La carne di cane e il festival degli orrori su Facebook

Breve corsivo polemico:

“Sono convinto che infestare la mia home su Facebook di immagini raccapriccianti con cani sventrati faccia molto bene a una causa volta a impedire il consumo di carne di un animale ampiamente praticato in un altro paese (e allora perché non postare continuamente anche le immagini dei nostri mattatoi?). Oppure a impedire i maltrattamenti sui cani (ma a questo punto, immagino anche sugli altri animali), ottenendo, suppongo, una legge dal governo cinese. In un paese dove c’è la condanna a morte anche per reati in cui nei paesi civili ci si fanno 2/3 anni di galera e in cui i dissidenti vengono rinchiusi in ospedali psichiatrici e “curati” con dosaggi abnormi di psicofarmaci. Un paese in cui i religiosi vengono perseguitati, le donne che non volevano abortire spesso costrette a farlo a bastonate, e dove si fa ampio e più o meno riconosciuto uso della tortura. Auguri.”

Argomentazione più lunga e completa:

Nel solstizio d’estate, ogni anno, non lontano da Hong Kong, si tiene il festival di Yulin, in cui (pare) 10mila cani vengono brutalmente ammazzati (dopo esser stati tenuti in condizioni intollerabili) per mangiare la loro carne. Orribile, tristissimo, soprattutto per chi ama la sensibilità di quell’animale. Fin qui i fatti.

La notizia sta facendo il giro dei social network e moltissime persone stanno condividendo immagini raccapriccianti per “sensibilizzare” le persone sul tema (come se i cagnolini non fossero già considerati alla stregua di bambini nella nostra società). La compassione verso i poveri animali è immediata, istintiva, un fatto di pura civiltà. Ma ha senso la condivisione di immagini che possono turbare la sensibilità di altri? Personalmente ho trovato abbastanza disturbante vedere da qualche giorno decine di post di questo tipo. Un bambino potrebbe restarne traumatizzato. Non ho segnalato nessuno a Facebook (e ci mancherebbe): manco so se la segnalazione avrebbe avuto seguito. Ma è anche vero che per educazione si può evitare di diffondere immagini “inadatte a un pubblico facilmente impressionabile”. Tanto è vero che in un video è sempre meglio premetterlo, avvertendo gli spettatori. Alcuni mi hanno risposto che le immagini ad effetto devono essere condivise per portare avanti una raccolta di firme volta a chiudere questo festival. Una sorta di sagra della porchetta a tema canino, con l’aggravante della crudeltà (anche se nelle nostre sagre i maiali erano ammazzati infilando un coltello nel petto e appesi ancora agonizzanti a testa in giù, ma insomma). È vero che le immagini sono terribili, ma se è importante sensibilizzare le persone sbattendogli in faccia immagini raccapriccianti perché non condividiamo tutti i giorni su Fb quel che avviene nei mattatoi? Sono sicuro che la sensibilità di molti sul consumo di carne muterebbe, aumenterebbero i vegetariani.

La raccolta delle firme viene portata avanti con due finalità.

1) Molti vorrebbero chiudere il festival per impedire il consumo della carne di cane in un popolo che la consuma da sempre. Non colgo colossali differenze etiche fra il mangiare suini, conigli, cavalli come abbiamo fatto per millenni, e facciamo ancora, e il mangiare cani. Certo mangiare un cane sarebbe per me quasi come mangiare un uomo, non vorrei mai mangiare neanche un cavallo, ma insomma ci siamo capiti: ciò che conta è soprattutto il fattore culturale. E allora non posso trovare sensata questa raccolta firme, a meno che a firmare non sia chi è convinto che mangiare animali è sempre sbagliato; ma io (e tanti che hanno firmato) non appartengo a quest’ultima categoria.

2) Per far terminare il terribile maltrattamento dei tanti cagnolini. In sostanza, una raccolta firme per ottenere  una legge dal governo cinese per punire il maltrattamento degli animali. In un Paese dove i diritti civili vengono costantemente stuprati, dove il dissenso è soffocato con la forza, internet è costantemente censurato, i religiosi sono perseguitati, e di fatto, ancora oggi dopo la riforma del 2013 non puoi nemmeno scegliere quanti figli avere. Dove parte della popolazione fa ancora la fame e ci sono incarcerati, torturati, condannati a morte senza processo o per motivi risibili. Dove si fa uso di strutture come “campi di lavoro” e “cliniche psichiatriche” usate per semplici dissidenti… Che dire, i miei più sinceri auguri, anche perché questo massacro inorridisce anche me.

Insomma, quando condividete immagini impressionanti sui social (e molto spesso riguardano animali) chiedetevi prima che utilità possa avere condividerle e se dall’altra parte non possano esserci anche persone impressionabili. Turbereste la loro sensibilità del tutto inutilmente.

Stefano Leanza

Nato a Milano un ventennio fa, studio Giurisprudenza a Roma. Penso liberale e scrivo di giustizia e garantismo. Blogger per hobby, sono appassionato di giornalismo politico e sportivo.

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