Ncd: Nuovo Clericalismo Demenziale

L’analisi del comportamento elettorale è stato l’argomento principale della mia tesi di laurea e spero possa diventare presto un argomento di ricerca. Ciò detto, tuttora non mi spiego come possa aver preso anche un solo voto una forza guidata da Angelino Alfano.

Leggendo le ultime notizie dal circo politico-mediatico, pare che Ncd abbia lanciato un’offensiva contro il progetto sulle unioni civili, la depenalizzazione droghe leggere e l’abolizione reato di clandestinità. Niente di nuovo, penserete. Corretto, ma è proprio questo il punto. Ci siamo abituati anche ad Alfano e sodali. Ma cos’è il Nuovo Centro Destra?

Le risposte possono essere svariate, ma la prima, la più automatica è: boh. O meglio, la risposta sarebbe indefinita se si andassero a cercare dei significati profondi nella vicenda politica di questo partito. Ma se andiamo ad osservare aspetti più mediocri e terra terra, di “realpolitik”, credo che la risposta sia la seguente.

Il Nuovo Centro Destra è un partito che esiste solo ed esclusivamente su quei voti, pochi ma decisivi, ricevuti nelle scorse elezioni. Evidentemente l’effetto sorpresa provocato da Alfano riuscì, all’epoca, a smuovere qualche elettore più ingenuotto e qualche capobastone centro-meridionale. In ogni caso, Ncd è un partito che coincide con il suo gruppo parlamentare. E oggi, in Parlamento, nonostante defezioni varie, questo soggetto rimane determinante per le sorti della maggioranza e del governo. Quindi Ncd è un partitino, fondato probabilmente su voto d’opinione e di scambio, con un enorme potere di ricatto parlamentare.

Al di là del peso alle scorse elezioni e del conseguente peso parlamentare, possiamo anche affermare cosa non è il Nuovo Centro Destra: non è accostabile a un centro-destra europeo, ma non è neanche accostabile al ridicolo centro-destra italiano. Perché è ancor più ridicolo, mica per altro.
Sta al governo con un suo teorico avversario. Non riesce ad allearsi con i suoi teorici compagni di area. Un giorno si trova d’accordo con alcuni, timidissimi, slanci progressisti del governo di centro-sinistra e poi, il giorno dopo, si scaglia contro questi provvedimenti. In altri termini stiamo parlando di una combriccola parlamentare, più che di un partito.

Una piccola banda di moderati paraculi, tanto per non andare per il sottile. Che, quando faceva comodo, si spacciavano per berlusconiani redenti e che oggi stanno di nuovo lì a supplicare Silvio e Salvini per le prossime elezioni. Oggi sono alleati di un governo “di larghe intese”, ma affermano, senza reticenze, che si trovano nell’esecutivo per “portare a casa le proprio proposte politiche”. Che, tradotto, vuol dire che o il Governo segue i diktat (!) alfaniani oppure la maggioranza e il governo cadranno. Un comportamento assolutamente ecumenico, non c’è che dire.

Ma l’aspetto più delirante di tutta la vicenda è la distanza tra la propaganda e il reale comportamento di questo partito. Per carità, tutti i partiti segnano un certo distacco tra il loro volto pubblico (o quello che vorrebbero far apparire come il loro volto pubblico) e il loro reale comportamento, ma l’Ncd è veramente un caso comico. Si tratta di personaggi appesi alle briciole del sottobosco governativo che però, pubblicamente, si lanciano in affermazioni e slogan dai toni perentori. Personaggi pronti a glissare su tutto, ma anche in grado di tirare fuori la propria vena clericale, securitaria e identitaria. Con relativi sghignazzi del pubblico pagante e dei colleghi.

Oggi Alfano e soci credono sia politicamente utile seguire il presunto riflusso conservatore dettato da alcuni fenomeni complessi (vedere al capitolo “Immigrazione”) o da alcuni presunti “vantaggi competitivi” nell’area moderata su alcune tematiche (resistenza all’introduzione dei diritti civili, proibizionismo e via discorrendo). Ma si ritroveranno in mano un pugno di mosche.

Perché mai un elettore di destra dovrebbe affidarsi agli slogan securitari di Alfano quando ha un tal Salvini, un personaggio in grado di stimolare così bene l’atavica morbosità dei “moderati” italiani verso il leader becero e decisionista, magari stivalato? E perché mai dovrebbe stare a seguire il clericalismo vecchio e stantio di questi quattro gatti, quando potrebbe affidarsi alla potenza di fuoco reazionaria sempre di Salvini o, per dire, al rigore fondamentalista di un Magdi Cristiano Allam o di un Mario Adinolfi? Perché mai un ex berlusconiano che non ha optato per il leader della Lega o che non si è rifugiato nel non-voto, dovrebbe votare Alfano invece che Berlusconi? Sono spacciati entrambi, e uno dei due, non il Ministro degli Interni, per quanto sia in decadenza rimane comunque un personaggio più carismatico dell’altro. Ma poi provate a immaginare una barzelletta raccontata da Alfano…

Insomma, è a questi personaggi (ma non solo) che rimangono appese alcune riforme timide, ma comunque migliorative rispetto allo status quo, del Governo Renzi. Rimangono appese al Nuovo Clericalismo Demenziale dei Giovanardi, dei Lupi, delle Lorenzin e di tutto il resto della combriccola. E la cosa che mi interesserebbe sapere è: saranno clericali, ma al clero, alla curia romana, al Vaticano, interessano Alfano e i suoi? Sono interlocutori politici affidabili? La Chiesa e lo Stato Pontificio saranno anche pronti a sfruttare qualsiasi crepa nelle scelte del governo non gradite, ma credo che si siano guardati bene dal lasciare le sorti delle proprie battaglie politiche in mano a Ncd.

A questo punto potreste chiedervi: “Ma se sono tanto inutili quanto ridicoli, perché hai dedicato loro un articolo?”. Devo essere sincero: non ne ho la più pallida idea.

Giuseppe Carteny

Laureato in Scienze di Governo, chitarrista liberale e aspirante politologo rock. O quantomeno blues. Militante di me stesso, per due anni attivista di Fare per Fermare il Declino. Ex membro della Direzione Regionale del Lazio e della Direzione Nazionale del partito. Cinico visionario, critico impenitente, anche di me stesso. Immoderato per vocazione.

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