Perché i Radicali trascorrono le festività visitando le carceri

CarcereCome ogni anno, Pannella e compagni si dedicano in occasione delle festività natalizie alla visita delle carceri italiane. L’iniziativa, che oramai non fa nemmeno notizia, ha come principale obiettivo quello di portare all’attenzione dell’opinione pubblica e soprattutto della classe politica, le inaccettabili condizioni in cui sono costretti a vivere i detenuti del nostro paese.

La situazione carceraria è solamente una delle conseguenze di un sistema giuridico visibilmente inefficiente, il quale è anche una delle cause del declino economico del paese. I Radicali stimano una lunghezza media dei processi di 10 anni ed un numero talmente elevato di prescrizioni da far sì che molti reati rimangano impuniti. A ciò si aggiunge che i reclusi risultano al momento circa 69 mila, mentre le strutture in grado di ospitarli hanno una capienza massima di 45 mila persone. L’indecenza, però, sta nel fatto che il 40% di questi detenuti sono ancora in attesa di giudizio e, secondo le statistiche sui processi conclusi, circa una metà di loro verrà riconosciuta innocente. Dunque, attraverso un semplice calcolo, si può verificare che quasi  14 mila persone innocenti si trovano all’interno delle carceri sovraffollate di un paese che, tutto sommato, viene ancora considerato civile.

L’elemento più scandaloso del video presentato qui sopra è la data. Il fatto che questo documento del maggio 2012 sia ancora così attuale è una vergogna. Ancora più vergognoso è il silenzio della stampa e della politica riguardo a una questione che criminalizza l’Italia e per la quale l’Italia ha subito condanne da parte della Corte di Strasburgo e dell’Onu.

La proposta radicale è quella dell’amnistia e dell’indulto, unico modo per riuscire da subito a risolvere il problema del sovraffollamento e a far sì che i magistrati vengano liberati dall’enorme mole di lavoro. L’amnistia prevede l’estinzione di reati minori (non omicidi e stupri come certi vogliono far credere), per dar la possibilità alle istituzioni giuridiche di occuparsi più velocemente di altri reati, evitando che questi cadano in prescrizione. Un provvedimento di questo tipo ridurrebbe dunque il numero di criminali pericolosi a piede libero.

Quest’anno, il Satyagraha prevede la visita a diversi istituti penitenziari fino al 9 gennaio. Si può aderire qui e partecipare, attraverso diversi tipi di lotta nonviolenta, ad un’iniziativa che si colloca all’interno della battaglia principale per ottenere provvedimenti di amnistia e indulto. Gli obiettivi del Satyagraha di Natale sono (cito testualmente la fonte):

  • Sanità in carcere: garantire le cure ai detenuti;
  • Immediata revoca del 41 bis a Bernardo Provenzano;
  • Introduzione nel nostro ordinamento del reato di tortura;
  • Abolizione dell’ergastolo a sostegno della campagna di Nessuno Tocchi Caino;
  • No alle deportazioni in corso dei detenuti dell’alta sicurezza;
  • Diritto alla conoscenza: 1) conoscibilità e costante aggiornamento dei dati riguardanti le carceri 2) conoscibilità dei dati riguardanti i procedimenti penali pendenti;
  • Rendere effettivi i risarcimenti ai detenuti che hanno subito trattamenti inumani e degradanti;
  • Abolire la detenzione arbitraria e illegale del 41 bis;
  • Nomina immediata del Garante Nazionale dei Detenuti;
  • Per gli Stati Generali delle Carceri, preannunciati dal ministro della Giustizia, prevedere la presenza anche dei detenuti.

La speranza è quella di sentirne parlare almeno in televisione e che il Parlamento si renda finalmente conto che una riforma della giustizia è una necessità.

Filippo Massari

Studente di Economia presso l'Università di Jönköping, nel sud della Svezia, e collaboratore, in qualità di traduttore, di Mises Italia. Da settembre 2015, blogger presso Austrian Economics Center. Appassionato di libri e musica di vario genere, cinema d'autore, sport e altro ancora.

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