Non è solo colpa dei Black Bloc

Black BlocIniziamo con rimandare a mente un paio di cose scontate:

– Il diritto di manifestare è garantito dalla Costituzione “Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione[…] Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.”
Articolo 21 della costituzione, nato per garantire la libertà di stampa ha assunto poi un valore più ampio.

– Piaccia o no anche la proprietà privata è garantita dalla Costituzione dall’articolo 42.

Milano 1 Maggio 2015
Cittadini manifestano liberamente e legittimamente, che si sia d’accordo o meno (io meno), la propria idea contro l’Expo, capita a un certo punto che un insieme di persone prendano d’assalto vie della città.
Ora non mi sembra che il bruciare auto, spaccare vetrine e lanciare molotov possano essere considerati mezzi comunicazione e quindi di diffusione del proprio pensiero. Per quanto invece lo scrivere sui muri e imbrattare vetrine possa rientrare in questa categoria come minimo mi sembra una modalità contraria al buon costume.
Capita che tutto questo avvenga sotto gli occhi dello Stato, ben rappresentato dalle proprie forze dell’ordine. Legge e logica vuole che questo mantenga fede alla propria parola reprimendo le ripetute violazioni ai due articoli della costituzione che molti (non io) ritengano essere addirittura la più bella del mondo.
Succede invece che lo Stato rimane a guardare.
Negli occhi probabilmente il terrore di perdere consensi, il fantasma di Genova e l’esser tacciati per fascisti il giorno seguente. In più una congiunzione di amministrazioni di un’area che proprio non potrebbe reggere a tale accusa. Allora meglio legare le mani alle forze dell’ordine, meglio che vada in fumo il lavoro e il risparmio di qualche singolo che perdere il consenso della massa. Il giorno dopo con qualche frase di condanna e un bel discorso sulla volontà di adottare una strategia ci si laveranno le colpe.
Ed è questo che non dobbiamo permettere che accada, dietro quello che è successo a Milano ci sono nomi e cognomi di politici, figure istituzionali e organizzatori i quali non hanno preso nessun provvedimento né per prevenire certi comportamenti largamente preannunciati i giorni precedenti addirittura dalla stampa, né per reprimerli negando a cittadini e a manifestanti i propri diritti costituzionali.
Finirò precisando un altro po’ di cose scontate:
– non è detto che per fermare atti di violenza bisogni ogni volta fare una carneficina di colpevoli e innocenti,
– è giusto che ogni abuso venga punito che sia manifestante o poliziotto a commetterlo,
– la giustizia privata non è praticabile in Italia, quindi, a danni fatti, di abusi e corruzioni, la beffa non è comunque legittima.
No, preciso, non perché vi ritenga intellettualmente incapaci di comprendere, anzi, ma quando ciò che dovrebbe essere scontato non lo è più forse è bene ribadire l’ovvio altrimenti saranno i nostri diritti ad essere venduti scontati ai migliori offerenti.

Daniele Spera

Nato nel 1984 tra i campi lombardi, se è vero che vivere a Bergamo essendo nato a Brescia con origini campane è più complicato di quello che dovrebbe essere per un italiano è anche vero che questo mi ha portato a vedere i mille pregi, difetti, ipocrisie e potenzialità che ha questo Paese. La musica è una delle mie grandi passioni, ho iniziato a suonare in qualche formazione per poi passare all’organizzazione di concerti e serate e questo mi ha permesso di conoscere un sistema economico/sociale che per quanto piccolo rispetto al sistema Paese, o ad altri settori, ne è un ennesimo specchio che ne rifletta altri tutti composti da eroi, baroni, dal merito, da un ostentato perbenismo, da mood e da status sociale.
L’Italia ha un forte bisogno di scoprire il suo essere liberale, per me è solo questione di buon senso, è la mia norma, ma dato che ciò che è norma lo decide la maggioranza, ora come ora sono fortemente immoderato.

A proposito dell'autore

Nato nel 1984 tra i campi lombardi, se è vero che vivere a Bergamo essendo nato a Brescia con origini campane è più complicato di quello che dovrebbe essere per un italiano è anche vero che questo mi ha portato a vedere i mille pregi, difetti, ipocrisie e potenzialità che ha questo Paese. La musica è una delle mie grandi passioni, ho iniziato a suonare in qualche formazione per poi passare all’organizzazione di concerti e serate e questo mi ha permesso di conoscere un sistema economico/sociale che per quanto piccolo rispetto al sistema Paese, o ad altri settori, ne è un ennesimo specchio che ne rifletta altri tutti composti da eroi, baroni, dal merito, da un ostentato perbenismo, da mood e da status sociale.
L’Italia ha un forte bisogno di scoprire il suo essere liberale, per me è solo questione di buon senso, è la mia norma, ma dato che ciò che è norma lo decide la maggioranza, ora come ora sono fortemente immoderato.

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