Medioevo morale, oscurantismo e malafede

I media italiani non perdono occasione per ricordarci che il cattivo giornalismo è una pericolosa miscela di ignoranza e malafede. Recentemente la morte di 12 anziani a seguito della somministrazione del vaccino antinfluenzale è stata pretestuosamente sfruttata per creare allarmismo ingiustificato circa la sicurezza delle vaccinazioni. La maggior parte delle testate giornalistiche ha fatto del proprio meglio per spaventare e disinformare ma il primo posto va senza dubbio a “Il Tempo” di Roma sulla cui prima pagina, il 29 novembre, troneggiavano le parole “iniezione letale” sotto la foto di una siringa: un vero e proprio monumento al giornalismo-spazzatura.

“Dopo un’attenta valutazione di tutte le evidenze disponibili, il Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (PRAC) riunito presso l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) a Londra, ha concluso che non esiste alcun nesso causale tra i vaccini antinfluenzali Fluad e gli eventi avversi segnalati in questi giorni”, queste le parole pronunciate il 3 dicembre del presidente dell’agenzia nazionale per il farmaco. Le analisi effettuate sui due lotti di vaccini cautelativamente ritirati dal mercato hanno infatti acclarato la verità. Basta dare un’occhiata ai dati per renderci conto che si è trattato all’ennesimo tentativo di influenzare e spaventare l’opinione pubblica mediante l’uso di propaganda menzognera. 8 delle persone decedute avevano più di 80 anni ed erano malate di cuore e altre patologie ed il vaccino in questione è indicato per questo tipo di pazienti. Tuttavia questo non basta a escludere ogni dubbio circa l’affidabilità del vaccino. È importante infatti contestualizzare il numero atteso di decessi in questa popolazione in relazione alle dosi realmente somministrate. La popolazione italiana over 65 è pari a 12.5 milioni di persone; di queste circa 500.000 purtroppo muoiono ogni anno, il che equivale a 1.369 decessi al giorno tra gli over 65. Anche assumendo che solo il 10% di questi si siano vaccinati con Fluad (= 50.000 persone over 65, stima improbabile perché verosimilmente in questa fascia d’età sono molti di più), avremmo 136 persone decedute in questa popolazione al giorno. Se anche solo il 10% delle reazioni avverse fossero segnalate, ci sarebbero 13 decessi al giorno e non invece 12 in 22 giorni, che corrispondono al 4% del minimo atteso. Ancora prima di analizzare i lotti ritirati dal mercato, una semplice proporzione matematica era già dunque in grado di smentire le bufale degli allarmisti e di confermare che le persone in questione erano purtroppo mancate per altre ragioni.

Questo episodio è l’ultimo di una lunga serie e costituisce sola la punta dell’iceberg di una pericolosa e autolesionista cultura antiscientifica, ai limiti della superstizione medievale, di cui il nostro paese è impregnato.

Il nostro paese avrebbe infatti bisogno di un nuovo umanesimo, basato sulla fiducia nella scienza e nella ragione. La politica e le istituzioni italiane sono invece impregnate da questa “anti-cultura” che devasta il Paese. Le prove di ciò sono molte e sconcertano. Nel nostro paese sono infatti in vigore leggi oscurantiste relativamente alla fecondazione assistita e alla sperimentazione animale; nel nostro paese esiste uno degli ambientalismi più beceri d’Europa che si oppone in maniera violenta e sistematica alla creazione di infrastrutture di cui il paese ha disperato bisogno. Costoro vogliono farci credere che sia impossibile trovare un punto di equilibrio tra il progresso tecnologico e il rispetto per l’ambiente; cosa che invece avviene in tutti i paesi del primo mondo. Nel nostro paese esistono trasmissioni televisive come “Le Iene” che hanno fatto di tutto per accreditare agli occhi dell’opinione pubblica rimedi privi di alcuna valenza scientifica, abusando del dolore di chi ha un ammalato grave in famiglia. Nel nostro paese c’è un partito, il Movimento 5 stelle, che ha proposto, in Lombardia, di rendere facoltativa la vaccinazione esavalente promuovendo timori infondati sui vaccini sostenendo che essi possano scatenare patologie come la sclerosi multipla o che contengano livelli tossici di sostanze chimiche come l’alluminio, o ancora, che il sistema immunitario dei neonati sia sopraffatto dal numero delle vaccinazioni». I pentastellati forse non sanno che se la copertura (che varia a seconda della malattia ma in genere non deve mai scendere sotto il 90% per avere l’immunità di gregge) diminuisce, perché i nuovi nati non vengono vaccinati, il pericolo di nuovi focolai infettivi può tornare a farsi vivo. La loro demagogia contro i profitti realizzati dalle case farmaceutiche rischia dunque di riportare in vita malattie debellate o non più pericolose scatenando così epidemie che possono portare alla morte di bambini. All’inizio del 2013, in Galles, dove, a causa di questa propaganda idiota, la percentuale di bambini che si vaccinano è sotto l’80% si è diffusa un’epidemia di morbillo che ha infettato 900 persone in pochi giorni.

Esiste tuttavia una vicenda che incarna simbolicamente quanto sia inveterato questo odio per la scienza e per il progresso da parte della classe politica italiana: quella degli OGM.

Le menzogne che vengono sparse sugli OGM sono incalcolabili. Va infatti sottolineato che gli OGM non sono il frutto malato della mente di qualche capitalista voglioso di arricchirsi ai danni della nostra salute, ma la naturale evoluzione di tecniche che l’uomo adotta da sempre: manipolazioni genetiche della natura vengono infatti realizzate da ben prima che si sapesse cosa fosse un gene; per esempio attraverso pratiche come il selezionamento delle piante e gli incroci. Inoltre, per affrontare seriamente il tema, è doveroso un ragionamento sulla sostenibilità del pianeta Terra nel lungo periodo. Gli sviluppi demografici e il crescente consumo di cibo e in particolare di proteine animali e il crescente consumo di suolo a livello globale impongono una serie riflessione su tutte quelle tecnologie che consentono un grande salto nell’efficienza e nella produttività delle risorse che attualmente sono disponibili. Il fenomeno del “land grabbing”, ossia l’acquisto da parte della Cina di vasti appezzamenti terrieri da dedicare all’agricoltura al di fuori dei propri confini (principalmente in Africa) dimostra come le classi politiche dei paesi emergenti siano già consce del fatto che la terra disponibile non sarà più in grado di produrre abbastanza cibo per tutti nel breve volgere di una cinquantina d’anni. Con buona pace dei tanti demagoghi, l’impiego degli OGM potrebbe contribuire a risolvere il problema della fame nel mondo, dunque. Gli OGM infatti sono estremamente più resistenti, pertanto aumentano di molto la resa dei terreni agricoli.

La propaganda anti-scienza risulta dunque intrisa di tanta ignoranza e malafede. Si pensi anche solo al fatto che essa valuta gli OGM come un’unica categoria indistinta da cui rifuggire; ma dal punto di vista scientifico non c’è nulla di più sbagliato. Ogni OGM fa infatti storia a sé! Essere contrari aprioristicamente agli OGM, è infatti come essere aprioristicamente contrari al bisturi. Il bisturi non è infatti buono o cattivo in sé stesso, ma è l’uso che se ne fa che è buono o cattivo. Lo stesso semplice principio si applica agli OGM che sono il frutto di una tecnica scientifica, quella del DNA ricombinante che è semplicemente una TECNICA (e pure una delle tante che esistono) di creazione di nuovi prodotti in agricoltura. È uno strumento. Ciò che conta è COSA viene creato, l’insieme dei suoi geni, non COME viene creato, se utilizzando gli incroci, l’OGM, la mutagenesi o la MAS (queste sono diverse tecniche di creazione). Un prodotto è salubre o meno, è utile o meno, è efficace o meno, solo in base a quello che contiene, ai suoi geni, a come si comportano, non in base a come sono stati messi insieme. A riprova di quanto sosteniamo ci sono le recenti parole di Patrick Moore, icona verde e fondatore di Greenpeace, che oggi manifesta di fronte alle sue sedi inglesi sostenendo che gli attuali dirigenti ne hanno snaturato la missione, trasformandola in un’associazione intollerante, oscurantista e politicizzata.

Opponendosi all’introduzione in Africa del riso OGM, Greenpeace e gli altri ecologisti si sono macchiati di “crimini contro l’umanità”, dice Moore. “Ci sono 250 milioni di bambini che vivono ai tropici e che mancano di vitamina A”, ha affermato. “Il golden rice può dare loro questa vitamina”. Diventato oggi un critico dichiarato del gruppo che un tempo ha lanciato assieme ad altri cinque paladini dell’ambiente, Moore sottolinea realisticamente “i notevoli benefici potenziali” che le coltivazioni geneticamente modificate possono apportare “all’ambiente, alla salute e all’alimentazione umana”. Moore considera la guerra agli organismi transgenici “il caso più eclatante di ecologismo fuorviato” che la storia ricordi. “Ogni sciocco sensazionalismo messo in piedi da attivisti privi di ogni cultura scientifica finisce immediatamente nel telegiornale della sera. Il golden rice, una coltura geneticamente modificata che può contribuire a prevenire la cecità in mezzo milione di bambini l’anno, viene respinto da questi “anti-umanità”, che danno la precedenza alle proprie paure infondate invece che alla povertà nel mondo. L’Unicef stima che ogni anno due milioni di bambini muoiono per la mancanza di vitamina A. “Il loro sangue è sulle mani di chi rende impossibile usare il golden rice”. Un anno fa una delle più autorevoli riviste scientifiche, l’American Journal of Clinical Nutrition, ha dimostrato che il golden rice ha fornito a un gruppo di bambini cinesi un quantitativo ottimale di vitamina A. Greenpeace ha risposto distruggendo una piantagione di riso biotech nelle Filippine. Secondo Moore, alla creazione di Greenpeace nel 1970 c’era la convinzione che gli esseri umani dovessero essere parte della soluzione ai problemi ambientali del mondo. “Ci siamo opposti ai test nucleari perché eravamo contro la guerra nucleare, questa è stata la ‘pace’ di Greenpeace. Ma poi gli esseri umani sono stati raffigurati come i nemici della terra”. Patrick Moore fa parte di una cinquina di padri nobili dell’ambientalismo convertiti all’OGM. Come Stewart Brand, nomen omen dell’ecologismo americano e fondatore della rivista The Whole Earth Catalog che vive a bordo di un rimorchiatore nella baia di San Francisco e che ha parlato a favore di “OGM vantaggio per la salute”. Come James Lovelock, il pioniere di Gaia, o George Monbiot. Come Norman Borlaug, premio Nobel per la Pace e “padre della rivoluzione verde”, a cui l’Accademia delle scienze degli Stati Uniti ha assegnato uno dei suoi premi più prestigiosi, la Public Welfare Medal, per la varietà di frumento resistente alle malattie che Borlaug aveva messo a punto e che ha scongiurato una catastrofe che avrebbe causato tra i 245 milioni e un miliardo di morti. Così Borlaug ha difeso gli OGM: “Se avessimo dovuto produrre la quantità di cereali prodotta nel 1999 con le rese per ettaro del 1961 ci sarebbero voluti altri 850 milioni di ettari di terra fertile, ossia ci sarebbe servito radere al suolo e coltivare l’intera foresta amazzonica”. Mark Lynas, ex-attivista radicale e violento che distruggeva personalmente coltivazioni OGM, ora ravvedutosi ha dichiarato: “Delle persone sono morte per aver scelto il biologico, ma nessuno è morto per aver mangiato OGM”.

Gabriele Galli

35 anni, bolognese, trasferito in Inghilterra, lavoro come insegnante di italiano. Mi sento immoderato perché penso che un paese in cui il 50% degli abitanti vive alle spalle dell’altro 50%, abbia disperato bisogno di riforme immoderate.

1 risposta

  1. Valentino

    I miei sinceri complimenti, articolo molto ben scritto che centra un tema molto spinoso. Siamo un popolo – ahimé- profondamente ignorante, pronto a credere a qualsiasi teoria del complotto o spiegazione irrazionale.
    Due degli “apici” di questa situazione critica sono per me la larghissima diffusione degli oroscopi -anche in mezzo a programmi di utilità nazionale come telegiornali – e la frequentissima attitudine al gioco d’azzardo legalizzato.
    Guarda caso l’Italia è anche uno dei paesi europei a più bassa “alfabetizzazione matematica”. Se si è stati sempre rinunciatari nel provare a capirci qualcosa su logica, statistica, aritmetica e così via, è facile credere come taluni possano puntare tutto sul 77 che non esce da venti turni sulla ruota di Venezia.

    Rispondi

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata