The Other Side of The Bar

Da idealisti a liberali a baroni
Capita nella fisica, anzi è di regola, che per capire un modello complesso sia necessario partire da uno o più modelli semplici.
Sono chiacchiere da bar, per qualche motivo ti ritrovi dentro a un locale senza che nessuno te lo abbia chiesto, davanti al bancone puoi essere un puro idealista, <<Un cocktail 5-6 euro?! Quando a loro massimo sarà costato 50 centesimi…1 euro per un po’ di acqua sporca? 3€ per una birra che al supermercato pago 80 centesimi?!>> potrebbero, dovrebbero, se fossi io, qui non organizzano mai niente di diverso etc. Paghi stizzito prendi quello che ti spetta senza neanche un grazie perché in fondo l’hai pagato caro prezzo e alla fine te ne vai imprecando dietro le spalle del barista che non ti ha fatto lo scontrino imputandogli tutti i mali dell’Italia “a fine mese con tutto quello che non ha pagato di tasse…”.

Superbo, sicuro di te <<tanto ci vuole poco a fare di meglio, un bell’allestimento poi metti lì una persona che ci pensa lei!>>. La cosa ti alletta, ti ha sempre solleticato e ci sono buoni guadagni. Decidi quindi di investire gli ultimi anni di stipendio dipendente regolarmente preso a fine mese nel bar degli onesti, si pagheranno le consumazioni al minimo necessario, tutto sarà legale perché tu non sei mica un ladro, ti accontenterai di un modesto stipendio mensile.

Hai anche individuato il posto giusto alla portata dei tuoi risparmi che puoi arredare proprio come hai in testa, vedi già il posto dove a giro proietterai partite, farai suonare e recitare, il tuo sogno ora può iniziare!
Corri subito a informarti! Sì ma da chi?…Comune? Commercialista? INPS? INAIL? Notaio? Camera di Commercio? SIAE? Vigili del Fuoco? ASL? ARPA? Li giri tutti, con relative spese per spostamenti e parcelle. Alla fine non è che ti è proprio chiara come funziona la cosa… ma fai del tuo meglio per tappezzare le urgenze sperando che un giorno non ti entri un controllo e ti becchi in falla su un qualcosa che non sei andato a ricercare.

La prima doccia gelata ti arriva quanto ti spiegano che non è tutti quelli che la mattina si alzano e vogliono aprire un bar possono faro… ci vuole la licenza… e guarda un po’ nella tua zona non se ne dispensano più da un bel po’ di anni… però ne è ammessa la compravendita, però ti partono almeno 100.000€ senza averci ancora messo piede dentro. Dovrai effettuare un corso per l’haccp e per la somministrazione di cibi bevande ognuno con relativo monte ore e parcella. Ogni dipendente che assumi ti costerà un minimo di 1.500€ al mese più 30% di INPS-INAL più TFR, non ci riuscirà comunque a campare perché non gli arriverà neanche la metà e ti maledirà per questo. Affitto 2.000€ al mese, SIAE 100€ al mese, 400€ Canone Rai annuo, bollette acqua, elettricità gas, forniture e…scontrino o meno dovrai rientrare negli studi di settore per i quali dovrai rendere conto anche della dimensione della vetrina delle brioches.

I tuoi sogni iniziano pian piano a ridimensionarsi, inizia la corsa al risparmio, il posto che avevi in mente salta e cerchi il miglior compromesso su internet, ristrutturi il minimo necessario e calcolatrice alla mano capisci che nel tuo bar con 50 posti a sedere in un paese di 5000 anime se ci vuoi campare ne devi fare 7000 caffè come diceva Alex Britti. La differenza tra quello che avevi in mente ed il risultato è abissale. Dietro al bancone inizi a capire perché le cose sono tutte uguali e non cambiano mai, che l’ostacolo principale tra i sogni e la loro realizzazione può chiamarsi fisco e burocrazia, che quello stato che predica uguaglianza di fatto anziché garantire mobilità sociale sulla base della meritocrazia fa andare avanti solo chi i soldi li ha già. Capisci che la rivoluzione, quella delle idee, si potrebbe avere solo lasciando le persone libere di essere, di agire e di fare impresa, meno stato, meno garanzie in cambio di molta più efficienza e libertà. Ormai ti chiamano sporco capitalista o turboliberista per i discorsi che fai. Nel frattempo la tua vita e i tuo bar sono diventate una cosa sola, se non lavori contatti il fornitore, o sei dal commercialista, o dai una pulita o altro. Hai rinunciato ad assumere una persona, ci sono i familiari e un ragazzino che ti viene a dare una mano ogni tanto per guadagnarsi qualcosa ovviamente in nero. Calcoli il rapporto tra ore di lavoro e guadagno e rimpiangi il tuo vecchio lavoro dipendente. I prezzi? Non sei riuscito ad abbassarli neanche di 50 centesimi, anzi hai faticato a non aumentarli facendo uno scontrino sì e uno no per non far scattare la fascia contributiva più alta, e non è che vai in giro col porsche.

Con fatica, sacrifici e una bella mano dei tuoi parenti riesci a sopravvivere ai primi anni e ti sei ritagliato la tua fetta di mercato. Ora hai capito come gira. Hai messo le macchinette da gioco che senza di quelle non si può andare avanti, il tuo commercialista ti ha spiegato un po’ di trucchi per starci dentro, hai stabilito un forfait di non belligeranza con l’ufficio di zona SIAE che ora chiude un occhio se ogni tanto organizzi un karaoke e un amico in Comune ti ha garantito una convenzione per il ristoro degli operai del nuovo cantiere, un prezzo stracciato per il suolo pubblico dei tavolini estivi e una rassegna di eventi proprio davanti al tuo locale. Ti sei anche organizzato con gli altri baristi per far pressione al Comune quando ha vinto la nuova giunta che aveva promesso di aumentare il numero di licenze, ma per fortuna insieme avevate un po’ di amici in c-Comune e l’idea non è stata neanche presa in considerazione. In fondo il tuo lavoro te lo sei conquistato e ed è giusto che te lo difenda, poi è così che fan tutti ed è così che funziona e le cose non cambieranno di certo per te e comunque non sei in giro col porsche.

-P.S. Adempimenti Burocratici e fiscali non vogliono essere esaustivi ma sono stati presi a titolo esemplificativo da http://aprireunbar.com/

Daniele Spera

Nato nel 1984 tra i campi lombardi, se è vero che vivere a Bergamo essendo nato a Brescia con origini campane è più complicato di quello che dovrebbe essere per un italiano è anche vero che questo mi ha portato a vedere i mille pregi, difetti, ipocrisie e potenzialità che ha questo Paese. La musica è una delle mie grandi passioni, ho iniziato a suonare in qualche formazione per poi passare all'organizzazione di concerti e serate e questo mi ha permesso di conoscere un sistema economico/sociale che per quanto piccolo rispetto al sistema Paese, o ad altri settori, ne è un ennesimo specchio che ne rifletta altri tutti composti da eroi, baroni, dal merito, da un ostentato perbenismo, da mood e da status sociale. L'Italia ha un forte bisogno di scoprire il suo essere liberale, per me è solo questione di buon senso, è la mia norma, ma dato che ciò che è norma lo decide la maggioranza, ora come ora sono fortemente immoderato.

A proposito dell'autore

Nato nel 1984 tra i campi lombardi, se è vero che vivere a Bergamo essendo nato a Brescia con origini campane è più complicato di quello che dovrebbe essere per un italiano è anche vero che questo mi ha portato a vedere i mille pregi, difetti, ipocrisie e potenzialità che ha questo Paese. La musica è una delle mie grandi passioni, ho iniziato a suonare in qualche formazione per poi passare all'organizzazione di concerti e serate e questo mi ha permesso di conoscere un sistema economico/sociale che per quanto piccolo rispetto al sistema Paese, o ad altri settori, ne è un ennesimo specchio che ne rifletta altri tutti composti da eroi, baroni, dal merito, da un ostentato perbenismo, da mood e da status sociale. L'Italia ha un forte bisogno di scoprire il suo essere liberale, per me è solo questione di buon senso, è la mia norma, ma dato che ciò che è norma lo decide la maggioranza, ora come ora sono fortemente immoderato.

2 Risposte

  1. Luca M. Blasi

    Ben scritto, Daniele.
    Naturalmente, ci sarebbe poi anche la piacevole esperienza delle verifiche fiscali e amministrative, con i relativi oneri e l’odissea dei ricorsi, etc. etc..
    Ma hai reso l’idea…

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  2. Daniele Spera

    Grazie Luca,
    purtroppo e per fortuna sono dovuto rientrare in un limite di caratteri altrimenti (sicuramente purtroppo) ce ne sarebbero di cose da aggiungere.

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