La medicina anticomplottista settimanale – Correlazione e Causalità

 

cervelloDue righe di pancia che nascono, già influenzate, dai detti popolari riguardanti la propria condizione fisica, come <<Prima la salute>>, oppure, <<Meglio prevenire che curare>>. Per la sanità mentale del nostro popolo si devono sponsorizzare tutte le terapie contro il germe pandemico del complottismo. Quella di oggi è una semplice profilassi, ottima per non cadere in vizi del pensiero che sembrano andare di moda.

Bisogna sempre tenere a mente la differenza tra correlazione e causalità nell’analisi di qualsiasi dato statistico, nonché di qualsiasi evento reale.  La correlazione è spesso definita come una relazione reciproca tra due o più elementi, mentre la causalità è il rapporto che lega la causa con l’effetto di un fenomeno.  E’ importante capire, in primis, che correlazione non implica per forza causalità e sapere discernere tra correlazione reale e correlazione apparente, in secundis.  Per quanto riguarda la prima regola, se due variabili seguono lo stesso andamento e sembrando apparentemente collegate, non necessariamente variazioni future della prima porteranno a variazioni della seconda. Ad esempio se immaginiamo un mondo dove tutti i filosofi più prestigiosi hanno in comune il consumo di un’ingente quantità di caramelle alla menta, questo non vuol significare che, in assenza di filosofi, basterebbe far mangiare più caramelle alla menta a ognuno. Questo non vuol dire che le due cose non siano in relazione. In questo mondo, magari, le caramelle alla menta potrebbero effettivamente influire sulla propria attitudine alla filosofia, solo in misura molto minore rispetto ad un rapporto di causalità. Quest’ultimo, per essere individuato, deve avere, sì una correlazione di fondo, ma necessita anche della dimostrata esclusione di tutte le altre possibili interferenze derivanti da altri fenomeni. Per quanto riguarda la seconda regola –correlazione reale/correlazione apparente– questa è solo un’opera di buon senso, perchè anche la correlazione deve essere dimostrata. Se, ad esempio, prendiamo in considerazione dei dati statistici su argomenti diversi e distanti, come il numero di pirati e la quantità di terremoti negli ultimi ottant’anni, e vediamo che la prima cifra è scesa, mentre la seconda è aumentata, non abbiamo sufficienti prove per dire che le due cose sono correlate. Più pirati e meno terremoti non è uno slogan credibile. Per fare esempi meno improbabili, alcuni anni fa sono state rese pubbliche statistiche che correlavano il tasso di infelicità di uno stato, alla quantità di credenti, di una determinata religione, all’interno di esso. In questo modo si voleva propinare, con mezzi pseudoscientici, una falsa verità e cioè che un paese senza, o con poca, diffusione di una certa religione, fosse un paese scontento.Ridicolo.

Stanno già uscendo le prime teorie complottistiche sulla drammatica vicenda del giornale Charlie Hebdo. Correte ai vaccini, presto!

 

 

Francesco Guidorizzi

Laureando in Giurisprudenza, si appassiona agli studi di diritto e filosofia al quale dedica la maggior parte dei suoi sforzi. Scrittore come diletto. Coltiva autonomamente approfondimenti nel campo dell'economia.

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