Fedez: la prepotenza del cretino

C’era una volta la sinistra dell’egemonia culturale. Oggi c’è il M5S dell’egemonia internettiana. Alla prima rimangono le librerie (qui un articolo di Giuseppe Carteny sull’argomento) mentre i pentastellati si godono i grandi numeri del web. Un unico filo social-populista a legare i due fenomeni: l’immensa facilità nel ricevere consensi. Ritagliarsi uno spazio di luce, che serva a distinguersi dalla massa o a pubblicizzare il proprio nome è facilissimo; basta conformarsi supinamente all’anticonformismo imperante; cavalcare l’onda dei social atteggiandosi a nuotatori controcorrente. Solo che prima avevamo almeno Dario Fo e Umberto Eco, gente che tra l’altro prestò il fianco omertosamente al terrorismo rosso (ricordiamolo) ma almeno culturalmente rilevante. Oggi abbiamo Fedez e J-Ax, e non perdiamo tempo a presentarli, a commentarli. Il primo ha pensato bene di querelare Facci e Porro chiedendo rispettivamente 200mila€ e 100mila€  per le loro critiche al tweet che vedete in copertina, per difendere la libertà di espressione, of course. Chiaramente Fedez ha provato a fare il benaltrista, sminuendo gli atti vandalici e tirando in ballo, pensate un po’, le multinazionali e le infiltrazioni mafiose. Più o meno quello che hanno sempre fatto gli “artisti” di sinistra  nei decenni passati per strappare facilli consensi. Ben altri sono i problemi, e chi non lo capisce è stupido o complice: più o meno quello che fa ogni populista, da Salvini a Grillo. Granitiche convizioni ideologiche? Ma no, occorreva farsi pubblcità, così come per J-Ax e quell’altro morto di fama di Andrea Scanzi, vergognoso nello spalleggiare il “rapper” invece dei colleghi. L’importante è difendere sempre la causa più popolare.

Non bastava essere molto più ricco, molto più famoso e quindi con ogni possibilità di difendere mediaticamente il proprio onore; non bastavano le bambine adoranti. Non bastava sfruttare la prevalenza del cretino internettiano per assicurarsi facile pubblicità. Quando, appena lanciata la polemica, assieme agli applausi delle masse sono arrivate le critiche (e le prese per il culo, nel caso di Facci) individuali, ecco che partono le lettere degli avvocati. Con cifre fuori dal mondo. Massima solidarietà ai due giornalisti, sperando che non debbano tirar fuori un centesimo di questa elemosina di lusso al pezzente di lusso. Nel frattempo però abbiamo imparato qualcosa: la famosa prevalenza del cretino, anche sul web, si è fatta prepotenza. E a pagare rischia di essere, per davvero, la libertà di espressione.

Stefano Leanza

Nato a Milano un ventennio fa, studio Giurisprudenza a Roma. Penso liberale e scrivo di giustizia e garantismo. Blogger per hobby, sono appassionato di giornalismo politico e sportivo.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata