L’Europa smaschera la vergognosa gestione italiana dell’immigrazione irregolare

Il Sole 24 ore di oggi (ieri per chi legge ndr) riporta la notizia che la Commissione Europea ha redarguito severamente l’Italia per la “scomparsa” di ben 63.000 immigrati irregolari giunti in Italia quest’anno, chiedendo spiegazioni in vista del prossimo vertice europeo sul tema a metà settembre.

Ovviamente questo enorme numero di immigrati non è misteriosamente sparito dalla circolazione. Le autorità italiane hanno consentito, per sbarazzarsene, che questi immigrati irregolari – perlopiù clandestini –  varcassero le frontiere, senza registrarli, come è d’obbligo. Secondo un’inchiesta del fatto quotidiano, il ministero dell’interno avrebbe diramato delle direttive ai propri sottoposti avallando questo tipo di comportamento negligente.

Così facendo, non solo lo stato italiano viola unilateralmente i trattati europei (il regolamento di Dublino); ma, come ricorda spesso, inascoltato, Domenico Cacopardo su Italia Oggi, l’inosservanza delle leggi da parte dell’amministrazione pubblica si configura tecnicamente come un reato, sotto il profilo dell’omissione dei propri doveri (abuso d’ufficio). In Europa da tempo era noto il mancato controllo da parte dello stato italiano di chi arriva qui illegalmente ma non si aveva contezza di quanto fosse sviluppato questo deplorevole comportamento tutto italiano.

È oltremodo intollerabile che il governo seguiti a non adempiere ad applicare la legge vigente, che impone l’identificazione di chi arriva illegalmente in Italia (distinguendo tra clandestini, che vanno espulsi senza nessuna misericordia o carità, e i richiedenti asilo politico, che hanno diritto ad un accoglienza dignitosa). Non finirò mai di ripetere che la stragrande maggioranza di coloro che arrivano qui da immigrati irregolari sono clandestini; solo una piccola parte di costoro è costituita invece da profughi o destinatari della protezione sussidiaria o umanitaria. Questo è un dato di fatto, non smentibile. E invece i media italiani, con poche eccezioni, seguitano a minimizzare l’entità del fenomeno migratorio illegale e a far finta che gli immigrati che arrivano qui siano tutti profughi meritevoli di assistenza. I fautori dell’accoglienza indiscriminata e illimitata (di chi non ne ha diritto) seppur minoritari rispetto a chi pretende l’osservanza della legge sono politicamente e culturalmente preponderanti, costituiscono un vero e proprio partito di cui fanno parte la sinistra politica e intellettuale, molti cattolici, soprattutto quelli seguaci dell’attuale Papa, e i libertari/liberisti favorevoli alla soppressione delle frontiere; possono contare su media nazionali corrivi e quasi tutti schierati a favore della solidarietà verso i migranti. La Stampa qualche giorno fa, nel momento in cui si è giunti al record di circa 110.000 persone sbarcate in Italia, titola: “solo 2000 in più dell’ anno scorso, non esiste invasione”. Ora, è vero che i numeri dei flussi sono sostanzialmente stabili rispetto all’anno scorso; ma non si può omettere che il 2014 fu un anno eccezionale per il numero di persone arrivate illegalmente (un numero quattro volte superiore al 2013). E se l’afflusso di immigrati irregolare non è stato molto più cospicuo che nell’anno passato lo si deve all’operazione di affondamento dei barconi al limite delle acque territoriali libiche, in barba – lo ripetiamo – a quanti a sinistra si ostinano pervicacemente a negare che si possa limitare il fenomeno (senza bisogno di un intervento armato in Libia). La mistificazione propalata da giornali, media e addirittura da persone insospettabili fa credere che si tratti nella stragrande maggioranza dei casi di profughi in fuga dalle guerre. Così non è: al 30 aprile 2015* (i dati li ho presi dal corriere della sera, non ne ho trovato di più recenti), su 14.636 richieste di asilo presentate, la metà sono state respinte (e dubito fortemente che siano stati rimpatriati come prevede la legge, anche se non ci sono dati disponibili su questo, se non la notizia, riportata dal Sole 24 ore, che finora sono stati eseguiti 54 voli charter di rimpatrio). E quelli che non hanno presentato domanda di richiesta di asilo politico? E’ lecito supporre verosimilmente che i 32.000 che ad aprile non lo hanno fatto non hanno i requisiti (pertanto sono da considerare clandestini). Questo permette di dire a Salvini, Zaia, ma anche a politici di ben altro spessore come Manfred Weber, capogruppo del ppe, che due terzi degli immigrati irregolari arrivati in Europa sono clandestini. C’è poi da considerare che, ed è risaputo a livello europeo, l’Italia è più lasca degli altri paesi nella concessione dello status di rifugiato anche a chi non ne ha diritto (non per generosità ma per insipienza). Fossimo scrupolosi nello sceverare lo status degli immigrati africani scopriremmo che almeno il 90% sono migranti economici. Quindi, semplificando, noi facciamo arrivare chiunque senza fare le dovute procedure di identificazione, facciamo aspettare anni prima del responso quei pochi che identifichiamo, tra ricorsi e immigrati fuggiti/irreperibili ci teniamo tutti i clandestini, infine diamo la colpa all’europa per quest’esodo imponente e le conseguenze che provoca.

Alcuni giornali, nella coltre di buonismo imperante, meritoriamente fanno il loro lavoro. Hanno raccontato ai lettori che molti immigrati irregolari si rifiutano di dare le proprie generalità, le impronte digitali, di sottoporsi al fotosegnalamento, tutte procedure obbligatorie, si presentano sprovvisti di documenti e, alla domanda sul perché non possono far ritorno nei loro paesi di origine, sciorinano storie palesemente inventate, tutte uguali e imparate a memoria, di persecuzioni, maltrattamenti, angherie subite; spesso chi dovrebbe verificare la veridicità di questi racconti chiude un occhio e così si dà protezione e tutela anche a chi, e sono come detto una cospicua maggioranza, non ne avrebbe i requisiti. Nell’attesa dei tempi biblici italiani (ci vuole più di un anno contro i due della Germania), l’immigrato può tranquillamente fare perdere le proprie tracce, disperderdendosi in Europa (dove già si trovano quelli non identificati dall’Italia). Molti andranno a ingrossare le fila del lavoro nero o del mercato illegale.

Non mi inoltro qui sul ruolo giocato dalle cooperative sociali nella gestione dell’immigrazione (per capire come troppo spesso funziona questo sistema dell’accoglienza affidato alle cooperative basti leggere le cronache dell’inchiesta “mafia capitale”).

Il governo italiano e il suo apparato amministrativo hanno responsabilità enormi e pesanti nella (non) gestione di un fenomeno che è tutt’altro che contingente.

Trovo sconcertante, inoltre, che le operazioni (doverose) di salvataggio a largo del mediterraneo da parte della Marina italiana propizino il lavoro delle organizzazioni criminali che organizzano i cosiddetti “viaggi della speranza”. Infatti, nel momento in cui questi disperati vengono salvati dai naufragi, non li si riporta – come sarebbe logico e opportuno – da dove sono partiti, cioè in Libia; ma nel nostro territorio. Le morti in mare, per quanto tragiche e dal forte impatto mediatico, sono rare e accidentali; e la possibilità di essere salvati, aiutati e poi condotti sul territorio italiano (o greco) è un ulteriore incentivo a partire (altro che lotta agli scafisti e ai trafficanti di uomini, come si sente dire!).

Così fa anche la marina inglese impegnata nei salvataggi in mare: li salva e li riporta in Italia o in Grecia, nel silenzio assordante del governo italiano.

Un governo che subisce l’ondata migratoria in modo così imbelle e lassista non ha alcun titolo di credibilità per chiedere un intervento europeo (che sopperisca alle mancanze e furberie italiane?) o per addossare all’Europa responsabilità di mala gestione esclusivamente proprie.

Si consideri che, dopo aver accettato l’istituzione sul territorio italiano dei cosiddetti hotspot – centri di identificazione in cui accogliere chi arriva sino alla fine dell’iter e sotto la supervisione di addetti europei, per velocizzare le pratiche, questo è a tutti gli effetti un commissariamento – al posto dei cie (che altro non erano se non dei moderni lager) -, il ministro dell’interno ha dichiarato che queste strutture non saranno realizzate finchè l’Europa non stabilirà una ripartizione più equa dei profughi a livello europeo. Un ricatto inaccettabile, una manifestazione conclamata di improntitudine e un gesto irresponsabile da parte del governo italiano (tutti inclusi, Renzi, Alfano, Pinotti e Gentiloni).

Alfano dovrebbe essere dimissionato all’istante per manifesta incapacità (non si contano le volte in cui avrebbe dovuto dimettersi da ministro, e non lo ha fatto). Gli spettacoli indecenti a cui abbiamo assistito negli scorsi mesi (immigrati accampati nelle stazioni e nei parchi in condizioni di estremo degrado) sono frutto di una gestione scellerata dell’immigrazione e non sono ulteriormente sopportabili. Sul caso dell’efferata uccisione da parte di due anziani coniugi vicino a Catania non mi pronuncio (la responsabilità dell’immigrato ivoriano sospettato è ancora da accertare). Ma certo un afflusso incontrollato e così massiccio di immigrati irregolari non può che rappresentare una minaccia per la sicurezza dei cittadini. Solo una sinistra sconsiderata come quella italiana può ignorare questo dato, come anche il fatto che talvolta alcuni di questi immigrati vengono reclutati come lavoratori da sfruttare da parte della criminalità organizzata (e divengono venditori abusivi sulle spiagge e piazze italiane).

Le indebite intemerate di Galantino e della Conferenza Episcopale Italiana, che siano rivolte a Salvini, Grillo o al governo, in uno stato laico, non sono ammissibili. Le farneticazioni del Papa peronista (definizione non mia, ma di Cacopardo) in favore dell’accoglienza di ogni immigrato sono legittime per quanto opinabili. Lo Stato Italiano opera su un piano diverso, che non è evidentemente quello dell’umanitarismo cristiano, non può dunque farsi carico, attraverso il proprio welfare, della sofferenza e della miseria di milioni di persone provenienti dall’africa.

A livello europeo manca un’azione comune per limitare l’afflusso imponente di immigrati illegali: ogni stato, indipendentemente dall’appartenenza o meno all’Unione monetaria, è sovrano in materia di sicurezza, tutti agiscono in ordine sparso, pensando di poter badare a se stessi e diffidando dei vicini. E’ perfettamente legittima e comprensibile, in questo senso, stando alle gravi mancanze italiane (ma non solo) sopra descritte, l’erezione di muri e controlli alle frontiere per impedire un afflusso eccessivo di immigrati irregolari. Non servirà, se non nel breve periodo. Ha ragione infatti chi dice che questo tipo di immigrati sono pronti a tutto e non sarà certo un muro a fermarli (guardate a proposito cosa succede nello stretto della Manica).

Se l’Europa appare impotente, le Nazioni Unite stanno mancando ai propri doveri umanitari. Il Consiglio di Sicurezza ha il dovere di intervenire nel più breve tempo possibile per normalizzare la situazione in Siria, Somalia, Eritrea, Libia ecc. Ennio Di Nolfo, che è uno dei massimi esperti di geopolitica, ha proposto l’intervento della Nato in Libia in base all’art. 11 del Patto Atlantico.

Prima o poi un intervento di qualsiasi tipo in Libia, terra da cui partono l’80% dei migranti, si renderà ineludibile. Sarà un blocco navale; o un intervento via terra dell’esercito italiano (che si tramuterebbe in una quasi certa disfatta); oppure un intervento sotto l’egida dell’ Onu; oppure ancora un’operazione navale di distruzione definitiva dei barconi e degli scafi nei porti. Staremo a vedere cosa si deciderà di fare.

Bene ha fatto la Germania merkeliana a sospendere unilateralmente Dublino per accogliere i rifugiati politici siriani (si prevede saranno 800.000 le richieste d’asilo qui entro la fine del 2015). Un gesto di enorme portata da parte di un grande paese, troppe volte accusato ingiustamente di non essere solidale coi suoi omologhi europei (soprattutto dalle elites italiane, in cui sentimenti di ostilità verso la germania sono diffusi e radicati). Una parte dei 21,5 miliardi in surplus ottenuti grazie al pareggio di bilancio (ce lo avessimo noi un ministro delle finanze del calibro di Schauble!) sarà destinata ai nuovi immigrati. Lo Stato Tedesco è esemplare per l’ottima amministrazione nel settore dell’immigrazione.

Tuttavia la Germania dovrà presto interrogarsi su come fronteggiare un numero sempre crescente (e insostenibile) di clandestini e profughi che tenteranno di entrare nel suo territorio attratti dalla prosperità diffusa garantita dal modello dell’economia sociale di mercato, baluardo, e della civiltà tedesca.

Per concludere: le immigrazioni economiche illegali, in in Italia in primis, vanno contrastate e scoraggiate in ogni modo. E su questo il governo italiano è totalmente mancante.

Lo scenario italiano attuale vede contrapporsi: il partito di maggioranza relativa al governo, il pd (coadiuvato da Alfano e ncd), impegnato a gestire l’immigrazione massiccia e incontrollata in maniera tanto scriteriata; un’opposizione spregiudicata, composta soprattutto da Lega, Forza Italia, Movimento 5 stelle, pronta a titillare il malcontento crescente della popolazione, in certi casi a specularci sopra in continuazione (come fa abilmente Salvini), fino a sobillare la popolazione alla rivolta (cosa che hanno già fatto recentemente e continuerrano a fare esponenti delle destre estreme, Casa Pound e Lega Nord). Se malauguratamente la situazione sociale si esacerberà fino a divenire irrecuperabile, gli esiti per il paese potrebbero essere politicamente nefasti (mi riferisco a un possibile spostamento del paese a destra e all’ascesa di Salvini, o di un altro rappresentate dell’attuale destra, al governo).

Elia Dall'Aglio

Liberale eterodosso, laureando in scienze politiche. Mi interesso di politica, giornalismo, tennis.

16 Risposte

  1. Socrates

    Pochi numeri, nessuna fonte (tranne quella di qualche politico, la cui affidabilità è notoriamente dubbia), nessun accenno alla situazione dei Paesi di partenza. Non mi sorprende: se andassimo a vedere i dati forniti dal Viminale sulle provenienze dei flussi migratori verso l’Italia nel corso del 2014 gran parte delle argomentazioni fornite dall’intervento crollerebbero come un castello di carte.
    Vediamo l’ordine delle principali nazionalità dei migranti giunti l’anno passato:
    -La Siria (23,6%) colpita da una feroce guerra civile.
    -L’Eritrea (22%) in costante conflitto con l’Etiopia, ove non manca l’impiego di bambini-soldato e servizi militari estenuanti.
    -Il Mali (5,8%) assediato dal jihadismo e dalle tensioni interne.
    -La Nigeria (5,2%) insidiata dalla guerriglia di Boko Haram.
    -La Palestina (3,3%) su cui è inutile indugiare.

    Tutte nazioni (ammesso che la disgregazione interna possa ancora definirle tali) palesemente incapaci di garantire anche i più minimi servizi essenziali, rendendo di conseguenza impossibile, anche a livello di mera sopravvivenza, la permanenza di chi vi abita. Il fatto che non si tratti di semplici “migrazioni economiche” (categoria che l’Italia ha dimenticato da un bel pezzo) è testimoniato peraltro dall’alto numero di donne e minori (rispettivamente il 10,9% e il 13,6% degli esseri umani salvati dai barconi salpati dalla Libia) che solcano il Mediterraneo.
    Il mantra che siano le politiche di accoglienza e soccorso in mare a favorire le partenze è qualcosa che prosegue incessantemente almeno da quando è entrata in vigore la “generosa” operazione Mare Nostrum: da quando la missione (a causa di politici considerati “buonisti”!) è stata interrotta, i flussi migratori lungi dal diminuire si sono perfino incrementati rendendo platealmente ridicola questa bislacca teoria. Dirò di più. La pretesa da parte dell’Europa di alzare i ponti levatoi lasciando al proprio destino le persone in fuga è stata il carburante principale dell’implementazione dei più scellerati traffici criminali di esseri umani, de facto rendendo al giorno d’oggi l’affidamento ai passeur l’unica possibilità per chi intende fuggire.
    Distinti saluti.

    Rispondi
    • Elia Dall'Aglio

      Il suo è un commento inaccettabile. Ho riportato dati contestualizzati, link e fonti. Per cui io non vado dietro ai politicanti, ma leggo i giornali, mi documento, studio. Venendo ai dati che Lei riporta, sono corretti (infatti io non ho fatto riferimento all’anno passato ma a questo). Per quanto riguarda il 2014, lei fa notare che la percentuale di profughi era molto alta (70.000 siriani). Non dice o non sa che sono state accettate un po’ più di metà di richieste di asilo. La conclusione la lascio a Lei. Che Mare Nostrum favorisca l’aumento dei migranti non lo dico io o Salvini, ma il governo inglese e la statistiche.
      Mare nostrum non è stato interrotto ma sostituito con un’operazione navale (frontex) meno dispendiosa economicamente.
      Se vuole altri chiarimenti, io sono qui.
      Saluti

      Rispondi
      • Pierpaolo Cecchi

        Beh prendere il governo inglese come metro di misura non mi sembra proprio il massimo, visto che sul tema immigrazione le posizioni di Cameron e della sua squadra sono molto di parte.
        Mare Nostrum è partita quando il flusso di migranti era già esploso e c’erano già state le prime grandi tragedie dei barconi, infatti Mare Nostrum ne era la risposta.
        Il flusso di migranti è aumentato l’anno scorso per i crescenti problemi in Libia e in Siria, non per Mare Nostrum.

      • Elia Dall'Aglio

        Innanzitutto cambi tono. Secondariamente, certo che il governo e la stampa inglese sono una fonte di parte. La sua è un’opinione legittima ma indimostrabile. Secondo autori di diversa estrazione come Pansa e Luttwack, mare nostrum ha creato un’autostrada sul mare. A mio avviso favorisce un afflusso maggiore (la mia opinione conta quanto la sua). Se proprio ci tiene, posso trovare altri autori, articoli che corroborano questa tesi (che a me sembra evidente).
        Rileggerò l’articolo di giornale, ma il senso è quello da me avanzato: sono stati distrutti barconi utilizzati dalle organizzazioni criminali in Libia. Sarò stato impreciso ma non ho detto il falso e non le permetto di dire una cosa simile.

      • Pierpaolo Cecchi

        Posso rispondere solo qui all’ultimo commento di Dall’Aglio, non capisco quale sarebbe il tono da cambiare, visto che mi sono limitato a dare una risposta nei contenuti… o non si può neanche fare una critica?
        Luttwak è anche lui un commentatore molto conservatore, mentre Pansa ultimamente si è molto spostato verso destra, anche queste sono fonti di parte.

      • Elia Dall'Aglio

        Mi trovi una fonte imparziale che sostiene che mare nostrum non favorisce l’afflusso di migranti. non c’è…
        Sono valutazioni soggettive da parte di esperti, analisti e governi.

      • Pierpaolo Cecchi

        E c’è una grossa differenza tra distruggere i barconi sulle coste libiche (significa fare interventi militari in territorio libico) e distruggere i barconi catturati in mare e liberati dalla gente che ci stava sopra.

      • Elia Dall'Aglio

        No che non c’è (altrimenti mi dimostri che è necessario dichiarare guerra per farlo). nell’articolo non viene specificato dove è stato fatto, e in un passaggio si dice quasi a ridosso delle acque territoriali libiche.
        Quindi non attacchiamoci ad argomentazioni speciose. Il senso è che vengono distrutti gli scafi utilizzati (in Libia) per caricarci migranti. E’ chiaro a tutti, tranne che a Lei.

      • Pierpaolo Cecchi

        Nel tuo articolo hai scritto che i barconi venivano distrutti nelle coste libiche e questo è falso, la distruzione dei barconi avviene fuori dal territorio libico e solo una volta catturati ed evacuati.
        C’è una bella differenza allora, altro che “questioni speciose”, io personalmente sono favorevole a distruggere i barconi catturati in mare ma non nei porti, perchè c’è il rischio che gli scafisti usino i migranti come scudi umani o che i barconi vengano confusi coi pescherecci.
        Oltre al fatto che servirebbe un vero e proprio intervento armato in Libia, con tutti i casini che comporta.

      • Socrates

        E’ confortevole che lei ammetta due dati di fatto difficilmente assimilabili ad una politica “buonista”: il fatto che parte consistente delle domande d’asilo venga respinta (altra testimonianza di come l’ottusa intransigenza delle istituzioni governative favorisca a dir poco lo scellerato business dei trafficanti) e il fatto che Mare Nostrum sia stata sostituita con un’operazione non solo meno dispendiosa ma anche meno efficace nelle operazioni di salvataggio (la strage del 19 aprile sta lì a dimostrarlo). A tal proposito, le statistiche dell’Alto commissariato per i rifugiati asseriscono in realtà che gli arrivi via mare registrati nel gennaio 2015 sono stati del 60% superiori rispetto a quelli registrati nel gennaio 2014, periodo quest’ultimo in cui era pienamente in vigore la tanto osteggiata operazione, a dimostrazione del fatto che il motivo delle partenze nulla ha a che spartire con la capillarità dei salvataggi.
        Arrivi via mare che finora nel 2015 (le fonti sono quelle estrapolate da The Economist, Frontex, Unhcr e Ocse pubblicate sul “Corriere della Sera” del 29/08/2015) hanno visto soprattutto profughi di guerra, o comunque provenienti da “failure-states”: il 27% di eritrei, il 12% di nigeriani, l’8% di somali, il 6% di siriani e il 4% di maliani. Il tutto senza considerare gli arrivi via terra, che sicuramente farebbero impennare la percentuale di profughi dal Medio Oriente.
        Cordiali saluti.

  2. Pierpaolo Cecchi

    Il discorso dei barconi distrutti sulle coste libiche è falso e direi pure una brutta gaffe, visto che già nell’articolo linkato si parla della distruzione dei barconi catturati in mare, non in Libia.
    Su questo tema le sinistre hanno ragione a dire che il fenomeno non si può fermare, la parte dei costruttivisti statalisti qui la fanno le destre che pensano di poter bloccare o minimizzare un flusso del genere, che sulle nostre coste continua ad essere imponente.

    Rispondi
    • Elia Dall'Aglio

      Non sottilizziamo. Sono stati distrutti i barconi che i trafficanti usano oppure no? Sono i barconi che partono dalla Libia. La risposta è sì, due volte. Questo ha portato a una flessione dei flussi per la prima volta da due anni. Quindi non solo è cosa buona e giusta ma bisogna proseguire su questa strada. La sinistra pensa invece che sia un fenomeno globale, contro cui non si può far nulla. La mia opinione è che così non è, anche se ci vorrà molto tempo.
      L’immigrazione (selvaggia) non porta alla creazione di posti di lavoro; semmai è un peso per il sistema assistenziale.
      L’immigrazione regolare produce invece benefici per le economie dei paesi coinvolti (si guardi la Spagna oggi). Saluti

      Rispondi
      • Pierpaolo Cecchi

        Hai parlato di distruzione dei barconi sulle COSTE della Libia.
        Questo è FALSO (anche se vuoi aver ragione comunque), perchè sulle coste della Libia non si è distrutto nessun barcone, stando all’articolo di giornale che tu stesso riporti.
        Poi la distinzione che fai tra immigrazione “selvaggia” e immigrazione “regolare” è un cortocircuito logico, perchè se non li regolarizzi è chiaro che restano clandestini e irregolari!
        Basterebbe regolarizzarli e diventerebbero normale manodopera, che va a creare posti di lavoro.

  3. Pierpaolo Cecchi

    Sono in disaccordo pure con l’idea di rimpatriare tutti i non rifugiati, cosa che peraltro non è sempre possibile, perchè non sempre si riesce a determinare con esattezza il Paese di provenienza.
    Se una persona arriva con un tot di denaro per mantenersi all’inizio e si vede che non è un pericolo, per me può stare qui.
    Il lavoro lo trovano perchè l’immigrazione porta alla creazione di posti di lavoro.

    Rispondi

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata