Il rumore dei nemici

Facevo ancora il ginnasio quando Josè Mourinho spadroneggiava nelle conferenze stampa, davanti a una platea di giornalisti (semi)adoranti. Dopo aver vinto uno scudetto in poltrona, il portoghese si appresatava a cominciare una stagione che nessuno immaginava avrebbe portato il Triplete (per la disperazione di noi milanisti) e che sembrava destinata a fare da fotocopia alla stagione precedente: scudetto vinto senza veri avversari. Probabilmente per questo motivo Mourinho, temendo un calo di tensione nella sua squadra, cominciò a compattare l’ambiente utilizzando una delle sue tante fortunate espressioni: il “rumore dei nemici”. Effettivamente nemici molto più immaginari che reali. Una tattica nota in molti manuali di strategia, compreso il più famoso di tutti: quello di Sun Tzu.

Ecco, il clericalismo è stato abile nel percorrere lo stesso sentiero. Pensiamo a una banalità come il crocifisso in classe. La croce è un simbolo religioso (storico, culturale, quel che volete, ma principalmente religioso), l’Italia è (grazie a Dio) uno Stato aconfessionale, ergo sarebbe assurdo l’obbligo di mettere il crocifisso in un luogo pubblico come le aule scolastiche. Viceversa sarebbe da Paese ateo, e non laico (e quindi in un certo senso comunque confessionale) il divieto di mostrare o appendere simboli religiosi. Una follia liberticida tipica dei Paesi comunisti, per fortuna sempre meno. Sembrerebbe una questione semplice, no? Effettivamente lo è. Bene, il clericalismo è riuscito a far diventare opinione comune fra molte persone anche non ideologicamente cattoliche che i laicisti vogliano togliere il crocefisso per “rispetto” nei confronti dei musulmani. Cioè per assecondare una loro intolleranza e quindi favorire un’invasione culturale. Straordinario: la Chiesa ha già perso da anni il monopolio sulle coscienze, ci troviamo a discutere di problemi che riguardano l’ABC della laicità, sembrerebbe un discorso già chiuso. Allora si trova un nemico comune contro cui compattarsi. Una minaccia da cui difendersi tutti insieme, e chi rema contro è complice dell’invasione.

Potremmo dire la stessa cosa per l’omosessualità. Una questione ormai risolta e accettata dalla società: l’omosessuale non è un malato, non è necessariamente un perverso (almeno non più di quanto lo siamo tutti noi), ogni persona ha la facoltà di amare chi vuole (se si tratta di persone adulte, consenzienti… solita solfa) e di decidere per questo con chi passare la vita. Per tali ragioni in tutti i Paesi occidentali sono stati previsti dei percorsi di certificazione e riconoscimento anche per queste relazioni, al fine di garantire anche per loro una tutela alla stabilità affettiva. Semplice no? Non parlo delle adozioni, questione già più complessa, mi riferisco all’ABC dei cosiddetti diritti civili degli omosessuali. Anche in questo caso, battaglia già conclusa. Ecco: il clericalismo e il conservatorismo più obsoleto, non potendo più attaccare direttamente l’omosessualità sono riusciti a mettere in piedi una crociata contro i mulini a vento, che ha ormai assunto i tratti di una psicosi collettiva. La famigerata ideologia gender, ovviamente. Altro nemico immaginario, altro invasore, altro stupratore e corruttore dell’innocenza di poveri fanciulli. E minatore, of course, delle radici della nostra società. Compattiamoci e facciamo fronte comune: chi rema contro è complice del nemico.

Se la questione della croce in classe fosse davvero solo una demenziale prostrazione all’intolleranza di alcuni musulmani, fosse per me tappezzerei le aule di crocifissi. Se la scuola pubblica fosse davvero una fabbrica per far diventare froci tutti quanti i nostri figli credo che metterei gli stessi a studiare in un collegio di suore calviniste (esistono?). Ma per fortuna “le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle” e in questo caso si tratta davvero di caccia alle streghe dal basso e di ottima strategia di creazione del consenso e compattazione dell’elettorato dall’alto.

Ma a voi chiedo: se, in un futuro non troppo lontano, l’islam diventasse davvero la religione maggioritaria e, sostenendo di essere la cultura principale, si mostrasse insofferente nei confronti delle minoranze, pretendendo di imporre le sue tradizioni e i suoi simboli; se in un mondo parallelo (e, immagino, distopico) gli omosessuali fossero la maggioranza e si procreasse solo tramite dolorosissimi rapporti anali (scusate ma sull’ideologia gender non riesco a rimanere serio) e a voi non fosse consentito di riconoscere il rapporto con la persona (dell’altro sesso) che amate, in quanto non procreativo, voi a quali valori vi appellereste?

Laicità dello Stato, libertà di coscienza, riconoscimento di diritti civili: si chiamano così. Segnatevelo, ché in futuro vi saranno utili.

Stefano Leanza

Nato a Milano un ventennio fa, studio Giurisprudenza a Roma. Penso liberale e scrivo di giustizia e garantismo. Blogger per hobby, sono appassionato di giornalismo politico e sportivo.

1 risposta

  1. Gianuario

    Ma lo sai che tu e gli altri colleghi di questo sito siete riusciti a farmi diventare liberale? Io che tre anni fa votavo Sel !!
    Siete dei grandi, vi voglio bene, continuate così !

    Rispondi

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata