I deliri post-Colonia

Police officers patrolling just outside of Cologne Main Station in Cologne, Germany, 06 January 2016. After the events of New Year's Eve when dozens of women were attacked in the area, the police have bolstered their presence at Cologne Main Station. Photo by: Oliver Berg/picture-alliance/dpa/AP ImagesA Colonia, la notte di Capodanno, dei maniaci hanno molestato sessualmente 653 donne, o perlomeno questo sarebbe il numero di coloro che attualmente hanno sporto denuncia.

Lo so, lo so. Sembra assurdo poter raccontare questa vicenda senza che venga condita da folli teorie e miserevoli giustificazioni, non fosse perché i media ci hanno abituati a due prese di posizione forti, radicali, decise.

Da una parte ci sono i populisti, che continuano a raccontare al mondo, vista la loro decennale esperienza nei paesi arabi, come laggiù non si possa vivere civilmente, che sia normale abusare delle donne e che “pensa che frustrati devono essere visto che le vedono sempre coperte”.

Il populista sostiene che il Corano insegni ad uccidere, e quando gli fai notare che dovrebbe quantomeno parlarne con un musulmano prima, ti risponde: “Ok, manda tua madre e tua sorella a farsi stuprare dagli immigrati”.

Il dialogo medio che si tiene con loro non si può considerare tale perché ad ogni tua domanda corrisponde una macabra suggestione, tipo:

“Fatti rubare la macchina”

“Fatti rubare in casa”

“Vai da loro a mostrare una croce”

“Fai stuprar loro tua madre e tua sorella” (già citata, ma rimane la mia preferita e colgo ogni occasione per ricordarla)

È un po’ come se ti ordinassero di soffrire. Come se stessi parlando con uno per strada di come guarire il cancro, dicendo che però non è che tutti ce l’hanno per fortuna, e questo ti risponde: “Be’, fattelo venire, poi vediamo”.

Spesso se ne vengono fuori – ma dipende dal periodo e dalla percentuale di immagini televisive mostranti immigrati che arrivano, sudici, sui barconi – con sentenze come:

“Spariamo ai barconi”

“Aiutiamoli a casa loro”

“Sganciamo un’atomica dal Marocco all’India”

I populisti sono i figli dei clic di Facebook, quelli che pensano che con un “sì” e un “no” si possano cambiare statuti, costituzioni, accordi internazionali. Quelli che davvero credono che Salvini al governo modificherà tutti i trattati sui rifugiati, senza sapere che è materia dell’UE e che gli stati membri, in special modo l’Italia, contano meno delle Goleador che il tabaccaio ti regalava con le figurine Panini.

Sono anche gli stessi che condividono le bufale di blog che vengono chiusi un giorno sì e uno no per abuso di credulità popolare: del tipo che prendono da Google Immagini la foto di un tizio a caso con la faccia maciullata, magari perché strafatto fuori da un locale ci ha provato con la donna di qualcun altro, e scrivono che un tunisino l’ha picchiato e ha violentato la sua ragazza. Boom di condivisioni e ignoranza che dilaga.

“Sì”, risponderanno ora, “ma i fatti di Colonia sono veri, mica inventati. Ok, abbiamo semplicemente detto che antropologicamente gli islamici sono più portati a stuprare e con queste violenze collettive ci stanno colonizzando. Che c’è di male?”

C’è che l’eugenetica e l’antropologia razziale, termini che fortunatamente oggi conosciamo quanto Gasparri conosce Jim Morrison, erano le basi “scientifiche” del colonialismo dell’800 e delle leggi razziali degli anni ’30. Ci avevano scritto su un mattone di 700 pagine chiamato “Mein Kampf”, che ha anche contribuito a far sparire dal pianeta 6 milioni di persone.

Allora, penserete: ci vuole un’opposizione forte e intelligente. Bisogna risolvere la questione andando al nocciolo del problema. Come? Cercando di elaborare un piano vero di integrazione? Stabilendo limiti umani alla migrazione di massa? Agendo da UE e non da gruppo elitario di supernazioni che pensano ai fatti propri?

No, abbiamo fatto di meglio: abbiamo dato la colpa all’Occidente per come tratta le donne e ne mercifica il corpo. 31 persone vengono arrestate perché colpevoli di molestie di gruppo nella stessa sera e noi ci siamo preoccupati di quanto le tette di Belen Rodriguez fossero un cattivo esempio per la cultura italiana della parità dei sessi.

Ed ecco che la schiera di femministe incallite si schiera contro l’uomo e la sua cultura occidentale. Non si azzarda a pronunciare la parola “migranti”, o in qualche caso la fa scivolare all’ombra della frase principale, per non dargli troppo peso.

Lea Melandri puntualizza: «È chiaro che in questo caso c’è una componente (il 90% ndr) che riguarda i migranti e la loro integrazione ma facciamoci caso, ancora una volta l’odio si manifesta contro il corpo delle donne, originaria forma di dominio che riguarda la relazione fra i sessi».

Il/la Presidente/Presidentessa/Presidenta della Camera Laura Boldrini – una che è capace di rimanere dieci minuti a discutere con un deputato perché non ha usato l’articolo femminile nel rivolgersi a lei – alla notizia di una molestia di gruppo perpetrata a centinaia di donne nella città che proprio lei aveva elogiato come luogo simbolo dell’integrazione, si limita ad un tweet in cui afferma di sperare che la polizia tedesca trovi gli uomini che si sono resi protagonisti di questa “mancanza di rispetto”.

Capito? La donna che accusava la tradizione linguistica italiana di calpestare il genere femminile per colpa di un articolo prima del nome, che invia montagne di lettere al segretariato della Camera ordinando ai deputati di usare il femminile e non il maschile parlando di ruoli istituzionali, di fronte a molestie, palpeggiamenti e aggressioni parla di “mancanza di rispetto”.

E che dire dei:

“Ma in Italia ci sono più femminicidi!”

“Le nostre nonne venivano trattate in questo modo”

“Nell’Antica Grecia le donne non contavano nulla, eppure è la culla della nostra cultura” (sì, 2500 anni fa)

“Noi nel Medioevo bruciavamo le streghe” (appunto, nel Medioevo)

Possiamo chiederci, almeno una volta, se sia davvero necessario dover apparire a tutti i costi tolleranti o, al contrario, tornare alla xenofobia per risolvere i problemi dell’Europa?

Non possiamo affermare, senza vergognarci, che l’UE abbia gestito in modo pessimo il problema dei migranti, che determinati stati ne hanno accolti in sovrannumero e senza un piano per veicolarli all’interno della società? Che tutto questo qualche problema lo stia creando? Non possiamo anche pensare ad una soluzione che non sia ributtarli in mare o radere al suolo i loro paesi d’origine?

Perché il nazionalismo estremo ha già fatto abbastanza danni nel mondo, e di tolleranza ne abbiamo avuta fin troppa, specie leggendo le scemenze alle quali ci avete sottoposto negli ultimi giorni.

Antonio Megalizzi

Ho un curriculum su LinkedIn e il dovere morale di fargli conquistare un numero decente di visite.

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