“Economics for Dummies”, detta anche l’economia per dilettanti (per non essere sgarbati)

“…noi, basta che ci prendiamo la bilancia dei pagamenti, storica, …italiana,…anche europea.. […] dal novanta ad oggi […] Dal ’92, quando noi abbiamo svalutato, passare da deficit della bilancia dei pagamenti ad attivo è stato immediato. Tutti gli anni successivi dopo il ‘92 in poi ci sono stati pesanti attivi di bilancia dei pagamenti […]”. (Claudio Borghi Aquilini, intervista a Claudio Borghi “Come si Esce dall’Euro”  – disponibile come “video in primo piano” sulla sua home page ufficiale – da minuto 27:00).

Queste poche righe che avete appena letto, sono sbagliate. Fossero pura fantasia, ci si potrebbe perfino fare una risata sopra ma purtroppo, essendo concetti ripetuti all’infinito per spiegare qualcosa di sbagliato agli Italiani, non si può affatto ridere.

Partiamo subito con il botto, spiegando quello che un qualsiasi libro di economia internazionale (anche quelli usati da nostro eroe Claudio Borghi nei suoi sicuramente interessanti corsi presso l’Università Cattolica di Milano) racconta ai poveri studenti: la bilancia dei pagamenti non può essere né in deficit, né tantomeno in attivo! Come dice la parola stessa la BILANCIA dei pagamenti si deve sempre bilanciare!

Fa strano vedere una persona preparata come lo stesso Borghi, che è stata anche Managing Director di Deutsche Bank, non essere a conoscenza del famosissimo metodo di scrittura contabile della “Partita Doppia”. Però, a quanto pare, tutto è possibile.

Tornando a noi e alla nostra bilancia dei pagamenti la cui somma deve sempre fare zero (e quindi non può essere né in perdita, né in attivo), cerchiamo di spiegare il perché di questo, apparentemente, strano risultato economico.

Da un punto di vista macroeconomico, spiegare come funzioni la bilancia dei pagamenti, è abbastanza facile (se vorrete in un successivo post vi racconterò di come si può facilmente analizzare la contabilità nazionale – le transazioni all’interno di un’economia – e i conti della bilancia commerciale – le transazioni di un’economia con il resto del mondo – ).

Non volendo entrare in mille dettagli, sarò breve.

Innanzitutto, il miglior modo per calcolare la ricchezza di una nazione non è il Prodotto Interno Lordo (GDP) ma, invece, il Reddito Nazionale Disponibile Lordo (GNDI). Per calcolare questa nuova (quasi sconosciuta ai più) misura macroeconomica ci basterà semplicemente spiegare che il Reddito Nazionale Disponibile Lordo (GNDI) è uguale alla Spesa Nazionale Lorda (GNE) più il Conto Corrente (CA). Giusto poi ricordare che il Conto Corrente (CA) è la somma della Bilancia Commerciale (TB) – import ed export di prodotti e servizi –, del Prodotto Netto dei Fattori all’Estero (NFIA) – import ed export di servizi fattoriali – e dei Trasferimenti Unilaterali Netti (NUT) – regali tra stati spesso sotto forma di aiuti pubblici allo sviluppo.

Quindi, ricapitolando: GNDI = GNE + CA oppure GNDI = GNE + TB + NFIA + NUT

Questa equazione, però, non ci permette di analizzare tutte le risorse a disposizione di una nazione per finanziare la propria economia. Oltre a tutti questi dati dobbiamo tenere, quindi, in considerazione il fatto che una nazione possa comprare o vendere (in termini “netti”) i suoi asset (beni).

In questo modo potremo aggiungere alla nostra equazione altre due misure: il conto capitale (KA) ed il conto finanziario (FA).

A questo punto avremo un’equazione come la seguente: GNDI = GNE + CA + KA + FA. Questo valore, chiaramente, deve equivalere al valore totale della spese finale in prodotti e servizi che effettua una nazione, e cioè deve equivalere alla Spesa Nazionale Lorda (GNE) di una nazione.

A questo punto possiamo riscrivere la nostra equazione nel seguente modo:

GNE + CA + KA + FA = GNE

Eliminando la Spesa Nazionale Lorda da entrambi i termini della nostra equazione, giungiamo così all’equazione che ci spiega la Bilancia dei Pagamenti di una qualsiasi economia: CA + KA + FA = 0

Questo ci dimostra come la bilancia dei pagamenti non possa mai essere né in attivo, nè in passivo! 

Da un punto di vista microeconomico, il ragionamento risulta praticamente essere uguale.

La nostra (ormai amica) Bilancia dei Pagamenti si calcola usando il metodo della “Partita Doppia”. La somma delle voci con segno più (+) si chiamerà bilancia dei pagamenti di credito, mentre la somma delle voci con segno meno (-) si chiamerà bilancia dei pagamenti di debito. In base al principio della “partita doppia” è necessario ricordare che “ogni transazione di mercato (che essa avvenga per un prodotto, per un servizio, per un bene – asset – o per un servizio fattoriale) consiste di due parti. Se il paese A si impegna in una transazione con un paese B, allora A riceverà da B un bene per un determinato valore, ma in ritorno B riceverà da A un bene di altrettanto ugual valore”.

Da questo ne consegue che la somma della Bilancia dei Pagamenti dovrà essere necessariamente pari a zero!

 

Osservando più da vicino la bilancia dei pagamenti di credito (segno +):

Conto Partite Correnti (CA): Export di beni e servizi; Export di servizi fattoriali;

Conto Capitale (KA): trasferimenti di capitale effettuati;

Conto Finanziario (FA): Export di assets nazionali e stranieri;

 Al contrario, la bilancia dei pagamenti di debito (segno – ) sarà la seguente:

Conto Partite Correnti (CA): Import di beni e servizi; Import di servizi fattoriali;

Conto Capitale (KA): trasferimenti di capitale ricevuti;

Conto Finanziario (FA): Import di assets nazionali e stranieri;

 

Per finire, quello che la Bilancia dei Pagamenti ci racconta è semplicemente la seguente storia: attivi del Conto Partite Correnti devono sempre essere controbilanciati da perdite in conto capitale e conto finanziario!

Speriamo questa breve lezione economica sia servita un po’ a tutti voi (ed ad il nostro caro amico Claudio Borghi Aquilini) per capire cosa sia la Bilancia dei Pagamenti e per ricordarvi (se mai vorrete “divulgare” qualcosa) di divulgare in modo corretto.

 

P.s.: Per chi non lo avesse ancora capito: la Bilancia dei Pagamenti non è la Bilancia Commerciale e nemmeno il conto delle partite correnti!

Giovanni Caccavello

Studente laureatosi in Economia ed International Business presso la University of Strathclyde, Glasgow, Regno Unito nel Luglio 2015 che attualmente svolge un corso post-laurea in Economia dello Sviluppo presso la University of Glasgow. Vive nel Regno Unito da oltre 5 anni, attivista del Partito Liberal-Democratico Britannico e dell'ALDE e candidato alle ultime elezioni Parlamentari Scozzesi. Nel corso della sua breve carriera extra-universitaria nel 2012, ha svolto uno stage a Shanghai presso un'azienda cinese che collabora con business europei nel mercato dell'Import-Export; nel 2013 ha collaborato con il governo italiano per il G8 giovanile tenutosi a Londra, nel 2014 ha svolto una Summer School e ricerche presso la London School of Economics, è un membro del gruppo "European Students for Liberty", ha svolto uno stage estivo presso l'Istituto Bruno Leoni.

A proposito dell'autore

Studente laureatosi in Economia ed International Business presso la University of Strathclyde, Glasgow, Regno Unito nel Luglio 2015 che attualmente svolge un corso post-laurea in Economia dello Sviluppo presso la University of Glasgow. Vive nel Regno Unito da oltre 5 anni, attivista del Partito Liberal-Democratico Britannico e dell'ALDE e candidato alle ultime elezioni Parlamentari Scozzesi. Nel corso della sua breve carriera extra-universitaria nel 2012, ha svolto uno stage a Shanghai presso un'azienda cinese che collabora con business europei nel mercato dell'Import-Export; nel 2013 ha collaborato con il governo italiano per il G8 giovanile tenutosi a Londra, nel 2014 ha svolto una Summer School e ricerche presso la London School of Economics, è un membro del gruppo "European Students for Liberty", ha svolto uno stage estivo presso l'Istituto Bruno Leoni.

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