#TaxEvasionPorn

Libidine coi fiocchi: abbiamo i nomi di Swissleaks! Ci aspettano giornate trascorse nell’onanismo a fantasticare sui nomi fatti dall’Espresso. Passino Briatore, Valentino Rossi e Valentino Garavani… Ma veniamo ai politici.

Ecco allora che fra i nomi altisonanti spunta fuori quello di Civati, con conseguenti polemiche del tipo “eccolo il comunistello che fa tanto il moralista e poi ha i soldi in Svizzera”. Così anche molti dei nostri “libberali” con due “b” (che poi sono gli stessi che dicono sempre che evadere è legittima difesa, anzi che è un dovere, ma va be’) evidentemente eccitati dalla notizia. Peccato che poi andando a guardare meglio (cioè senza fermarsi ai titoli sciacalli) si scopre che il conto era stato aperto da suo padre quando Pippo aveva 19 anni con 6mila euro abbondanti. Si scopre che non ci sono mai più stati trasferimenti da allora e che il conto si è autoestinto nel 2011 per le spese di tenuta. Inoltre fu aperto in maniera completamente legale e rendicontato in modo trasparente dallo stesso padre di Civati, ai tempi dirigente di una multinazionale. Insomma, parliamo del nulla: ma per fortuna che c’è l’Espresso con la sua questione morale, o i “libberali” col loro odio per i politici “dell’hostatolatro”.

Poi si fa il nome del compianto Stracquadanio, che si scopre che invece di soldi ne aveva tantissimi. Andate a leggere (ma anche no) in che modo questi gentlemen stipendiati da De Benedetti lasciano intendere che i soldi di tutta la famiglia Stracquadanio (anche in questo caso a partire dal padre) siano di origine mafiosa per via di un suo chissà quale rapporto con Dell’Utri o perché (udite udite) quando era radicale faceva le visite in carcere andando anche a trovare il “boss” Vito Mangano (sì il solito stalliere evidentemente al centro di ogni evento dell’ultimo mezzo secolo italiano). Ora, Giorgio è stato noto per le sue polemiche, per le sue uscite spesso scomposte, ma riassumere il suo percorso politico e di vita come una sorta di trenino fra Dell’Utri e mafiosi vari è assurdo, per non dire infame. Non c’è nulla di nulla a sostegno di questa tesi. Poi dicono la macchina del fango e il metodo Boffo: in questo caso loro lo praticano su una persona decedeuta. Chapeau. In questo ambiente una notizia diventa tale a prescindere, basta sia carpita dal buco della serratura. E non sai se son peggio i pornografi o i guardoni.

Stefano Leanza

Nato a Milano un ventennio fa, studio Giurisprudenza a Roma. Penso liberale e scrivo di giustizia e garantismo. Blogger per hobby, sono appassionato di giornalismo politico e sportivo.

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