Contro la famiglia tradizionale: un complotto culattone

Ebbene sì, ci avete scoperto: siamo la premiata ditta Culattoni & Friends e vogliamo abbattere la famiglia tradizionale. Basta con mamma, papà, marito, moglie, figli, zii, zie, nonni, nonne, nipoti, casa, chiesa, pranzi domenicali, abbracci e biscotti Mulino Bianco. Basta con queste foto ingiallite in cui compaiono due, tre generazioni felicemente intruppate secondo un ordine rigidamente patriarcale (pardon, naturale) che addobbano le case italiane. Basta con questa società armoniosa, felice e spensierata che se non fosse per noi avrebbe retto altri due, ma facciamo anche quattro, millenni.

Ieri il divorzio, oggi la Corte Suprema degli Stati Uniti, siamo una multinazionale con esperienza decennale e non immaginate quante, ma quante ve ne potremmo raccontare. In ogni caso, sappiate (ma lo sapete già, perché ci avete scoperto) che il prossimo passo sarà corrompere le vostre coscienze iniettandovi il siero letale della Teoria Gender. Neanche noi sappiamo cosa sia, ma dicono che funzioni.

Comunque, per farla breve, siamo a un passo dal distruggere il sacro vincolo del matrimonio, dall’invertire i vostri figli, dal mettere a repentaglio l’ordine naturale e, perché no, la stessa sopravvivenza dell’umanità. Non è questione di diritti e diritto. Non c’entrano nulla, ma proprio nulla, sessualità, affetti, amore, libertà e uguaglianza. Ce l’abbiamo proprio con voi, care famigliole, pilastri adamantini di una società perfetta. È tutto un grande complotto ordito alle vostre spalle.

E vista la natura del complotto, be’, non avremmo potuto scegliere posizione migliore.

Giuseppe Carteny

Laureato in “Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica” alla LUISS Guido Carli di Roma, è dottorando in “Political Studies” all’Università degli Studi di Milano, dove si occupa principalmente di analisi quantitativa dell’opinione pubblica e del comportamento politico. Awardee della “Taiwan Fellowship 2017”, si interessa di sistemi politici, processi democratizzazione e geopolitica dell’Estremo Oriente. Tra i suoi maggiori interessi figurano anche lo studio dei processi elettorali, dei sistemi partitici e la teoria delle relazioni internazionali.

A proposito dell'autore

Laureato in “Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica” alla LUISS Guido Carli di Roma, è dottorando in “Political Studies” all’Università degli Studi di Milano, dove si occupa principalmente di analisi quantitativa dell’opinione pubblica e del comportamento politico. Awardee della “Taiwan Fellowship 2017”, si interessa di sistemi politici, processi democratizzazione e geopolitica dell’Estremo Oriente. Tra i suoi maggiori interessi figurano anche lo studio dei processi elettorali, dei sistemi partitici e la teoria delle relazioni internazionali.

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