Supplica per un uso migliore del libero arbitrio.

Questo è dedicato a chi telefona alla Zanzara per ricoprire Cruciani di insulti, a chi soffre di prurito alle mani e non resiste a dar il meglio del suo turpiloquio nei post altrui sui social Network, a chi riversa il proprio astio creativo e compresso su Twitter, a chi ha Berlusconi, Salvini o Renzi come amico su Facebook per sfogarsi verbalmente la domenica come ultras allo stadio, a chi scende in piazza contro, a chi lo ha più liberale, a chi ha il libretto delle istruzioni, a chi ha vite grigie, a chi l’amor più non fa da troppo tempo, a chi è superiore dalla nascita.
Dio ci ha donato del libero arbitrio perché cosa buona e giusta, talmente libero, pensate, che siamo liberi di utilizzarlo o meno.

La radio ha una manopolina (o dei tastini a seconda del modello) per cambiare canale, i numeri sul telecomando hanno il medesimo scopo, su Facebook c’è la possibilità di smettere di non ricevere aggiornamenti come su Twitter e nella vita c’è la possibilità di dire no.

Che liberali o ribelli siete, come potete pretendere di dimostrare superiorità intellettiva, morale o maggior efficienza se perfino nel piccolo anziché lavorare per proporre un proprio modello e dimostrarne i vantaggi perdete energie, concentrazione, tempo, denaro, fegato e nervi a insultare il prossimo e a cercare di convincere chi pensate esser cretino di essere tale? Quale sforzo più inutile?

Inoltre è dimostrato che alimentare le ossessioni dando importanza a ciò che non merita finisce per farle crescere fino ad esserne sovrastati. Scriveva Oscar Wilde tra le tante frasi per i cioccolatini “Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli.”

Quindi, un consiglio, tra persone di medio intelletto, per carità, per migliorarsi la vita e far sì che le cose non importanti finiscano nel loro meritato oblio, questo libero arbitrio… U-SA-TE-LO.

Daniele Spera

Nato nel 1984 tra i campi lombardi, se è vero che vivere a Bergamo essendo nato a Brescia con origini campane è più complicato di quello che dovrebbe essere per un italiano è anche vero che questo mi ha portato a vedere i mille pregi, difetti, ipocrisie e potenzialità che ha questo Paese. La musica è una delle mie grandi passioni, ho iniziato a suonare in qualche formazione per poi passare all’organizzazione di concerti e serate e questo mi ha permesso di conoscere un sistema economico/sociale che per quanto piccolo rispetto al sistema Paese, o ad altri settori, ne è un ennesimo specchio che ne rifletta altri tutti composti da eroi, baroni, dal merito, da un ostentato perbenismo, da mood e da status sociale.
L’Italia ha un forte bisogno di scoprire il suo essere liberale, per me è solo questione di buon senso, è la mia norma, ma dato che ciò che è norma lo decide la maggioranza, ora come ora sono fortemente immoderato.

A proposito dell'autore

Nato nel 1984 tra i campi lombardi, se è vero che vivere a Bergamo essendo nato a Brescia con origini campane è più complicato di quello che dovrebbe essere per un italiano è anche vero che questo mi ha portato a vedere i mille pregi, difetti, ipocrisie e potenzialità che ha questo Paese. La musica è una delle mie grandi passioni, ho iniziato a suonare in qualche formazione per poi passare all’organizzazione di concerti e serate e questo mi ha permesso di conoscere un sistema economico/sociale che per quanto piccolo rispetto al sistema Paese, o ad altri settori, ne è un ennesimo specchio che ne rifletta altri tutti composti da eroi, baroni, dal merito, da un ostentato perbenismo, da mood e da status sociale.
L’Italia ha un forte bisogno di scoprire il suo essere liberale, per me è solo questione di buon senso, è la mia norma, ma dato che ciò che è norma lo decide la maggioranza, ora come ora sono fortemente immoderato.

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