La lotta contro l’estremismo è la grande battaglia della nostra generazione

imageDavid Cameron è un conservatore. Avendo, naturalmente, idee da ‘conservative’ anche in materia di immigrazione, Matteo Salvini gli ha conferito lo status di proprio alter ego britannico, spingendosi addirittura a bofonchiare che “David Cameron è leghista”.

Chissà se oggi il “buon” Matteo ha ascoltato il discorso pubblico che ha tenuto lunedì il premier britannico. Ve ne riporto uno stralcio, estrapolato e tradotto da due articoli rispettivamente dei quotidiani “The Independent” e “The Guardian”.

“Questo è il mio punto di partenza.

Attraverso le generazioni, abbiamo costruito qualcosa di straordinario qui: una democrazia multirazziale e multi religiosa. È aperta alla diversità, è accogliente.

È proprio qui in Gran Bretagna che persone diverse, con storie diverse, con fedi diverse, non si sono limitate a convivere, ma sono diventate parenti e amici.

È proprio qui in Gran Bretagna che, nel giro di una o due generazioni, le persone possono arrivare senza nulla e aspirare a crescere fino quando il loro talento glielo permette.

È proprio qui in Gran Bretagna che le persone possono raggiungere il successo non nonostante la loro diversità, ma grazie alla loro diversità.

Quindi, quando parliamo della minaccia del l’estremismo e delle sfide dell’integrazione, non dobbiamo sparlare del nostro Paese, perché il nostro Paese è un faro che illumina il mondo.

E quando dibattiamo di queste questioni, non dobbiamo demonizzare la gente che appartiene a determinate culture o tradizioni. Ciascuna delle comunità che è venuta qui e chiama la nostra terra ‘Casa’ ha contribuito a rendere il Regno Unito un posto migliore. E poiché le mie critiche, oggi, non sono rivolte all’Islam, ma all’estremismo islamico, lasciatemi dire questo.

Sono consapevole del profondo contributo che i Musulmani di ogni tradizione e denominazione stanno apportando in ogni sfera della nostra società, fieri di essere Musulmani e Britannici, senza nessun conflitto o contraddizione.

E so anche qualcos’altro: so quanto odiate gli estremisti che stanno cercando di dividere le nostre comunità e quanto detestate i danni che stanno arrecando nei vostri confronti.

Come Primo Ministro, io mi voglio impegnare a sconfiggere questo veleno insieme a voi. Oggi, voglio indicarvi come. Voglio spiegarvi che io credo che dobbiamo comportarci come un Paese per sconfiggere questo estremismo, e cercare di rafforzare questa democrazia multirazziale e multi-religiosa.

Si comincia cercando di capire la minaccia che dobbiamo affrontare e perché dobbiamo affrontarla. Quello che dobbiamo combattere, nell’estremismo islamico, è un’ideologia. È una dottrina estrema.

E come ogni dottrina estrema è sovversiva. Il suo scopo ultimo è quello di distruggere gli Stati per creare il suo barbaro reame personale. E spesso ricorre alla violenza per perseguire i suoi scopi – per lo più verso i suoi compagni musulmani che non aderiscono alla loro perversa visione del mondo.

Ma non c’è nemmeno bisogno di ricorrere alla violenza per sostenere alcune certe idee di intolleranza che, nondimeno, favoriscono un clima nel quale gli estremismi possono proliferare.

Idee che sono ostili ai nostri valori liberali fondamentali, come la democrazia, la libertà e la parità dei sessi.

Idee che promuovono segregazione, esclusione, discriminazione.

Idee che privilegiano una singola identità a scapito delle altre.

E idee basate sul complottismo e la cospirazione: che gli Ebrei esercitano influenze poteri malvagi, o che le potenze occidentali, di concerto con Israele, stanno deliberatamente umiliando i Musulmani, perché vogliono annientare l’Islam.

Quando la gente dice: ‘Attaccano l’Occidente perché ci siamo lasciati coinvolgere nella guerra in Iraq!’ dovremmo ricordare loro che l’11 settembre – l’attentato terroristico in cui ha perso la vita il maggior numero di cittadini britannici – è accaduto prima della guerra in Iraq.

Quando la gente dice che i terroristi non sono nient’altro che vittime dei malfattori occidentali, ricordiamogli che, dal Kosovo fino alla Somalia, è gente come i britannici ad essere intervenuta per salvare i Musulmani dal massacro. Sono gruppi come lo Stato Islamico, Al Qaeda e Boko Haram a uccidere i Musulmani.

Altri diranno: ‘i terroristi sono stati portati ad agire in quel modo a causa della povertà.’ Ma ignorano il fatto che molti di loro hanno avuto tutti i vantaggi di una famiglia benestante e un’educazione universitaria occidentale.

Non sto dicendo che questi problemi non siano importanti. Ma non illudiamoci: potremmo fare i conti con tutti questi problemi e, nonostante ciò, ci sarebbero ancora persone, nel nostro Paese e anche altrove, che continuerebbero ad essere attratte dall’estremismo.

Ci sono quattro ragioni principali per cui le persone aderiscono all’Islam radicale.

Primo, l’estremismo può essere attraente, eccitante, specie per i giovani.

Secondo, le persone possono essere trascinate da un estremismo non violento a un estremismo violento.

Terzo, gli estremisti sovrastano le altre voci nel dibattito all’interno del mondo islamico.

Quarto, i fallimenti del processo di integrazione fanno guadagnare consensi agli estremisti.

Nonostante i successi che abbiamo conseguito in quanto democrazia multirazziale e multi religiosa, dobbiamo fare i conti con questa tragica verità: che ci sono persone che sono nate e cresciute in questo Paese e, nonostante ciò, non si identificano con la Gran Bretagna, non si sentono inglesi.

E quindi, quando i membri dello Stato islamico cercano di adescare i giovani per richiamarli alla loro causa, possono offrire loro un senso di appartenenza che manca qui a Casa, radicalizzandoli e convincendoli addirittura a commettere violenze nei confronti di quei britannici, verso cui non sentono alcun legame.

È nostro compito trovare una risposta a questo quattro punti. Se lo facciamo, siamo sulla strada giusta per sconfiggere l’estremismo.

In autunno, pubblicheremo una Strategia Contro l’Estremismo, indicando nel dettaglio come affronteremo questa minaccia. Ma oggi voglio anticiparvi i principi che adotteremo per farlo.

Per prima cosa, qualsiasi strategia per sconfiggere l’estremismo deve affrontare, in modo frontale, l’ideologia estrema che la sorregge. Dobbiamo fare a pezzi le sue varie componenti – la visione del mondo teocratica, la teorie cospiratorie e, sì, anche le sue componenti più affascinanti.

Nel farlo, non dobbiamo dimenticare le nostre armi più potenti: i nostri personali valori liberali. Dobbiamo mostrare loro l’estremismo per quello che è in realtà – un sistema di credenze che glorifica la violenza e soggioga la sua gente.

Dobbiamo contrastare la loro bigotteria, la loro teocrazia, la loro aggressività, con i nostri valori. Nel nostro Paese abbiamo un credo molto forte e dobbiamo promuoverlo con più determinazione. Da ovunque noi proveniamo, qualsiasi siano le nostre tradizioni, ci sono delle cose che condividiamo tutti assieme.

Siamo tutti britannici. Rispettiamo la democrazia e il ruolo della legge. Crediamo nella libertà di parola, nella libertà di stampa, nella libertà di culto, nell’uguaglianza dei diritti a prescindere dalla razza, dal sesso, dall’orientamento sessuale o dalla fede.

Crediamo nel rispetto di tutte le fedi, ma crediamo anche che tutte queste fedi possano contribuire a sostenere lo stile di vita britannico. Questi sono i valori britannici. E sono sorretto da diverse istituzioni britanniche. La nostra libertà deriva dalla nostra democrazia parlamentare. La legge esiste grazie al nostro sistema giudiziario indipendente. Questa è la casa che vogliamo costruire tutti insieme.

Che tu sia Musulmano, Indù, Ebreo, Cristiano o Sikh, ovunque tu sia nato, qui o all’estero, noi facciamo tutti parte di questo Paese e ora dobbiamo unirci e difendere i nostri valori con determinazione e orgoglio.”

In verità, le parole pronunciate da Cameron segnano indelebilmente la distanza culturale e politica che separa i due “leader” (le virgolette sono esclusivamente per Salvini). È la stessa incolmabile distanza che separa la politica dal populismo.

Cameron non è leghista. Cameron è un baluardo della democrazia e dei valori liberali che sono fiero di difendere e sostenere sempre, nonostante ogni crisi, nonostante ogni minaccia, nonostante ogni invasione.

David Mascarello

Classe 1986, Milano. Addetto agli affari legali e societari in una società di gestione del risparmio. Appassionato di diritto dei mercati finanziari. Amante delle arti marziali. Affascinato dalla filosofia orientale. Immoderatamente liberale, immoderatamente sognatore. “Chi ti dice che sei troppo piccolo per fare la differenza, non ha mai passato una nottata con una zanzara in camera.” (Dalai Lama).

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