Perché l’ALDE (o meglio Guy Verhofstadt) mi ha comunque deluso

La notte in cui è scoppiato il caso Grillo-Alde, dopo una sofferta giornata di attesa e incredulità, ho motivato agli amici del gruppo “Individual Members” come mai mi consideravo già un deluso da Alde, anche senza bisogno di aspettare l’esito della surreale vicenda. Ecco perché ho pensato di farne un articolo (mondandolo solo da alcuni riferimenti personali fuori tema) pur alla luce dell’esito positivo di ieri sera.


Cari IM, credo che sia un esercizio proficuo per tutti mettere in fila alcuni punti che a mio avviso rilevano di per sé, A PRESCINDERE DA QUELLO CHE SARÀ L’ESITO DELLA VICENDA. Tutto ciò ha fortemente incrinato la visione, evidentemente ingenua, che avevo di Alde e per questo l’elencazione cercherà anche di motivare ai miei amici di questo gruppo il perché in ogni caso il mio rapporto con Alde non avrà più la stessa passione.

1) Beppe Grillo NON si è limitato a consultare i suoi militanti per la scelta di entrare nell’Alde. Ha detto che Alde è stato l’unico gruppo aperto al dialogo: affermazione seria e, vista l’evidente e totale incompatibilità programmatica, anche grave. Anche perché abbiamo saputo che invece gruppi come i Verdi e la sinistra hanno risposto con un secco “no” alla sua richiesta. La notizia è stata riportata da molte testate, anche internazionali. È evidente che un gruppo serio, se fosse stata falsa, l’avrebbe smentita. Invece abbiamo avuto solo un silenzio assordante e per noi, nel nostro piccolo, imbarazzante. Questo ci ha obiettivamente procurato un danno di immagine, oltre a simpatici scherni: pensate anche solo alle pagine “tematiche” di Facebook, comunque seguite da migliaia e miglaia di persone. Pensate all’imbarazzo di spiegarlo ai nostri amici e nostri cari che per mesi o anni molti di noi hanno sicuramente cercato di coinvolgere, spendendo la propria credibilità. Spesso in battaglie contro gli stessi 5 stelle.

2) Peggio. Guy Verhofstadt non si è limitato a ignorare le numerose e accorate richieste di chiarimento dai suoi follower. Ha cancellato un vecchio post del 2014 in cui demoliva i 5 stelle e spiegava perfettamente perché era inconcepibile che un gruppo come Alde accogliesse i grillini (e la situazione da allora, visto il sempre più sbandierato referendum sull’Euro, non può che considerarsi peggiorata). Oltre che un atto disonesto intellettualmente è stato un atto da sprovveduto: davvero pensava che nessuno se ne sarebbe accorto? E a che pro andare a ricercare un suo vecchio post per cancellarlo? Evidentemente per non turbare la trattativa in corso e per cercare di non fare la figura dell’incoerente. Questo gesto ha avuto eco sui social, e ci ha procurato un ulteriore danno di immagine.

3) C’è qualcuno che chiederà conto di questi comportamenti incomprensibili (o meglio incomprensibili per lo spirito che credevamo proprio di Alde)? Alcuni hanno provato a raccontarsi versioni rassicuranti: il silenzio era dovuto al fatto che non hanno nemmeno preso sul serio la consultazione di Grillo. Ma se uno ti chiama in causa tu dovresti rispondere tempestivamente, soprattutto in un’epoca ipermediatica come questa. Tanto è vero che alcuni europarlamentari Alde hanno addirittura scritto lunghi e approfonditi articoli motivando la loro contrarietà, e mostrando di conoscere molto bene le gravi criticità del M5S e addirittura i singoli europarlamentari grillini (un’altra favola che qualcuno si raccontava era che nell’Alde non conoscono bene la politica italiana e quindi il M5S: una favola appunto). Nemmeno i coordinatori nazionali possono chiedere conto di tutto ciò? Sul post cancellato da GV riportato persino in popolari pagine anti-grilline nessuno può chiedere conto? Ovviamente vorrei solo sentire che è stata la scelta stolta di un membro dello staff di GV su cui lui non sapeva niente, ma per il momento…

4) Ammetto di essere ignorante della burocrazia interna di Alde, ma ho scoperto ieri che noi IM non contiamo nulla. Un aspirante coordinatore nazionale scrive: “I membri italini non devono essere consultati sulle questioni del gruppo parlamentare, non c’entriamo assolutamente nulla.” Anche i coordinatori nazionali, si è visto ieri, devono essere tenuti all’oscuro. Addirittura anche alcuni europarlamentari. Quindi nulla importa (e mi riferisco a chi si impegna mille volte più di me) se siamo tesserati paganti, se subiamo danni di immagine per scelte prese sopra di noi, se spendiamo tempo ed energie dietro ad un progetto che nel nostro Paese è quasi disperato, se lo stesso Alde continua a parlare di un’Europa più democratica e vicina mentre noi assistiamo senza poter aprire bocca (se non con una raccolta firme su Change.org, la stessa che farei contro la pena di morte in Cina) a quella che comunque è almeno una consultazione da parte di Grillo, da noi criticato come anti-democratico. Da noi si fa così. Ripeto: ignoranza mia, non lo avevo capito prima. Ma adesso che lo so non ritengo siano condizioni eque per prestare un impegno appassionato.

5) Mi spiace, ma di fronte a una simile assurdità come l’ingresso dei 5 stelle (anche se forse alcuni IM non la trovano così assurda) a me non interessa nulla di aspettare che i vertici di Alde finiscano la loro conta di vantaggi e svantaggi posti sul bilancino, in relazione alle aspirazioni di Verhofstadt, agli europarlamentari in più, ai fondi, alle espansioni in un altro Paese dove ancora non esistono con un partito che (purtroppo) ha ambizioni di governo. Può darsi che alla fine prevarranno i contro, che troppi europarlamentari Alde si lamenteranno, che i S&D minacceranno di far saltare gli accordi, che anche alcuni grillini si spaccheranno fra loro e che quindi alla fine la trattativa andrà male. Ma questa non è la risposta che mi interessa. La risposta che volevo era la stessa che fu data nel 2014, ma ad oggi è stata solo cancellata di nascosto. Se anche arrivasse domani un netto “No” di Verhofstadt, imporporato con la solita retorica, sarà evidente su cosa si sono basate quelle interminabili ore di consultazioni. Ed è evidente che non è lo spirito che credevo proprio di Alde, non è lo spirito mio e di tanti amici qui. Per questo già mi esprimo: anche se penso che alla fine la trattativa andrà in nulla.

6) Taglio un’ultima e meno importante nota personale che avevo scritto e invece approfitto di questo spazio per arricchire col senno di poi le considerazioni di cui sopra. Adesso che l’accordo è saltato possiamo dire che Alde ha dimostrato di avere tante persone di valore, che hanno reagito compattamente e scongiurato questa follia. Il guaio è che l’unico leader politico in cui fino a ieri mi riconoscevo non è fra queste persone. Verhofstadt mi ha deluso, con un comportamento che da lui mai mi sarei aspettato. E la mia iscrizione era sopratutto dovuta al leader carismatico, che mi appariva sincero e appassionato fino a risultarmi naif. È evidente che la visione ingenua fosse solo la mia, eppure su questa (ho scoperto ieri) ingenuità si basava il mio amore per Alde. Meritano gratitudine e complimenti anche la coordinatrice Francesca Mercanti e Yuri Guaiana, per come hanno gestito la difficile vicenda.

Come ho chiosato nel mio post originale:

Di certo tutto quello che è successo rende più difficile portare avanti una battaglia che nel nostro Paese richiede un eroico ottimismo della volontà, perché possa prevalere sul pessimismo della ragione.

 

Stefano Leanza

Nato a Milano un ventennio fa, studio Giurisprudenza a Roma. Penso liberale e scrivo di giustizia e garantismo. Blogger per hobby, sono appassionato di giornalismo politico e sportivo.

2 Risposte

  1. Francesco Formaggio

    Caro Stefano,
    non sono sicuramente un elemento attivo quanto te di ALDE, ma mi sono ritrovato in pieno nelle tue parole. A questo punto cosa sperare? Secondo me le dimissioni di GV dalla presidenza (o qualunque sia il nome della sua carica) di ALDE sarebbero un buon punto di partenza. Non è forse ALDE la formazione ideologica che più premia libertà e responsabilità individuale? Ha fatto un grosso errore, magari non è stato esattamente lui, ma la responsibilità diretta è il prezzo che si paga per essere al vertice. Con le sue dimissioni secondo me si limiterebbero non poco i danni di immagine di cui parli nel tuo articolo.
    Una preoccupazione potrebbe essere: ” Perdiamo un capo carismatico”. Vero, ma ritengo che chiunque subentrerebbe al suo posto sentirebbe il peso dell’eredità di GV e cercherebbe sicuramente di essere all’altezza.

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  2. Franco Puglia

    Caro Stefano. Non appena ho saputo quanto stava accadendo ho detto in rete quello che andava detto : che una tale alleanza era insensata e che Guy Verhofstadt si era squalificato, e lo ho detto subito, prima che il belga alla fine facesse marcia indietro a seguito delle vibrate proteste di tanti.
    Ci sono errori politici che sono IMPERDONABILI e questo lo è.
    Quello di Oscar Giannino fu un errore di vanità, non un errore politico, un peccato veniale, confronto a questo, che pagò duramente.
    Non mi sono mai fidato di ALDE e del belga e non ho mai voluto aderire ad ALDE I.M. ed i fatti, infine, mi danno ragione ancora una volta.
    Smettiamola di rincorrere le farfalle ed uniamoci in un progetto politico, italiano prima di tutto, ed in secondo luogo di respiro europeo, senza la pretesa di seguir eleader carismatici, che lasciano il tempo che trovano, ma lavorando dove possiamo, nei nostri territori, pe run progetto comune, ciascuno secondo le sue possibilità.
    Io ho proposto un progetto che è di chi vuole aderirvi, non MIO : si chiama Svolta Europea e descrive una politica liberale possibile, non ideologica, che guarda ad un futuro non immediato, ma non così lontano.

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