Rassegna stampa: legge di Stabilità, lodo Moro, tare italiche ed alcuni buoni esempi

Durante la scorsa settimana non sono mancate notizie dai principali teatri di crisi: la proposta formulata dall’inviato dell’ONU Bernardino Leon alle parti libiche per giungere alla formazione di un governo di riconciliazione; le 47 vittime in 3 settimane della cosiddetta “intifada dei coltelli”, perpretata da palestinesi, quasi sempre molto giovani, nei confronti degli israeliani di religione ebraica; la crescente tensione in Turchia dopo l’attentato ad Ankara del 10 Ottobre, costato la vita a 102 persone; le frizioni fra Russia e Turchia a causa delle operazioni aeree condotte dai russi in Siria; le difficili situazioni in Iraq e Afghanistan, con i rispettivi governi incapaci di controllare gran parte dei propri territori. Selezioneremo nelle prossime settimane gli articoli dedicati a questi complessi teatri. Questa settimana abbiamo deciso di dare rilievo ad una nota scritta da Enzo Raisi sulla storia (e l’attualità?) dei rapporti fra Stato italiano e l’OLP. Raisi ha riassunto i termini del “Lodo Moro“, il patto non scritto stipulato tramite il colonnello Stefano Giovannone -negli anni Settanta capo centro del SISMi a Beirut- con il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina (l’ala marxista dell’OLP): “mai più attentati in Italia, ad esclusione di beni e persone americane ed ebree, in cambio di un lasciapassare per le armi ed esplosivi che l’Fplp deteneva in Italia, e che da qui distributiva al resto dei gruppi terroristi europei della galassia dell’estrema sinistra e del terrorismo arabo palestinese.“. Questa vicenda è ritornata all’attenzione in seguito alla desecretazione di un rapporto inviato dal colonnello Giovannone ai suoi superiori a Roma.

Numerosi i commenti dedicati alla legge di Stabilità e ad alcuni provvedimenti annunciati dal governo (abolizione dell’IMU, canone RAI inserito nelle bollette dell’energia elettrica, tetto dei pagamenti in contanti elevato a 3000 euro). Il quadro più aderente alla realtà, in base ai testi che sono filtrati, è quello dipinto da Paolo Mauro per lavoce.info: “La legge di Stabilità 2016 appena presentata dal governo costituisce l’ennesimo rinvio al domani delle correzioni alla spesa pubblica che si sarebbero dovute fare ieri. Il governo promette tagli alle tasse senza che a questi corrispondano sufficienti riduzioni di spesa. Ancora una volta le conclusioni di una spending review vengono in gran parte accantonate.”. Eppure i buoni esempi di politica economica non mancano: oltre a quello del Canada citato da Mauro, c’è l’Irlanda che ha ripreso a crescere dopo anni di austerity.

Altri articoli riguardano Roma dopo le dimissioni del sindaco Marino, la “privatizzazione” di Poste Italiane, la vicenda Volkswagen e l’assegnazione del premio Nobel per l’economia ad Angus Deaton.

That’s the press, baby! Buona lettura.

“Il livello di spesa pubblica appropriato dipende anche da quanto un paese si può permettere. Non a caso, come motto per la revisione della spesa mi è stato suggerito un vecchio adagio cremonese: ‘Se se pol mia, se fa sensa’, ovvero: se non si può, si fa senza.”

Carlo Cottarelli, commissario straordinario per la Revisione della spesa dall’Ottobre del 2013 al Novembre 2014

 

Legge di Stabilità

Se la legge di Stabilità dimentica la spending review di Paolo Mauro – lavoce.info
Matteo Laffer e il deficit della felicità di Mario Seminerio – Phastidio.net
Lo strano caso dell’abolizione dell’IMU di Giulio Zanella – Noise from Amerika
Tetto al contante: un falso mito molto popolare di Oscar Giannino – Leoni Blog /
Un segnale criptato per battere l’evasione del canone Rai di Pierluigi Sabbatini – lavoce.info

Conti che non tornano

Regione Sicilia, un esercito di dipendenti di Giulia Cortese – Blog di Giulia Cortese e Daniel Mateo-Montalcini
Il buco nero degli ospedali: ecco la mappa degli sprechi di Paolo Russo – La Stampa

Tare italiche

La Nazione sul piano inclinato di Michele Ainis – Corriere della Sera
La trasparenza in ritardo e l’escamotage in tempi record di Pierluigi Battista – Corriere della Sera
Classi dirigenti, quel vuoto da colmare in politica di Giovanni Sabbatucci – Il Messaggero
Addio federalismo, anche se non ti abbiamo mai conosciuto di Carlo Lottieri – AffariPubblici.org
Perché in Italia la legge tutela la pubblica amministrazione anche quando hanno ragione i cittadini di Rocco Todero – Il Foglio
Il “lodo Moro”, cos’era o cos’è? di Enzo Raisi – Modernizzare l’Italia

Roma (e i romani de Roma)

Sono cose dei romani, punto di Giuliano Ferrara – Il Foglio
Rifiuti, clacson, multe non pagate: il problema di Roma è chi ci vive di Mattia Feltri – La Stampa
Roma, i suoi attori e la monnezza della Redazione – Il Foglio

Buoni esempi

L’Irlanda cresce più del 6% e dice addio all’austerity: meno tasse e più benefit di Michele Pignatelli – Il Sole 24 Ore
Why Estonia is a country for the future di Richard Rahn – The Washington Times

Il core business di Poste Italiane e l’offerta pubblica iniziale

Post apocalypse – The Economist

Dieselgate

Quanti fallimenti nella vicenda Volkswagen di Federico Boffa e Diego Piacentino – lavoce.info

Nobel per l’economia 2015

Il Nobel per l’economia ad Angus Deaton di Tullio Jappelli – lavoce.info

Uno degli articoli peggiori della settimana

Economia, è un Nobel di destra? di Federico Rampini – la Repubblica

Luca Mosè Sanna

Ingegnere delle telecomunicazioni, lavoro nell'area tecnica di un operatore di servizi di telefonia e Internet. Sono stato fra i promotori del Comitato Fermare il declino "Luigi Einaudi" - Siena: girando l'Italia per le varie iniziative di Fermare il declino ho conosciuto tanti amici in gamba iscritti al Partito Liberale Italiano, a MIT-Modernizzare l'Italia, ai Radicali e a tanti altri partiti e associazioni della numerosa -purtroppo solo in termini di sigle- galassia liberale. Mi piacerebbe che i liberali italiani riuscissero a "fare squadra" e mi adopero affinché questo desiderio non rimanga un sogno.

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