Rassegna stampa: una settimana ideale per un manuale di giornalismo

Quest’ultima settima di informazione su carta e su internet potrebbe essere presa come esempio per un qualsiasi manuale di giornalismo e discipline collegate. Breaking newsdeveloping newscontinuing news,… c’è tutto. Dal precipitare della crisi della giunta Marino, passando per la riforma del Senato, arrivando al quadro mediorientale, uno studente interessato alle teorie e alle tecniche del giornalismo questa settimana troverebbe molti esempi concreti delle nozioni precedentemente citate, ma non solo.

In ogni caso, tralasciando la nota didattica, la settimana sulla stampa cartacea e online è stata segnata, appunto, da tre notizie: le dimissioni del sindaco di Roma; l’evoluzione, se così si può dire, della principale area di crisi dei nostri giorni, il Medio Oriente; altre notizie di politica interna e in particolare il cammino della riforma del Senato.

Sul primo tema inutile approfondire: i commenti su Marino e la crisi politica di Roma Capitale si sprecano. Nonostante un panorama di opinioni abbastanza frastagliato sull’intera vicenda, tutti i commentatori concordano su un punto: l’ex (?) sindaco di Roma non è riuscito a gestire la sua sindacatura a livello amministrativo e politico. La telenovela, tuttavia, è tutt’altro che finita, in particolare se si guarda ai rapporti tra Marino e il suo partito di riferimento, il Pd. Inevitabile poi come la morte il totonomi dei possibili candidati alle prossime elezioni comunali.

Per quanto riguarda la crisi siriana, le notizie si sono coagulate intorno a due argomenti: il possibile intervento militare italiano in Iraq; la situazione politica in Turchia. Sul primo punto, si rincorrono voci su un eventuale intervento e le possibili modalità dello stesso sul territorio iracheno; dopo le prime notizie, che davano per certo l’intervento italiano, i media hanno virato su posizioni meno ineluttabili. Sulla questione turca si trovano poi articoli molto interessanti, utili a capire la situazione politica interna di questo paese centrale, prossimo alle elezioni, per gli equilibri di quest’area geografica martoriata e caotica.

Per ciò che concerne la politica interna, infine, le notizie si sparpagliano su vari temi, riconducibili agli equilibri e alle condizioni degli schieramenti politici, in particolare il centro-destra, e alla partita per la riforma del Senato.

Questo e altro nella rassegna stampa immoderata di questa settimana.

That’s the press, baby!

«Un vero giornalista spiega benissimo quello che non sa»
Leo Longanesi

La crisi di Roma e le dimissioni di Ignazio Marino

Marino sepolto sotto le macerie di Roma di Marco Damilano – l’Espresso
Non è politica, è Roma. E lo sarà anche per chi verrà dopo Marino di Giordano Masini – strade
L’usato sicuro sarebbe Rutelli di Domenico Cacopardo – Italia Oggi
La strampalata lettera del moralista peccatore e il catalogo dei mattoidi di Francesco Merlo – francescomerlo.it

Siria, Turchia e Iraq: il caos mediorientale

L’Italia pronta a bombardare Isis in Iraq. La difesa: ipotesi da valutare di Franco Venturini – Corriere della Sera
Un despota alleato inevitabile di Paolo Mieli – Corriere della Sera
La maledizione di Obama: ora il ritiro entro il 2016 diventa quasi impossibile di Paolo Mastrolilli – La Stampa
I troppi nodi irrisolti dietro all’inferno turco di Antonio Ferrari – Corriere della Sera
Erdogan, le elezioni, i curdi e la Siria. I quattro nodi per capire la Turchia di Monica Ricci Sargentini – Corriere della Sera

Politica interna e riforma del Senato

Il futuro senato pieno dei politici peggiori di Tino Oldani – Italia Oggi
Il centrodestra italiano, senza leader né idee di David Allegranti – Linkiesta
Politici e vitalizi, l’ipotesi di una sforbiciata da 100 milioni di Sergio Rizzo – Corriere della Sera
Alemanno, Fitto & Co. Tutte le assoluzioni silenziate di Francesco Damato – formiche
Altre notizie

Portogallo, la vittoria a metà del centrodestra di Federico Fornaro – Linkiesta
«Con Chavez ci siamo illusi, ma il Venezuela è in rovina» di Davide Vannucci – Linkiesta
Patto anti-attentati con i Palestinesi. Ecco la prova dell’accordo segreto di Gilberto Dondi – QuotidianoNet

 

Giuseppe Carteny

Laureato in Scienze di Governo, chitarrista liberale e aspirante politologo rock. O quantomeno blues. Militante di me stesso, per due anni attivista di Fare per Fermare il Declino. Ex membro della Direzione Regionale del Lazio e della Direzione Nazionale del partito.
Cinico visionario, critico impenitente, anche di me stesso. Immoderato per vocazione.

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