Politica estera

Cronaca di una Bancarotta Annunciata

La Repubblica Libanese è di fatto fallita. Il suo sistema bancario è saltato. La gente è inferocita contro i politici (che peraltro ha eletto per decenni), perché non può ritirare i risparmi e tantomeno trasferirli all’estero come era abituata da generazioni.

Dalla fine della guerra civile nel 1990 il Libano è rimasto preda di una corruzione tanto pervasiva quanto inestricabile. Da anni i deficit gemelli, di bilancio pubblico e di commercio estero erano considerati insostenibili. Ma i vari potentati marci hanno ignorato l’allarme rifiutando pervicacemente di porre un argine al saccheggio dei fondi statali e alle disfunzioni di una burocrazia sconsiderata (con rare eccezioni). Per procurarsi il consenso, i governi hanno accumulato un debito sovrano monstre (160% del Pil) che per il solo pagamento degli interessi assorbe 10 miliardi di dollari (uno stratosferico 20% del Pil). Il 60% delle entrate pubbliche basta appena per pagare gli interessi.

Default Annunciato

È la cronaca di un default annunciato ma senza la maestria di un Gabo Marquez. Questa follia era puntellata dai capitali esteri inviati da milioni di libanesi espatriati nonché da investitori stranieri ingolositi dagli altissimi interessi sui depositi bancari. I rischi di cambio erano ignorati in quanto la lira libanese era legata strettamente al dollaro da decenni.

Le banche utilizzavano i depositi in dollari per investire in titoli di Stato che a loro volta pagavano interessi spropositati.Nel 2019 il deficit pubblico è schizzato al 15% del Pil contro il 7,5% previsto in bilancio e il deficit del commercio estero ha raggiunto il 26% del Pil. Alla fine del 2019 la crisi è sfociata in rivolte che hanno costretto il governo a dimettersi. I flussi di capitale si sono progressivamente arrestati e di conseguenza sistema bancario e governo, uniti in un osceno intreccio, quasi insolventi. Il cambio fisso ormai è una panzana (i dollari si trovano solo al mercato nero), l’inflazione si stima al 30%, l’economia si è bloccata, le entrate pubbliche si sono dimezzate. Nel 2020 il Pil potrebbe crollare del 20%. Le banche non possono rimborsare i depositi in dollari ai clienti perché non ci sono dollari in cassaforte.

Il bilancio pubblico per il 2020, approvato in fretta e furia, invece di azzerare il deficit, ancora mostra un gap pari al 6% del Pil. Il 9 marzo è in scadenza un titolo pubblico da 1,2 miliardi di dollari. Il governo di tecnici insediatosi pochi giorni non sembra capace di affrontare la situazione.

Gli Inglorious Globastards ne avevavo già parlato nove mesi fa. Questo nuovo video vi porta di nuovo sulla sponda Sud del Mediterraneo dove si sta consumando un disastro che dovrebbe far autoflaggerare i sovranisti italiani convinti che l’uscita dall’euro sia indolore.

Alberto Forchielli

Managing Partner at Mandarin Capital I have developed my strategic abilities thanks to 35 years of managerial experience in international affairs development, with a particular focus on the United States, Europe, and China. Currently, I also deal with dynamics and themes related to the global labor market, as well as talent and skills management at an international level with special attention to problems youth are facing and professional training. I have worked and lived for long periods of time in Santiago, Lima, Buenos Aires, Boston, London, Rome, Turin, Singapore, Kuala Lumpur, Washington DC, Luxembourg, and Munich. Currently, I divide my time between Boston and Bangkok, and I am always aware of themes regarding the global economy, internationalization, and labor globalization. Pragmatic, passionate, and obsessive, I work for ideals not money.

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