coppie etero, non sono tanti i figli ancora minorenni con un genitore morto/sparito e l’altro risposato.
        E anche le coppie etero hanno i loro bei figli avuti con l’utero in affitto, ma la cosa per 33 anni non vi ha scandalizzato, non vi ha mai scandalizzato l’adozione di figli avuti con l’utero in affitto, ma da coppie sposato e non gay. Adesso, per i gay, improvvisamente vi svegliate. A chi volete darla a bere??
        Dire che sei un IPOCRITA non è un insulto, è constatare un dato di fatto.
        Nei vari Paesi dove hanno introdotto DA ANNI le unioni civili per gli omosessuali e con la stepchild adoption non si è avuta nessuna introduzione dell’utero in affitto e nessuna crescita di questa pratica, le tue preoccupazioni sono fasulle.

  8. Gianni Lanzi

    Qui ci sono due “eserciti” che si fronteggiano. Nessuno vuole fare un passo indietro e neppure di lato. Fossimo in grado di essere obiettivi dovremmo ammettere che ci troviamo di fronte ad un provvedimento pasticciato che rischia di rimandare ulteriormente la soluzione di un vero grave problema: il riconoscimento e la regolamentazione delle unioni civili.
    In questo paese si riscontra una progressiva radicalizzazione delle posizioni con tante minoranze che cercano di imporre i propri interessi alla collettività connotandosi via via come vere e proprie lobbies. Non è una buona cosa.

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