La casalinga di Voghera è morta

Tutti la conoscevano, nessuno l’ha mai vista. La casalinga più famosa d’Italia si è spenta due giorni fa, dopo una lunga malattia. I funerali si sono svolti nella sua città natale, con un fiume di persone presenti alle esequie. Politici, giornalisti, scrittori, filosofi, privati cittadini di ogni estrazione e da ogni parte d’Italia.

“Ricordo ancora quando la nominai la prima volta. – ci racconta la signora Rossella – Non mi ero mai interessata di politica fino ad allora, ma quella sera feci un figurone durante una partita a Burraco.”. Marco, studente universitario di scienze politiche, ci confessa: “Non so cosa dire. Mi mancano le parole. Lascerò la politica per tornare a parlare di fica e pallone”. Un editorialista di spicco, che preferisce rimanere anonimo, è sconsolato: “È una disgrazia. Dovrò tornare a fare il mio mestiere.”.

Gli onorevoli impettiti sono in fila per le loro dichiarazioni lampo davanti alle telecamere. Cordoglio, vicinanza alla famiglia, una grave perdita per il Paese. I membri dell’opposizione accusano il governo di non aver fatto abbastanza per le casalinghe. Il governo accusa l’opposizione di strumentalizzare una tragedia. Un retroscenista conferma: “C’è il rischio di una crisi di governo”.

Intanto, in fondo, verso l’uscita, cinque persone, venti spillette e una sedia. Pl, Pvl, Plmpl, Lm, Ll, Lf, Al, Pnl, Pfl, Lar, Lll, Lo, Bl, El, Li, Tl, Lr, Laop, Lt, L?p*. “Se fossimo riusciti a parlarle avremmo fatto faville!” urla uno di loro, prima di mollare un cazzottone a un altro. “E invece siamo stati troppo autoreferenziali e litigiosi” chiosa un altro, prima di stordire un suo contendente con una copia rilegata in pelle de La Ricchezza delle Nazioni di Adam Smith.

Oggi il Parlamento, a Camere riunite, dedicherà un minuto di silenzio allo stereotipo più abusato della politica contemporanea. Parteciperanno alle commemorazioni alcuni colleghi della povera casalinga: zingari, buonisti e l’Italiano Medio. Si vocifera che sarà presente anche il Signor Rossi. Successivamente i lavori in aula riprenderanno con il voto di fiducia posto dal governo sul “decreto scontrini”.

Atteso anche un messaggio del Presidente della Repubblica a reti unificate. “Sarà un messaggio rassicurante” ci assicurano fonti interne al Quirinale. “Il Presidente garantirà ai cittadini che la politica tornerà ad essere il regno dei luoghi comuni. Non c’è nessun pericolo. La classe dirigente del paese, carta stampata e mondo accademico non hanno motivo di preoccuparsi”.

 

*Partito liberale, Partito veramente liberale, Partito liberale ma proprio liberale, Liberali marxisti, Liberali liberticidi, Liberali forcaioli, Alleanza libertaria, Partito nazional-liberista, Partito federal-liberista, Liberali all’acqua di rose, Liberali laici latitanti, Liberali ortodossi, Brigate liberali, Essere liberali, Liberali inerclassisti, Trazione liberale, Liberali rossi, Liberali amici degli orsi polari, Liberali trascendenti, Liberali? Poesse.

 

 

Giuseppe Carteny

Laureato in “Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica” alla LUISS Guido Carli di Roma, è dottorando in “Political Studies” all’Università degli Studi di Milano, dove si occupa principalmente di analisi quantitativa dell’opinione pubblica e del comportamento politico. Awardee della “Taiwan Fellowship 2017”, si interessa di sistemi politici, processi democratizzazione e geopolitica dell’Estremo Oriente. Tra i suoi maggiori interessi figurano anche lo studio dei processi elettorali, dei sistemi partitici e la teoria delle relazioni internazionali.

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