Quantitative Easing, il Moloch statalista reclama nuove vittime

Il sanguinario dio cananeo Moloch reclamava orrendi sacrifici umani

Non bastano più sei mesi di lavoro all’anno, non bastano più un quinto dell’importo di ciascun acquisto e un quarto dei proventi di ogni investimento a saziare la fame del dio-stato. Ma, come Moloch tornava invano a promettere opulenza ai Cananei ad ogni nuovo olocausto consumato nel suo ventre, così ogni volta i governi ci giurano che avremo una polizia efficiente, ospedali migliori e una scuola all’altezza non appena avremo versato il prossimo tributo nel calderone dell’erario.

La nuova liturgia – quella della “lotta alla deflazione”- recita che per la nostra futura prosperità occorre distorcere fin sottozero i rendimenti dei nostri titoli di stato e forzare al rialzo i prezzi della nostra spesa. E non importa che la politica di esproprio giunga in tal modo alla sfrontatezza di mutare persino i nostri stessi risparmi in imposte su di noi, al solo scopo di fare finanche dei debiti del governo rendita statale: nessun sacrificio, per quanto estremo, sarà mai l’ultimo.

Dario Bortoluzzi

Laureato alla Normale di Pisa, filosofo per formazione, ma analista fiscale di professione. Vita raminga tra Italia, Germania, Inghilterra e Olanda. Segue con interesse e passione soprattutto la politica europea e i mercati finanziari.

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