Rassegna stampa: terrorismo, giustizia ed economia

La settimana è stata aperta dalla notizia dell’attentato in un tempio induista a Bangkok, in cui hanno perso la vita 20 persone e altre 123 sono rimaste ferite. L’attentatore è stato identificato, la polizia è sicura che si tratti del nodo terminale di una rete ma non ci sono ancora prove sufficienti per attribuire l’attentato a gruppi politici locali o a terroristi internazionali. Massimo Morello su Il Foglio ha esaminato varie ipotesi, raccogliendo i pareri di alcuni analisti dell’agenzia IHS Jane’s e del think-tank Rand Corporation. In Libia intanto sembra più vicino un accordo fra le fazioni locali, stanche di combattere e minacciate dalle milizie dell’IS, che controllano Sirte e Derna. Il rispetto di un accordo potrà essere garantito solo grazie alla presenza di un contingente militare internazionale. Sergio Romano sul Corriere della Sera ha spiegato quali interessi nazionali potrebbero indurre il governo italiano ad accollarsi l’onere di una missione militare che appare più complessa e rischiosa di quella intrapresa in Libano il 21 Agosto 1982.

Negli ultimi giorni della settimana telegiornali e quotidiani -purtroppo non solo nazionali- hanno dato grande rilievo al funerale-show di Vittorio Casamonica, noto esponente del clan malavitoso omonimo. Per questa operazione di propaganda mafiosa e per il conseguente scaricabarile fra sindaco di Roma, prefetto, ministro dell’Interno e altre autorità civili  non siamo riusciti a trovare un commento più efficace per sintesi ed analisi della vignetta di Emilio Giannelli pubblicata dal Corriere. Da segnalare anche i “Non sapevamo, non potevamo immaginare” delle autorità ecclesiastiche.

In rassegna articoli di approfondimento sulle operazioni valutarie condotte dalla Banca centrale cinese, sui pareri contrari all’introduzione dell’euro di alcuni famosi economisti americani, sulla sostanziale stagnazione dell’economia italiana.

Nella brown section gli articoli peggiori della settimana secondo chi Vi scrive.

That’s the press, baby! Buona lettura.

La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.

Paolo Borsellino

Dal mondo
La Thailandia ha molti nemici, per questo l’attentato di Bangkok rende le cose ancora più complicate di Massimo Morello – Il Foglio
Libia, gli interessi e i rischi di Sergio Romano – Corriere della Sera
Storie di progresso poco conosciute: la malaria di Antonio Pascale – il Post
What’s really behind China’s currency devaluation? di Paola Subacchi – World Economic Forum

Giustizia e dintorni
Il funerale di Emilio Giannelli – Corriere della Sera
Il populismo penale che non molla l’Italia, visto da un lettino in psicoanalisi
di Guido Vitiello – Il Foglio

Economia
Con questa politica economica, la crescita è impossibile di Marcello Esposito – Linkiesta
No euro? No, grazie di John H. Cochrane – Il Foglio
Lavorare stanca di Mario Sechi – Il Foglio
La Terra dell’austerity promessa della Redazione – Il Foglio
Torna l’incubo patrimoniale: così fuggiranno altre ricchezze di Carlo Lottieri – Istituto Bruno Leoni
Does Capitalism Cause Poverty? di Ricardo Hausmann – Project Syndicate

Politica interna e internazionale
Tsipras, le due vite di un leader
di Federico Fubini – Corriere della Sera
Chavisti di tutto il mondo, unitevi! E fate sincera ammenda di Luciano Capone – Il Foglio
La politica dei piccoli passi di Carlo Lottieri – Istituto Bruno Leoni

Università
Perché l’Italia ha un gran bisogno di laureati in discipline scientifiche ma non riesce a “produrne” abbastanza
di Alberto Magnani – Il Sole 24 Ore

Brown section
Ma la New Economy crea uomini robot?
di Maria Laura Rodotà – Corriere della Sera
Merkel all’Expo, quel gesto per ricordarci che siamo suoi sudditi di Marco Venturini – Il Fatto Quotidiano

Giuseppe Carteny

Laureato in Scienze di Governo, chitarrista liberale e aspirante politologo rock. O quantomeno blues. Militante di me stesso, per due anni attivista di Fare per Fermare il Declino. Ex membro della Direzione Regionale del Lazio e della Direzione Nazionale del partito. Cinico visionario, critico impenitente, anche di me stesso. Immoderato per vocazione.

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