Chi ha vinto in Catalogna?

Domenica scorsa si sono tenute le elezioni in Catalogna per eleggere i deputati che sederanno nel “Parlament”. Si è trattato più che altro di un referendum sull’indipendenza dalla Spagna, ormai l’unico argomento attorno al quale ruota la politica locale.

Junt por el Si, la lista composta da CiU (Convergencia y Uniò, il partito del presidente uscente Artur Mas), ed Erc (Esquerra Republicana) è arrivata al 39,54%, mentre l’altro partito independentista CUP (Candidatura d’Unitat Popular) all’8,20%. Queste due liste insieme non raggiungono il 50%, ma grazie alla legge elettorale il totale dei deputati è pari a 72 su un totale di 135, raggiungendo così la maggioranza assoluta. Da notare che CiU ed Erc hanno perso consensi rispetto al passato recente.

Insomma, meno di 1 catalano su 2 è a favore dell’indipendenza. Bisogna inoltre tenere presente che il presidente di CUP Antonio Baños (comunista, anticapitalista, femminista e chi più ne ha più ne metta) aveva dichiarato prima delle elezioni che per continuare il processo di indipendentismo serviva almeno il 50% + 1 dei voti, cosa che non è avvenuta. Non è quindi certo l’accordo tra le due liste.

C’è da sottolineare la grande crescita di Ciudadanos, che passa dall’avere 9 deputati a 25. Non male per un partito nato durante il “picco del catalanismo” e che da 7 anni ripete che “Catalunya es España”.

Adesso gli scenari sono diversi: non è ben chiaro né se ci sarà davvero una maggioranza, né se, nel caso ci fosse, questa riuscirà davvero ad avviare il processo indipendentista, peraltro non previsto dalla Costituzione spagnola.

Il piano di Mas e Junqueras (Erc) sarebbe quello di uno Stato di Catalogna all’interno dell’Unione Europea, probabilmente con la propria moneta. L’UE dal canto suo ha ribadito più volte che il processo di adesione non sarebbe immediato, servirebbero anzi anni, come accade con qualunque paese che richiede l’ingresso. Trovo quindi “campate per aria” alcune considerazioni lette sui quotidiani italiani e sentite da qualche politico ex secessionista ed ex padano, secondo le quali l’UE starebbe “ricattando” la regione spagnola: non è affatto così, ha solo ricordato che ci sono delle regole e queste vanno rispettate, non ha mai escluso una possibile adesione in futuro.

Ho deciso di non parlare della questione indepentista in sé, ci sarebbe da scrivere un libro intero. Per chi fosse interessato, invito a leggersi degli scandali che hanno coinvolto di recente uno dei padri del “catalanismo moderno”, Jordi Pujol (qui link a wikipedia), presidente dal 1980 al 2003; invito inoltre a verificare qualche dato macro economico sulla Catalogna e raffrontarlo con altre comunità autonome: sono davvero gli unici a “mandare avanti” la Spagna?

Saul Giordani

Laureato in Ingegneria informatica, liberal-incazzato, tento dall'estero di fare qualcosa per la mia derelitta Italia. Chi l'ha dura la vince!

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